Per i detenuti avvio del progetto “I mercanti del tempo”. Su iniziativa del liceo Megara, parte una raccolta di libri da donare alla casa di reclusione

La Civetta di Minerva, ottobre 2018

Ripartono, dopo la - a dire il vero - breve pausa estiva, le attività nel carcere di Augusta. Si tratta di attività formative che investono sia il versante dei detenuti sia quello del personale. Sotto quest'ultimo aspetto la casa di reclusione sarà in questo ultimo scorcio di anno un vero e proprio polo formativo regionale. Si svolgeranno, infatti, nelle aule didattiche dell’istituto, corsi sulla sicurezza sul lavoro, sull’HCPP, sulla cultura islamica e ad essi prenderà parte personale proveniente dai ventitrè istituti della regione.

Tutto ciò mentre proseguono, in collaborazione con l’Asp, i corsi di prevenzione del suicidio, rivolti a rotazione a tutto il personale di polizia penitenziaria ed educativo dell’istituto e ai volontari.

Per ciò che concerne i detenuti, va detto innanzitutto che ha preso il via, in questi giorni, promosso dalle autorità scolastiche del liceo Megara, il progetto Porta un libro in cella, ossia una raccolta di libri da donare alla casa di reclusione. Si tratta di un ulteriore arricchimento della già fornita biblioteca dell’istituto, che nel recente passato aveva già fruito di donazioni da parte di associazioni cittadine e club services.  La vera novità di questo fine anno è tuttavia rappresentata dall’avvio del progetto I mercanti del tempo, una iniziativa di formazione e lavoro per la produzione di piccoli manufatti artistici ispirati a reperti archeologici. Il progetto è stato promosso dalla cooperativa L’Arcolaio - già da tempo attiva presso la casa circondariale di Siracusa - con il sostegno dei club Rotary della provincia. L’intento è quello di coniugare arte lavoro e cultura, con l’obiettivo primario della risocializzazione dei detenuti. Verranno quindi realizzati piccoli oggetti raffiguranti maschere, monete, motivi architettonici ed iconici di vari periodi storici.

L’attività consisterà inizialmente in un corso di formazione rivolto ad otto detenuti; si articolerà in otto incontri della durata di tre ore, due per settimana, tenuti da maestri d’arte. Dopo una prima parte introduttiva si passerà alla realizzazione pratica dei manufatti (vedasi foto dei primi esemplari), che saranno presentati in un evento programmato per il mese di novembre, che vedrà la presenza, come pubblico esterno, dei soci dei club che patrocinano l’iniziativa. Dopo questa prima fase dovrebbe essere avviata una vera e propria lavorazione con la commercializzazione dei piccoli oggetti, nei siti turistici dei luoghi del siracusano e nei bookshop. La sfida è quindi quella di creare un brand made in prison e di dare lavoro qualificato ad un certo numero, magari all’inizio limitato, di detenuti.

L’attività si gioverebbe da un lato dell’esperienza e del radicamento nel territorio della cooperativa L’Arcolaio e dei talenti formatisi presso la casa di reclusione con lo svolgimento ultradecennale dell’attività del laboratorio di ceramica. Si procederà step by step: i primi saranno lo svolgimento del corso e l’evento conclusivo. L’apprezzamento che i soci del club service riserveranno ai manufatti saranno il primo indice di gradimento. Ne informeremo i lettori de La Civetta.