Forse sarà ripetuta anche l’anno prossimo l’iniziativa di “Monasteri” del giro in elicottero sulla città

 

A Siracusa assistiamo da anni all’aumento e importanza del settore turistico. Davanti a ciò vi sono state delle flessioni, ma poi nei mesi di agosto, settembre e ottobre, le presenze hanno subito un notevole incremento (così come da noi riportato nei due numeri precedenti con la nostra indagine sul turismo) e addirittura si sono protratte col trend più che positivo fino a metà novembre.

Ma molti problemi rimangono irrisolti e si perpetuano ad ogni stagione. Molti turisti parlano di una città sporca, con tante strade sfasciate, trasporti quasi zero, l’aria malsana e maleodorante di frittura, pochi parcheggi, una mancanza di servizi per turisti, ecc.

A questo si aggiunge un progressivo e caotico sfruttamento del territorio per attività turistiche, specialmente nell’isolotto, con la presenza di attività commerciali e artigianali indirizzate prevalentemente a quest’utenza; rispetto alla crescente diminuzione di negozi di quartiere e l’assenza di servizi a minori e alla popolazione anziana necessari per garantire la residenzialità e un’inadeguata accessibilità per coloro che a Ortigia lavorano e vivono.

Appare evidente il crescente investimento immobiliare di singoli privati e società, scarsamente contrastato dall’intervento pubblico, che è la principale causa della progressiva sparizione del tessuto sociale meno abbiente. C’è poi la mancanza di una connessione tra il sistema culturale-turistico dell’isola e quello cittadino e territoriale.

Ultimamente, fra settembre e ottobre, è partita l’iniziativa di un bel giro in elicottero sulla città di Siracusa per turisti francesi della struttura alberghiera “I Monasteri” che era stata allestita di tutto punto per essere anche il campo base dell’ “Infinity tour” svolto a bordo di auto d’epoca. Non è peregrina l’idea di poterlo ripetere nella prossima stagione e, se conviene, ampliarlo a una maggiore platea con prezzi più abbordabili. In questo modo il crescente “Luna Park” turistico avrà qualcosa di nuovo da sfoggiare.

Certamente l’ulteriore inquinamento acustico non è preso in considerazione, l’unica preoccupazione sarà solo se la nuova attrattiva potrà essere consentita dalle preposte autorità. Ora, davanti a questo disordinato e sempre più libero avanzare nel settore, si presenta un’ultima grande occasione: è la scelta della compagnia crocieristica Msc di inserire Siracusa in un suo nuovo giro.

Infatti, dal 27 giugno 2020 la nave crociera Msc Lirica avrà la città come porto di imbarco e di sbarco con cadenza settimanale di un percorso nel Mediterraneo, le partenze si susseguiranno fino al 7 settembre. La compagnia ha ufficialmente presentato e messo in vendita l’itinerario per cui la Lirica partirà per la prima volta alle 17,00 del 27 giugno 2020 dalla banchina 3 del porto Grande di Siracusa. Muoverà alla volta di Venezia, poi Dubrovnik (Croazia), Corfù (Grecia), Cefalonia (Grecia), La Valletta (Malta) e ritorno a Siracusa alle 7,00 di sabato 4 luglio. Poi alle 17,00 ripartirà per la nuova crociera. Se andiamo a prenotarci sul sito troviamo che già oggi per l’intero periodo sono rimaste libere solo 4/5 cabine, che sicuramente fra qualche settimana saranno prenotate. La Lirica ospita fino a 1.984 persone insieme a 721 d’equipaggio. Allora evviva, un altro riconoscimento turistico è stato raggiunto!

Eppure, a fronte di questa decisione si presentano dei problemi e sono rilevanti. Apparirà ciò che è presente negli altri porti turistici: un aumento di inquinamento. L’ultimo studio del T&E dichiara che le 203 grandi navi passeggeri che hanno solcato i mari territoriali europei nel 2017 hanno immesso nell’atmosfera 62.000 tonnellate di ossidi di zolfo, 155.000 tonnellate di ossidi di azoto, 10.000 tonnellate di polveri sottili e più di 10 milioni di tonnellate di CO2 (pari a quella emessa da Lettonia, Lussemburgo e Cipro insieme). Particolarmente impressionante la stima degli ossidi di zolfo (SOx) risultata 20 volte superiore a quella emessa dall’intero comparto automobilistico circolante lo stesso anno nell’Unione europea (circa 260 milioni di veicoli).

Inoltre, ciliegina sulla torta, è la notizia che denuncia le navi della Msc come le più inquinanti per la qualità di combustibile usato. Tutto questo avviene perché in porto le navi devono mantenere i motori sempre accesi per garantire i servizi di bordo ai passeggeri liberando così nell’aria questi fumi altamente tossici che in Ortigia si uniranno a quelli che la città assume dalla zona industriale e quelli di un riconosciuto intenso traffico urbano. Eppure, una soluzione ci sarebbe: l’elettrificazione delle banchine (Shore Side Electricity, SSE) con la susseguente alimentazione elettrica della nave da terra. In tal modo questa potrà spegnere i motori azzerando anche il fastidioso rumore che si unisce all’inquinamento acustico esistente nell’isolotto.

Sappiamo che le navi di nuova costruzione - la Lirica, varata nel 2003, non è fra queste - sono predisposte a ciò secondo Standard Internazionali anche perché ciò porta a risparmi per le compagnie (l’elettricità costa meno). Esistono anche direttive (la UE 2003/96 e altre) finalizzate a promuovere l'alimentazione elettrica da terra con annullamento delle tasse sull'elettricità. Ma i nostri amministratori si sono posti il problema?

Inoltre, anche altre situazioni sono da considerare. Abbiamo poca regolamentazione degli spazi pubblici, spesso occupati da tavolini di ristoranti, bar, ecc. che ostruiscono vicoli e strade piccole dell’isola bloccando possibili vie di fuga in una zona ad alto rischio sismico. Come reagirà Ortigia davanti alla potenziale invasione di oltre 2.000 fra turisti e equipaggio che sbarcheranno dalla nave andando a unirsi ai tanti che provengono dall’entroterra? La situazione è stata regolata? Il Comune si sta attrezzando anche su questo?

Come Venezia, troviamo che anche qui gli ortigiani sono in calo (attualmente sull’isola si è meno di 5.000 e il dato continua a scendere). C’è da constatare che finora una buona parte di turisti è costituita dal classico “mordi e fuggi”, pochi sono i rientri economici per la città (visite a musei, giri, costi di panini, gelati, e souvenir). Continuando: il Comune ha pensato a eventuali incidenti delle suddette navi che avvengono nei porti? Cosa sta programmando? Su Venezia esperti del settore affermano: «Dovrebbero preoccuparsi le istituzioni locali e nazionali per il danno creato a Venezia nel lungo termine. A fronte di una spesa media per turista di 100-200 euro, la città perderà la sua autenticità, abbandonandosi a un processo di Disneyficazione”. Nell’incapacità della politica di trovare una soluzione che accontenti gli interessi delle compagnie pur salvaguardando una delle città uniche al mondo, Venezia sta lentamente morendo, sacrificata per il guadagno a breve termine di poche centinaia di persone».

Ora, ripensando a Siracusa, possiamo affermare che con la sua millenaria storia, la presenza di beni culturali di assoluto pregio, di aree importanti come Noto, capitale del barocco e l’inserimento tra i siti Unesco, la nostra realtà non è anch’essa un unicum nel mediterraneo? E come tale non dovrebbe essere salvaguardata?