Profilassi tbc e malattie infettive, locali, visite intra moenia, turn over. Col manager precedente incontri, sorrisi, strette di mano e… tutto come prima

 

La Civetta di Minerva, novembre 2018

Obiettivo salute, è il tema della riflessione che porto in questo numero della Civetta, partendo da una premessa: generalmente dedico questo spazio a ciò che c'è di positivo dal momento che siamo assediati da denunce scandali notizie di malfunzionamenti, cosicché forse è giusto dare spazio anche a ciò che si fa di buono, fosse anche una cosa su mille. Questo esercizio di positività risulta però più impervio parlando di sanità nel pianeta carcere o meglio nel microcosmo che seguo.

Per inquadrare il problema occorre anzitutto dire che un istituto penitenziario di dimensioni medie, medio grandi, grandi, è una piccola città, nella quale è presente giorno e notte una guardia medica ed una guardia infermieristica, così come vari ambulatori. La domanda di salute da parte dei detenuti è mediamente elevata e a volte strumentale dal momento che all'accertamento di determinate patologie può seguire la scarcerazione o una forma di esecuzione penale meno afflittiva del carcere quali ad esempio arresti domiciliari o detenzione domiciliare (rispettivamente per imputati e condannati). Però al netto di questa possibile strumentalità la domanda di salute ragionevole e più che legittima esiste e si presenta in modo accentuato per i condannati a lunga pena, che diversamente da chi sa di poter uscire a breve deve poter affrontare i problemi di salute nella fase di detenzione.

Da ultimo è da dire che il servizio sanitario, prima gestito dal Ministero della Giustizia, a partire dagli anni 2008 - 2009 è passato alle ASP. In questa gradualità le regioni a statuto speciale hanno operato il passaggio da ultime e, fra le regioni speciali la Sicilia, da ultimissima. L'obiettivo di questo passaggio, come affermato nei principi del decreto legislativo che lo ha sancito, era il garantire ai detenuti la erogazione di prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, al pari dei cittadini in stato di libertà''.

È arduo dire, partendo dal mio osservatorio, che questo obiettivo sia stato nell'insieme raggiunto. Dico nell'insieme perché è bene non generalizzare: in questo percorso di attuazione del passaggio ho incontrato ottimi operatori, ottimi dirigenti con i quali vi è stata e vi è una intesa nell'avviare i servizi e nell'affrontare insieme i problemi derivanti da mancanza di risorse adeguate e da ostacoli normativi. La stessa cosa non può dirsi per il vertice con il quale vi sono stati o incontri cordialissimi, strette di mano alle quali poi però non sono seguite le necessarie definizioni operative, ovvero non incontri.

Non mi ha quindi stupito il fatto che nel suo saluto conclusivo il manager uscente abbia citato tutti i servizi possibili, financo la più sperduta guardia medica, ma non il servizio sanitario penitenziario, evidentemente non pervenuto. Dal momento tuttavia che la vita continua, tornerò a sollecitare in settimana un incontro con l'attuale vertice indicando i problemi irrisolti fra cui: profilassi per tubercolosi e malattie infettive; consegna definitiva dei locali; incremento dei servizi specialistici da svolgersi Intra moenia ad evitare l'eccessiva uscita all'esterno dei detenuti ed i disagi che negli ambulatori crea l'arrivo di detenuti con le scorte; il continuo turn over dei medici di guardia che spesso arrivano a svolgere il servizio in istituto senza un periodo di formazione. 

La questione della sanità penitenziaria è stata fra l’altro oggetto di un recente intervento normativo, un decreto legislativo che contiene norme che rilanciano la questione e ne fanno un punto centrale dell’ordinamento penitenziario. Fra i punti qualificanti la riproposizione della carta dei servizi sanitari di cui ogni istituto deve essere dotato e che deve essere messa a disposizione dei detenuti. Ci si augura che ciò serva da input e che le questioni irrisolte vengano definite in via ordinaria senza che vi sia necessità di richiedere interventi sostitutivi alla regione o al Ministero della salute.

P.S. Per tornare alle positività allego la foto di gruppo del festival canoro semiserio Brucoli CantaNapoli, svoltosi in data 31 ottobre, che ha dato spazio alla creatività espressiva dei detenuti, le cui esibizioni sono state dirette dalla direttrice del coro Maria Grazia Morello.