Una prof: “Il confronto sui metodi di apprendimento/insegnamento degli altri Paesi (Germania, Svezia, Grecia, Lituania, Polonia, Romania, Bulgaria e Turchia) ci ha fatto crescere”

 

La Civetta di Minerva, 27 aprile 2018

È stato il Liceo scientifico “O.M. Corbino” di Siracusa teatro dell’evento conclusivo del progetto Erasmus+ AK2, “Closing the Gap in ITC”, che ha visto la partecipazione di nove paesi europei fra cui, ovviamente, l’Italia. Coordinati dalla prof.ssa Maria Di Stefano, alcuni docenti ed alunni della scuola hanno accolto i partecipanti di Germania, Svezia, Grecia, Lituania, Polonia, Romania, Bulgaria e Turchia e contribuito alla realizzazione di tutte le attività previste per la settimana dal 23 al 27 aprile.

Il progetto, il cui primo incontro di coordinamento si è svolto nel 2015 nella città di Söderköping, in Svezia, è mirato al potenziamento delle competenze digitali nel processo di apprendimento e di insegnamento attraverso l’utilizzo, in particolare, della piattaforma MOODLE.

La collaborazione di alunni e insegnanti dei nove paesi coinvolti ha permesso, nel triennio di svolgimento del progetto, la creazione di corsi e-learning OER (Open Educational Resources) su contenuti inerenti diverse materie come la matematica, l’inglese, la storia, la chimica e studi sociali e concernenti vari argomenti quali il razzismo, l’abbandono scolastico, l’immigrazione, la discriminazione, la violenza a scuola e la dipendenza dai media. “Il materiale prodotto – ci spiega la prof.ssa Di Stefano – può essere adoperato da tutte le scuole europee. Sono stati tre anni intensi, a volte estenuanti, ma molto proficui. Il confronto su metodologie di apprendimento/insegnamento adottate negli altri paesi europei ci ha fatto crescere. In ogni mobilità abbiamo appreso qualcosa, lasciando anche la nostra impronta.”

In Svezia, ad esempio, i docenti e gli alunni coinvolti nell’incontro hanno potuto familiarizzare con il programma della scuola ospitante volto all’integrazione degli immigrati, osservare la concezione architettonica degli edifici scolastici, che prevede tra l’altro la presenza di porte in vetro delle classi per la trasparenza delle lezioni e del comportamento di insegnanti ed alunni, l’uso dei tablet da parte degli alunni. La mobilità in Polonia, invece, oltre a permettere la conoscenza di un paese in rapida modernizzazione e di un sistema scolastico molto diverso da quello italiano, ha fatto vivere momenti forti durante la visita al campo di concentramento di Auschwitz.

Anche durante l’incontro italiano, oltre i momenti di conoscenza del territorio come la visita al parco archeologico di Siracusa, le passeggiate per le vie di Ortigia, l’escursione sull’Etna e un giro per Taormina, docenti e alunni si sono cimentati nelle attività previste per la settimana.

In particolare, gli studenti sono stati impegnati nella realizzazione di un giornale, dalla stesura degli articoli fino all’impaginazione e stampa del prodotto finale, che hanno poi presentato ai docenti accompagnatori. La metodologia utilizzata è stata quella del “peer to peer”, ossia dell’insegnamento fra pari. Era stato chiesto ai diversi partecipanti di portare tre quotidiani, uno nazionale, uno locale e uno “boulevard” rappresentativi del proprio paese, per poterli presentare agli studenti delle altre nazioni, e commentare con loro alcune delle notizie più importanti pubblicate sulla prima pagina dei diversi quotidiani. Sono stati gli stessi studenti italiani a spiegare il layout di un quotidiano, la struttura di un articolo e il funzionamento del programma utilizzato per l’impaginazione. Sono state inoltre proiettate alcune parti del film “Truth – Il prezzo della verità”, a cui è seguito un confronto sulla libertà di stampa con particolare riferimento ai paesi interessati nel progetto.

La settimana italiana si è infine conclusa con una cena internazionale. Docenti e alunni delle otto nazioni sono stati invitati a casa di alcuni insegnanti italiani per preparare dei piatti tipici locali, la cui degustazione è stata accompagnata da musiche tradizionali.