La trama de “Il vendicatore oscuro” si tinge di giallo per la presenza di un misterioso assassino che segue le orme del pittore

 

La Civetta di Minerva, 8 dicembre 2018

“1608. Siracusa, a nord del Porto Laccio. Il mare era calmo, solo qualche lieve increspatura”.

Questo l’incipit de “Il vendicatore oscuro”, uscito per Electa Storie per la penna di Annalisa Stancanelli, dirigente scolastica e autrice di articoli, saggi e romanzi incentrati soprattutto su personaggi aretusei, in primis Archimede, Elio Vittorini e in questo caso Caravaggio, che durante la sua fuga – per sfuggire ai Cavalieri di Malta, al papa, ai fantasmi di una vita violenta, a se stesso – e la sua breve troppo breve sosta a Siracusa dipinse “Il seppellimento di Santa Lucia”, tela che dopo varie vicissitudini adesso è collocata presso l’altare maggiore della Chiesa di Santa Lucia alla Badia – basti ricordare la permanenza al Museo Bellomo, il lungo restauro, la polemica sulla mancata ricollocazione presso la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro in Borgata, cui il quadro era originariamente destinato.

Il romanzo della Stancanelli si pone tra gli innumerevoli libri scritti su Caravaggio, la sua arte e la sua tormentata biografia - ricordiamo almeno “La fuga, la sosta” di Pino Di Silvestro (Rizzoli, La Scala), dal linguaggio prezioso, diremmo consoliano, e dall’impianto sciasciano nel rapporto con le fonti.

Ne “Il vendicatore oscuro”, dal montaggio rapido, dalle pennellate veloci – la scrittura della Stancanelli risente della lezione del giornalismo e predilige sobrie descrizioni e dialoghi brevi, serrati – l’ultimo Caravaggio emerge come figura vivida e oscura insieme; la trama del romanzo si tinge di giallo per la presenza di un misterioso assassino che, tra reminiscenze dantesche e madrigali del Mirabella, risse con Cardarelli e amori teneri e sensuali, sembra seguire le orme del pittore. Continui flashback ricordano al lettore il passato di Michelangelo Merisi, diviso tra pittura, colleghi amici rivali amori e la frequentazione di uomini tanto potenti quanto pericolosi.

Il contesto storico-geografico e culturale fa da sottofondo alla vicenda di Caravaggio, alle sue paure, ai suoi deliri, al genio che lo spinge a lavorare ossessivamente, a trasfigurare i propri incubi nella luce superiore dell’arte: ritroviamo così Mario Minniti, Vincenzo Mirabella e tutto il potentame siracusano dell’epoca, frati, monache, popolani, schiavi, uomini di mare, le chiese di San Giovanni e Santa Lucia extra moenia e un’intera città, dimora accogliente e ostile insieme.