Il 10 febbraio 2014 se ne andava un'insegnante molto stimata e amata da colleghi e alunni, donna tenace eppure tanto sensibile, le cui mani delicate come ali di farfalla seppero utilizzare come mezzi di comunicazione, penna, pennello, e con leggiadrìa i tasti di un pianoforte... Talentuosa e promettente com'era in letteratura, in pittura, in musica... amava infatti abbracciare tutte le arti. Nella raccolta di poesie inedite intitolata "IO, IERI E OGGI", dipinge se stessa, nel suo modo di essere e di "sentire", trasmettendo le forti emozioni di cui viveva. La sua era una forte personalità, seppure tanto tormentata, con sogni da realizzare, passioni da coltivare, come molti suoi racconti rimasti però incompiuti. Nel suo romanzo autobiografico emergono sorprendentemente alcuni suoi lati sconosciuti, insieme al suo dolore, al tormento, all'amore per la vita in ogni sua manifestazione di bellezza. In questo libro, "INCATENATA AL VENTO" scritto a quattro mani con il pittore, scrittore, architetto, e suo carissimo amico Tanino Gulizia, le travolgenti emozioni dei due personaggi si intrecciano insieme alle loro vicissitudini come in una danza e pur non essendo di facile lettura riesce a coinvolgere e incantare. Ciò che in lei affascina è una forza d'animo fuori dal comune, con la quale orgogliosamente sostiene se stessa ed altri, donando generosamente il suo tempo, il suo aiuto, il conforto di cui era capace, con grande umanità e carità. Possedeva la fragilità di un petalo, la delicatezza di una piuma ma anche la foga di un uragano, perennemente alla ricerca di un equilibrio nella sua vita, anche se la stabilità e la normalità la rendevano immobile, spenta, senza vita. Vivendo amori difficili, alla fine ha sempre optato per la solitudine, pur di rimanere fedele alla sua libertà che, nell'acquisire consapevolezza ed autostima, si era conquistata giorno dopo giorno. Sapeva comunque essere un'ottima amica e ascoltatrice, sempre presente e partecipe alla vita degli amici e a quella di chi le stava a cuore.

"Prima sfumata, vaga, poi intensa, emerge una figura femminile di grande fascino. Suggestiva, luminosa, vulnerabile, magnetica, vitale, imprevedibile... Una donna in cui tutte si riconoscono: nelle sue sfumature, nelle sue ferite, nelle sue passioni, nella sua ricerca d'amore che non ha fine..." così la descrive Marianna Romano.

"Lo stile del libro può, alle prime, sconcertare: è un collage di brani di diari, poesie, citazioni da altri romanzi, lettere, trattati di astrologia... ma da tutto questo, come in un puzzle, emerge una figura di donna indimenticabile" afferma l'editore, Emanuele Romeo.

"Questa fatica letteraria a quattro mani è sostanzialmente una ricerca del tempo perduto, un voler fare il punto sulle proprie vite, sulle cose fatte e su quelle soltanto desiderate, sulle occasioni fallite, sulle bastonature subite, su tutti quei momenti, ma solo momenti, di felicità che la vita avara ci regala in cambio di tante, troppe lacrime e malinconie": queste le prime righe della prefazione di Raimondo Raimondi.

Tra le angosce e quei pochi attimi di letizia intensamente vissuti, fanno da sfondo al romanzo le più belle sfumature della città di Siracusa, in particolare nella descrizione del centro storico: l'Isola di Ortigia, rivelando l'amarezza dei rimpianti e qualche venatura di malinconia nell'animo in tumulto di chi decise consapevolmente di incatenarsi al vento: quella donna eterea, impercettibile, eppure presente e tangibile, profonda ed immensa che fu la mia adorata mamma.