J’accuse dell’ex assessore regionale al bilancio: “33 Unità Operative Sanitarie in meno stroncano i nostri nosocomi”

 

La Civetta di Minerva, 8 dicembre 2018

Lo ha scritto in un comunicato l’ex assessore regionale al bilancio Vincenzo Vinciullo: “I soldi per il nuovo ospedale di Siracusa ci sono. Il Sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti e l’Assessore regionale della Salute dell’Emilia Romagna, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni, hanno già firmato l’accordo che assegna due miliardi di euro all’edilizia sanitaria”. Due miliardi da “spalmare” però in un arco temporale non strettissimo: dal 2019 al 2032… e con la spada di Damocle degli accordi in discussione con l’Europa.

Se andrà bene comunque tornerebbe ad essere rifinanziato l’articolo 20 della Legge 67/88 che tra i vari interventi prevede anche la realizzazione del nosocomio siracusano, escluso nella precedente programmazione dell’assessorato regionale (D.A. 182/18) a valere sugli oltre 200milioni messi a disposizione dallo Stato.

“Dopo 11 anni dalla firma dell’ultimo accordo sull’edilizia sanitaria fra Stato e Regioni, finalmente viene firmata questa nuova convenzione che potrà portare nelle casse della Regione Siciliana i quasi 600 milioni di euro attesi dal dicembre 2010, anno in cui la Commissione Sanità di cui ero segretario approvò la programmazione dei fondi dell’ex art.20, della Legge 67/88, fra cui era stato inserito il finanziamento del nuovo presidio ospedaliero di Siracusa.

Adesso, il Presidente della Regione siciliana potrà dare mandato all’Assessore regionale della Salute di firmare il decreto di finanziamento per il nuovo ospedale e per la messa in sicurezza della sede dell’ex INAM di Lentini, non inseriti nel D.A. 182/18 – comunica Vinciullo – L’area è stata individuata in data 7/7/17 e deliberata dal Consiglio Comunale, non sussistono quindi più ostacoli”.

Secondo l’ex assessore regionale qualsiasi tentativo di sottrarre al Consiglio comunale del capoluogo la competenza a decidere sarebbe da considerare una violazione della legge e quindi da contrastare con assoluta fermezza, così come illogici e pretestuosi vengono considerati tutti i ripensamenti sull’area prescelta. “In un momento in cui tutti sono seriamente impegnati a difendere il verde, andare a sterminare giardini per 140.000 metri quadrati è improponibile, così come non si tiene conto dell’eventuale danno erariale se si rinunciasse a un’area pubblica di 78.000 metri quadrati (ma si tratta del vecchio manicomio, ndr) per andarne a comprare 140.000 anziché solamente 62.000”.

Irrilevante il problema della viabilità: la park way, una volta costruita, consentirà di raggiungere in pochi minuti il nuovo ospedale anche dallo svincolo autostradale e darà maggiore sicurezza rispetto ai tre ponti sulla SS115 e a quello di Paolo Orsi, non antisismici - “In caso di sisma di fortissima intensità, nessun siracusano potrebbe raggiungere il presidio ospedaliero per quelle vie” - e inoltre da considerare che l’area nei pressi dello svincolo autostradale, oltre ad essere area SIN, presenta rischi di natura idrogeologica.

Come si vede, posizioni diametralmente opposte rispetto a quelle di cui abbiamo dato notizia nell’altro contributo, così come antitetiche appaiono le informazioni sull’operato dell’Asp.

Dice infatti Vinciullo: “L’ASP, territorialmente competente, non si è espressa sull’area individuata dal Consiglio Comunale e di conseguenza non sappiamo se la ritenga idonea o da modificare. È invece certo che l’area alla Pizzuta è stata individuata, nel 1986, dal Direttore dell’Ospedale “Umberto I” di Siracusa e che in tutti i piani regolatori approvati, fino all’ultimo, è stata ribadita, sempre da parte dell’ASP, la necessità di realizzare la nuova struttura nell’area di fronte all’ex ONP”.

Duro poi, da sempre, l’attacco dell’ex assessore sia nei confronti della deputazione regionale che di chi, i sindaci dei comuni viciniori, solo oggi fanno sentire la propria voce piuttosto che intervenire quando alla Regione si riprogrammava l’intera rete ospedaliera provinciale: “Le evidenti disparità di trattamento hanno confermato, nelle decisioni prese a luglio, l’accanimento insopportabile contro la sanità pubblica della nostra provincia. Allora si doveva protestare! Voglio riproporre qui quanto da me già commentato all’indomani di questa assai discutibile programmazione della Giunta Musumeci.

Alla provincia di Ragusa, 80mila abitanti in meno rispetto a quella aretusea, sono stati assegnati ben 92 posti letto in più, con un aumento di quasi il 30% della sua dotazione, 216 posti letto, mentre Siracusa, rispetto al Decreto Assessoriale 629/17 della legislatura Crocetta, ne ha perso 12.

A Ragusa ogni 107mila abitanti c’è un ospedale di primo livello, a Siracusa, invece, ogni 200mila. Perché questa differenza? Si sarebbe potuto almeno equiparare Siracusa a Ragusa ed avere anche noi 3 DEA I, in modo da non insinuare ed alimentare in ognuno di noi, per esempio, il dubbio e il sospetto che si voglia colpire l’ospedale di Lentini perché prossimo agli ospedali della provincia di Catania.

Perché Lentini, infatti, con 132 posti letto, è Presidio di Base, mentre Mazara del Vallo, con 36 posti letto destinati a diventare 147 con un aumento di oltre il 400%, diventa DEA I ? Oppure perché Comiso, con 38 posti letto, esistenti allo stato, passa a 110 e diventa DEA I ?

Ritengo più che motivato il sospetto che lo si è fatto per togliere a Lentini il reparto di Terapia Intensiva.

E lo stesso trattamento ha avuto il “Muscatello” di Augusta, assimilato e declassato a decine di altri ospedali sparsi per tutta la Sicilia mentre, con l’emendamento alla L.R.5/2009, proposto da me e approvato in Aula, era stato posto in una situazione di unicità e privilegio in considerazione del territorio in cui sorge. Come mai invece l’ospedale di Milazzo che usufruisce della medesima legge è DEA di 1° livello?

Avremmo diritto a 45 Unità Ospedaliere Complesse e ce ne vengono assegnate 35; a 59 Unità Operative Semplici e invece sono solo 36.

Scompare la USD di Oculistica di Avola, la UOC di Farmacia di Lentini, la UOC di Direzione di Strutture Sanitarie, sempre di Lentini. Non abbiamo alcuna UOS nelle tre Chirurgie di Avola, Lentini e Siracusa, nessuna UOS nelle 4 Medicine, nessuna UOS nelle 3 Ortopedie, una sola nelle Malattie Infettive, senza UOC la Psichiatria, che pure ha 45 posti letto.

33 Unità Operative Sanitarie in meno di fatto stroncano i nostri ospedali, i nostri reparti, la ricerca e la carriera dei nostri medici che, per avere una progressione professionale, saranno costretti ad emigrare. Dove? Forse nella vicina Catania? A chi andranno queste 33 Unità Operative che vengono sottratte? Forse serviranno per aprire il “San Marco” di Catania che avrà 447 posti letto?

Al netto delle case di cura private che esulano da questo discorso di sanità pubblica, ricordo che i posti letto che spettano al nostro territorio sono 810, quindi in ogni caso abbiamo, secondo il cosiddetto “Balduzzi” (D.M. 70/2015), 27 posti letto in meno.

Già mesi fa dicevo che il quadro desolante che viene fuori è quello di un territorio maltrattato, che si cerca di ridurre in stato di cattività, avviando la provincia di Siracusa verso interessi strategici catanesi e favorendo la “mobilità passiva” in modo che possa essere funzionale a strategie di investimenti sanitari riconducibili a progetti sempre alternativi ed opposti a quelli del nostro territorio.

Eppure non ho sentito nessuno protestare per questo massacro.

Ora, per rimettere tutto in discussione, rischiamo di perdere anche questo finanziamento e non ce lo potremmo mai perdonare”.