Con la temperatura di questo caldo mese di ottobre a Siracusa, i negozi in franchising esibiscono capi invernali. Ma il problema è la testa

 

La Civetta di Minerva, 26 ottobre 2019

Benché non sembri, siamo in autunno inoltrato. Il 22 dicembre inizierà l'inverno. In questo periodo, infatti, si vedono nuvole spesse che ingombrano il cielo e sono, quasi sempre, i fumi delle caldarroste. Ora, non vorrei essere fraintesa: io sono per il libero commercio e, in generale, favorevole ad ogni libertà. Tuttavia, quando ci sono 30 gradi, siamo (quasi tutti) a maniche corte e pubblichiamo le fotografie dei nostri deliziosi bagni nel mare d'ottobre, comprare le castagne belle calde fa un po' effetto.

E d'altro canto, oggi, 21 ottobre, mi sono imbattuta in commercianti che già addobbano i loro negozi con i classici simboli natalizi. Oggi, con 31 gradi all'ombra, ho visto gente imbastire alberi di natale; ho visto renne di peluche fare il loro trionfale ingresso su divani e poltrone; ho visto le lucine di Natale accendersi intorno ai piatti di una tavola imbandita con le candeline rosse, i pungitopo e le pigne.  

Per un attimo ho creduto d'essere fuori luogo... un po' come mi sentirei se ordinassi una brioche con granita di mandorla sull'Everest. Poi ho deciso che fuori luogo non sono io, ma i negozi in franchising. Mi spiego: attività come Ikea, Benetton, Auchan, Geox, Primigi, Calzedonia, Fiorella Rubino, Timberland eccetera hanno, per così dire, una unica mente centrale la quale determina, per tutti, i colori delle pareti, il tipo di musica da ascoltare all'interno dell'attività, come addobbare le vetrine, quanti metri dedicare ai camerini, che divise devono indossare i commessi, quali lampadari utilizzare, che pavimenti istallare.

La mente centrale, che crea appunto la catena riconoscibile in qualsiasi città perché identica ovunque, stabilisce inoltre (ovviamente) i prezzi ed anche le promozioni e gli sconti. La cosa spaventosa è che la mente centrale stabilisce anche il momento dal quale TUTTI i negozi devono cominciare a vendere biancheria invernale, o estiva. Capite bene che mentre è possibile pensare di provare ed anche acquistare un cappotto il 21 ottobre a Trieste, è veramente difficile farlo nella stessa data a Siracusa.

Mi sono trovata a dovere acquistare degli abiti ad inizio ottobre, e scoprire che tutti avevano già solo abbigliamento invernale. Ora, signori miei, con 30 gradi, lo scirocco, il sudore che gronda dalla fronte e dalle ascelle, le infradito ai piedi e qualche granello di sabbia ancora in borsa, come pensate sia possibile provare un maglioncino o un giubbotto? E, se mai qualcuno riuscisse a superare sè stesso e provare i capi di cui sopra, come pensate che se li toglierà? Come minimo SUDATI!!!

E dunque, non ero io, non sono io ad essere fuori posto: è la mente centrale che, distante da tutti, non si rende conto che Trento e Palermo hanno inizi e fine di stagione molto differenti, distanti a volte anche mesi. È la mente centrale che, forse, ritiene di essere uguale per tutti ma che non capisce che, come la legge, essere uguale per tutti significa dover essere differente per ciascuno. E dunque, se proprio la mente centrale volesse essere giusta, dovrebbe differenziare le date di inizio e fine stagione, e stabilirne una specifica per ogni regione, se non per ogni città.

In questo modo, io avrei ben potuto trovare abbigliamento estivo da acquistare ad inizio ottobre e non sarei impazzita alla ricerca di rimanenze di magazzino.