La Giunta chieda a Palermo la revisione di Piano Paesistico e Parco Archeologico Riili (ANCE): sì alla rigenerazione urbana ma con aumento di volumetrie

 

Un incontro (il quinto) in alcuni momenti ad alta tensione quello di mercoledì 27 all’Urban Center con l’assessore Maura Fontana che continua con il suo impegno di aperto confronto su argomenti di vitale importanza per la città.

Tema all’ordine del giorno, per la seconda volta, la revisione del prg del 2007 alla luce dei due nuovi strumenti normativi approvati: il Piano Paesaggistico e il Parco Archeologico.

Tra i presenti, interlocutore di primo piano, l’architetto Calogero Rizzuto nella sua veste di Direttore del Parco.

Riassumiamo di seguito le posizioni emerse nel corso del confronto a volte, come si è detto, acceso per i punti di vista molto divergenti sugli snodi principali della questione, in particolare tra l’architetto Nunzio Cavarra e l’ingegnere Massimo Riili da una parte e dall’altra la dottoressa Beatrice Basile, chiamata spesso in causa in quanto Soprintendente al momento della perimetrazione del Parco.

Un confronto tuttavia diretto a individuare le strade percorribili per arrivare a una soluzione che contemperi opposti interessi. “Siamo qui per cercare di superare gli ostacoli e arroccarsi nella contrapposizione non ci porterà a nulla” ha detto l’assessore Maura Fontana.

A illustrare le difficoltà nella revisione del prg è stato per l’Amministrazione l’architetto Navarra che non ha lesinato proprie considerazioni sulla vera essenza della pianificazione urbanistica che deve muovere da una visione di insieme date le correlazioni strettissime tra i diversi strumenti (l’immagine usata è stata quella di onde concentriche causate in una bacinella da un dito), nella quale sarebbe insensato pensare di poter tracciare perimetrazioni senza sapere dove si vada ad incidere o non conoscere ogni modifica dei luoghi nel tempo.

Principi che noi abbiamo inteso come sottese critiche agli estensori del piano paesaggistico e del parco archeologico e a chi cavalcherebbe “a proprio piacimento i valori di un ambientalismo di maniera”, mentre per nulla sotteso è stato il fendente nell’affermare che uno strumento di pianificazione sovraordinato gerarchicamente “non necessariamente viene elaborato da menti superiori”. Anzi.

Alla fine questa la conclusione: per come stanno le cose, essendo di fatto mancata una reale concertazione tra le parti, non sarà possibile presentare un piano regolatore che risponda agli standard voluti dalle norme. Saltano le aree a servizio previste perché ormai sottoposte a livelli di massima tutela, per intervenire su aree caratterizzate da molto abusivismo occorrono piani di recupero che non ci sono, e altro ancora.

Ma soprattutto l’architetto Navarra ci è sembrato molto attento a far sì che a questi incontri sia dato un valore istituzionale, che ci siano da parte del suo stesso assessore atti formali a garanzia dell’operato dell’ufficio da lui diretto.

La posizione di Navarra, decisamente pessimistica sul futuro di una città dove non c’è neanche traccia di una pur minima linea di programmazione, è stata pienamente condivisa dall’ingegnere Massimo Riili, presidente dell’Ance, che ha lamentato la massima tutela riservata alle aree costiere (!) e ha interrogato tutti su come si possa riuscire a coniugare sviluppo e tutela a fronte dei tanti vincoli ormai imposti “ovunque”.

“Si è ingessato il territorio. Si è deciso di lasciare la città al suo degrado (esempi ricorrenti viale Ermocrate e via Salibra). Viene di fatto impedita ogni iniziativa volta alla rigenerazione urbana”.

E alla dottoressa Basile che ha spiegato che, fatta salva la volumetria preesistente, gli interventi di rigenerazione sarebbero, oltre che possibili secondo lo spirito del regime di tutela della zona B, addirittura auspicabili, l’ingegnere Riili ha più volte ribadito l’esigenza di un aumento di volumetria per rendere fattibile l’impegno imprenditoriale.

La segretaria dell’Ance, l’ingegnere Carmen Benanti, che si è soffermata proprio sul tema della necessità degli interventi di rigenerazione urbana, ha fatto notare come sia stato un algoritmo del programma di autoCAD (quello usato dagli architetti) a tracciare la linea di rispetto della fascia B di 200 mt dalle aree a massima tutela determinando situazioni assolutamente forzate. Ha evidenziato come ciò impedisca anche l’accesso a fonti di finanziamento pubblico importantissime, quali l’ecobonus e il sismabonus, che potrebbero consentire a qualsiasi proprietario il restauro della propria abitazione e ovviamente rimettere in moto il settore edile.

In sostanza l’Ance ha invitato l’assessore Fontana (naturalmente d’accordo su questo anche l’avvocato Vittorio Pianese, presidente della Spero – si è incredibilmente detto che l’abbandonato Porto Archimede, travolto dal fallimento Caltagirone, potrebbe diventare al più un parcheggio!!! ) - a farsi promotrice presso il governatore Musumeci (i cui interventi critici nei confronti dei piani paesaggistici sembrano essere una porta, anzi un portone aperto a ripensamenti di ogni genere) di una richiesta di revisione delle perimetrazioni fatte, proposta considerata impossibile sia dal Presidente del Parco Rizzuto sia dall’ex Soprintendente Basile.

Ferma e composta la risposta dell’architetto Rizzuto: Inutile pensare a una modifica delle due pianificazioni che hanno percorso, in modo assolutamente regolare e trasparente, l’intero iter previsto dalla legge prima di arrivare alla loro approvazione e contro cui, allo stato attuale, esistono solo due (due!) ricorsi. Possibile invece procedere ad alcune valutazioni tecniche su eventuali difformità o dimenticanze per cercare soluzioni valide in sintonia con la Soprintendenza, organo a cui è affidata la tutela dei beni culturali secondo gli intangibili principi costituzionali.

L’archeologa dottoressa Basile ha chiesto all’ingegnere Riili se abbia mai realmente valutato il grado di cementificazione delle nostre coste, l’unico modo per comprendere perché si sia deciso di salvare almeno quella minima parte di naturalità che rimane. Ha ricordato che a provvedere alla identificazione dei valori paesaggistici tutelati dal Piano Paesaggistico (che d’altronde fondamentalmente recepisce e riordina in una visione coerente tutti i vincoli già istituiti da precedenti decreti) sono stati l’Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio e l’Università di Catania, e non la sola Soprintendenza; che quanto deciso fonda unicamente sulle norme e sui valori affermati dalla Costituzione nella tutela di un patrimonio culturale che appartiene all’intera collettività e, in maniera lungimirante, alle future generazioni. Per quanto riguarda la discussa perimetrazione del Parco Archeologico ha indicato, quale possibile iter per superare alcune incongruenze, eventualmente individuate nella regolamentazione delle zone C o della fascia B del Parco, l’ipotesi di chiedere agli uffici regionali una circolare interpretativa di alcune norme; questo consentirebbe, nello specifico, di esplicitare chiaramente, definendone le condizioni e i limiti, l’ammissibilità degli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana nelle zone degradate della fascia B.

A sollecitare tutti a guardare avanti, a dare per ormai decretate le perimetrazioni con quanto ne consegue, è stato il presidente dell’Associazione degli Albergatori Giuseppe Rosano che ha chiesto di superare lo scontro ideologico tra chi vorrebbe solo costruire e chi solo preservare, e cercare di meglio progettare il futuro di Siracusa

L’ingegnere Sebastiano Floridia, presidente dell’Ordine, ha a sua volta evidenziato l’estrema difficoltà in cui operano oggi i professionisti dell’intera provincia costretti dalla camicia di Nesso del Piano Paesaggistico a chiudere gli studi e ad andare via, e ha indicato quale possibile risposta alla crisi del settore edile una sinergia tra le parti per raggiungere l’obiettivo dello sviluppo compatibile.

Una domanda però è rimasta del tutto inevasa: quella della dottoressa Basile all’architetto Navarra in merito agli studi propedeutici alla definizione degli standard urbanistici. Non si è infatti compreso se siano stati effettuati o meno; un’assoluta necessità, se si guarda anche alle polemiche che accompagnarono la redazione del prg del 2007 nato sulla scorta di numeri sovradimensionati.

E al termine di questo excursus necessariamente sintetico le nostre impressioni.

È apparso evidente che l’Ance, nella persona del suo presidente e probabilmente non solo, ha studiato con estrema attenzione insieme all’architetto Navarra le criticità nella revisione del piano regolatore, come dotare la città di uno strumento urbanistico che possa costituire il pilastro su cui imperniare la Siracusa da qui a trent’anni.

E la domanda che non si può non porre è: perché non è stata fattivamente coinvolta la Soprintendenza? Quando sarà cercato, da parte dell’Amministrazione comunale, sulla scorta di quei famosi studi non ancora prodotti, un confronto costruttivo con l’istituzione preposta alla tutela per chiarire dubbi, correggere incongruenze se davvero ve ne sono, avanzare soluzioni?

E ancora: che fanno gli ambientalisti? Fino a quando resteranno sull’Aventino? Li vedremo scendere in piazza e convocare i cittadini solo quando un nuovo villaggio insidierà la costa, o un altro palazzo verrà costruito su emergenze archeologiche, o quando si metteranno le fondamenta per l’isola artificiale del Porto Grande, o quando un nuovo condominio orizzontale stringerà d’assedio le mura dionigiane?

Abbiamo al momento registrato il solo appello all’assessore Fontana dell’avvocato Corrado Giuliano che, forse a seguito delle nostre domande, ha scritto su facebook: “Siamo in corso di adeguamento del nostro strumento urbanistico al piano paesistico. Appena insediata la nuova assessora arch. Maura Fontana è stata oggetto di critiche per presunto conflitto di interessi, le nostre associazioni ambientaliste hanno disertato le occasioni di incontro e declinato in maniera scortese gli inviti al confronto avviati al suo primo insediamento. Ora è il momento di dimostrare le buone intenzioni espresse. Il termine per l'adeguamento è prossimo, indica prima di Natale un pubblico confronto con le associazioni ambientaliste sullo stato dei lavori di adeguamento. Passi il piano al commissario e lo faccia adottare. Sarà il primo atto di buongoverno senza la vandea del consiglio comunale-circo Burnam uscente che, con quella maggioranza, lo avrebbe ostacolato impedito stravolto.

Cara assessora non mi sono unito alle manifestazioni critiche per la scelta del sindaco di nominarla, ora però il cerino passa a lei, smuova l'ufficio, porti il dirigente a questo incontro, gli faccia fare una bella presentazione dei lavori in corso... poi così le saremo grati… e si avvierà un confronto di contenuti”.