Una per ciascun settore con spazi e servizi adeguati. 628 in Italia i reclusi con gravi handicap, più della metà alloggiati in camere non attrezzate

 

La Civetta di Minerva, 23 febbraio 2019

Obiettivo disabilità in carcere. Il tema era stato affrontato da una circolare del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) del 2016, avente come oggetto "La condizione di disabilità motoria nell'ambiente penitenziario" ispirata ai principi contenuti nella legge 18/2009 (Ratifica ed esecuzione convenzione ONU diritti persone con disabilità).  

Va premesso che la condizione di disabilità presenta in generale uno o più dei seguenti aspetti: problemi della vita quotidiana (lavarsi, vestirsi, spogliarsi, mangiare, avere cura della persona, sedersi e alzarsi dal letto e dalla sedia); della mobilità corporea (es. di un arto); della locomozione; della comunicazione (vedere, sentire e parlare); della inclusione e partecipazione alla vita sociale.

Come è immediatamente evidente, lo stato di restrizione, per la presenza di spazi limitati, per l'impossibilità di potersi avvalere di aiuto familiare, per la maggiore difficoltà nel poter ricorrere a cure mediche e presidi sanitari, rischia di rendere, secondo il monito dell'associazione Antigone, la vita detentiva del disabile una pena nella pena. Il problema fra l'altro riguarda un numero non esiguo di persone; il più recente monitoraggio del numero dei detenuti con limitazioni funzionali condotto dalla Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento secondo i criteri sopra indicati, ha evidenziato la presenza negli istituti penitenziari di 628 persone in stato di grave disabilità, più della metà dei quali alloggiati in camere non attrezzate.  

Pertanto, secondo la circolare, nel caso di realizzazione di nuove strutture penitenziarie ovvero di manutenzione e ammodernamento di quelle esistenti, i Provveditorati Regionali dovranno considerare l'esigenza di eliminare le barriere architettoniche, prevedendo percorsi e varchi per gli spostamenti verticali e orizzontali, adeguatamente dimensionati e attrezzati per garantire l'accessibilità ai locali frequentati da detenuti e/o operatori disabili, nonché ambienti con servizi igienici dedicati e una camera di pernottamento adeguata per ogni circuito.
Inoltre, ai detenuti disabili dovrà essere garantita - eventualmente anche con la necessaria assistenza - la libera ed autonoma circolazione all'interno dell'istituto, ivi compresa l'accessibilità ai locali destinati alle attività trattamentali.

Il programma di trattamento rieducativo individualizzato, previsto dall'ordinamento penitenziario, del detenuto con limitazioni funzionali deve tener conto dei differenti gradi di disabilità, per risultare coerente con le specifiche esigenze personali e le condizioni della persona non autosufficiente.

Altro obiettivo è quello di formare detenuti lavoranti con competenze adeguate per lo svolgimento di interventi secondo il modello di "care-givers" familiare, comprendente l'igiene della persona, l'aiuto nel movimento e la mobilità in relazione alla limitazione motoria, le modalità di relazione, l'alimentazione del paziente, le forme di allerta e di intervento per le emergenze.

Presso la casa reclusione di Augusta ci si è impegnati sul versante degli spazi, prendendo lo spunto dalla necessità di ristrutturare alcune sezioni detentive e progettando, in collaborazione con gli uffici tecnici dell'amministrazione, in ognuna delle tre sezioni interessate dai lavori, una camera per disabili che prevedesse (vedasi schema previsto dagli standards generali per le camere singole, allegato), spazi adeguati sia nella zona notte sia nel servizio igienico. Il personale addetto alla manutenzione, che dirige l'attività dei detenuti nei cosiddetti lavori in amministrazione diretta (muratori, imbianchini, idraulici etc.) si è messo al lavoro con il consueto scrupolo e la consueta cura. 

Ho raccontato in altre occasioni di siparietti con questi impagabili addetti, con me che in questo caso dicevo "Ma non potremmo fare più velocemente? "e loro: "Dottore se dobbiamo fare un lavoro fatto bene...". E così, visita dopo visita al cantiere, ho visto nascere una stanza detentiva adeguata, con gli spazi necessari, con porte di ingresso della dovuta larghezza, porte di comunicazione fra zona letto e servizio igienico e zona notte, di giusta larghezza, servizi igienici a norma. 

Questo piccolo grande obiettivo, la cui realizzazione è in dirittura d'arrivo, ha la sua importanza, dal momento che secondo Antigone solo due erano, nel 2016, gli istituti del tutto confacenti alle esigenze dei disabili, La cosa non deve stupire vista la difficoltà di adeguamento delle strutture pubbliche e, in particolare, del patrimonio edilizio penitenziario, in parecchi casi ancora consistente in vecchie strutture quali vecchi conventi o vecchie fortezze. Ogni passo, anche piccolo, in questa direzione è dunque prezioso. 

Il tema sarà al centro di un convegno promosso dalla regione Lombardia, che si terrà a Milano il 26 febbraio, dal titolo Gli Invisibili. Carcere e disabilità.