Gran parte sono fatiscenti e sventrate di infissi e pavimenti. Spesso le amministrazioni non ne fanno nemmeno richiesta per gli indubbi svantaggi

 

La Civetta di Minerva, 6 aprile 2019

Nella disamina degli immobili comunali da utilizzare, o riutilizzare, un capitolo a parte spetta a quelli confiscati alla criminalità organizzata. Spesso, per gli enti locali, un problema più che un’opportunità. Alcuni risultano assolutamente fatiscenti e inservibili: il secondo piano di via Ierone è una specie di tettoia, neanche a dirlo in eternit, che crea problemi ai confinanti, e andrebbe demolito o venduto solo come area di superficie (a piano terra un altro locale è utilizzato come deposito comunale ma di cosa non sappiamo); in via Eveneto il box di 4 mq e la cucina (d’ingresso) più una stanza senza finestre è quasi un rudere come d’altra parte il contesto; in via Riviera Dionisio il Grande due camere con bagno e cortile con vetri blindati non possono essere utilizzati; in piazzale Medaglie d’oro per metà di un locale il Comune percepisce, dovrebbe percepire, un affitto di 230 euro mensili; in via Bainsizza i 140 mq non hanno neanche il tetto di copertura ma si “dovrebbe” ricostruire attraverso un progetto PON.

Meglio si è andati con due alloggi, in viale Scala Greca e in via Alagona, affidati a famiglie indigenti, o con le assegnazioni di qualche altro locale e di un terreno, all’Avis, all’Asp e ad un’associazione che si prende cura dei bimbi autistici.

Ma le procedure dal sequestro alla confisca sono lunghe e così si finisce per consentire che le case possano essere depredate, saccheggiate, dai loro stessi proprietari, proprio come è successo per le costruzioni in via Pasquale Salibra n.9, su un lotto di 995 mq, dove sono stati smantellati marmi, porte, finestre e tutto ciò che era asportabile… senza che nessuno se ne accorgesse, senza che nessuno vigilasse.

E poi, per ogni decisione, per ogni proposta, occorre preventivamente accordarsi con l’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati, a garanzia di una loro riutilizzazione esclusivamente per fini sociali. E così all’Agenzia bisognerà chiedere se è possibile assegnare un terreno di contrada Isola, traversa delle Fornaci, ai Vigili del Fuoco in cerca di un’area in cui poter effettuare il proprio addestramento.

Gli immobili a volte sono così malandati che i Comuni preferiscono non farne richiesta, anzi fare orecchie da mercante alla Prefettura che cerca di destinarli, tali sarebbero gli svantaggi nella loro acquisizione, nonostante, e va ricordato, il Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali della Regione Siciliana, con una misura finanziata dalle risorse comunitarie del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PO FESR Sicilia 2014/2020), abbia previsto l’erogazione di contributi per il recupero di tali beni per uso sociale, sportivo e socio-culturale.

Siracusa, classificatasi come “città polo”, ha anch’essa la possibilità di promuovere tali interventi: sui 36 milioni complessivi destinati, 25 in una prima fase, certo non una grande cifra, qualcosa si potrebbe ottenere: basterebbe avere già pronta la progettazione definitiva, corredata degli elaborati e dei pareri ed autorizzazioni prescritti. Non si potrebbe ottenere per ogni progetto più di 600.000 euro, perché per importi maggiori dovrebbe essere l’ente locale a farsene carico a titolo di cofinanziamento, ma è certo il caso di pensarci.