Nel suo testo teatrale, Orazio Caruso non attualizza banalmente il mito ma ne svela il valore perenne. Siracusa, palcoscenico ideale per quest’opera, sarà tappa del tour di presentazione del volumetto

La Civetta di Minerva, 1 dicembre 2017

Milan Kundera si domandava perché il dolore di Penelope per l’assenza di Ulisse venga esaltato mentre tutti “irridono le lacrime di Calipso”. Lo stesso Omero le dedica pochissimi versi. Perché?

Se lo chiede anche Orazio Caruso nel suo ultimo lavoro, il testo teatrale “Calipso”, uscito per i tipi di Algra Editore e portato in scena da Yvonne Guglielmino e dalle “Teste Toste”, gruppo teatrale del Liceo “Regina Elena” di Acireale.

I “giorni più lontani” maturano “lenti nel grembo immobile dell’eternità”: pur paventato, giunge infine il giorno in cui Ulisse deve abbandonare Calipso, la Nasconditrice, simbolo del divino, dell’eterno, che fluisce in maniera diversa rispetto alla dimensione del finito e del tempo cui il Laerziade deve fare ritorno, nutrito e come rigenerato dal lavacro nelle acque senza tempo della divinità. L’isola di Calipso è sottratta – per sortilegio, per volontà imperscrutabile degli dei – allo scorrere dei giorni, ai mutamenti, alla vecchiaia, alla morte. Eden e prigione, hortus conclusus e labirinto, Ulisse (“astuto, esperto, paziente, flessibile, mutevole, esploratore, distruttore, poliedrico”) sa che deve lasciarla insieme alla donna che ha amato per sette anni umani. Sa che deve lasciarla nonostante lei attenda un figlio, Nausitoo, che fa da contraltare a Telemaco, il figlio che gli ha donato Penelope. La donna dell’attesa contro la dea la cui unica colpa è stata voler essere umana, troppo umana.

Con un linguaggio poetico, evocativo, modulato sui classici eppure attento anche alla modernità – le figure femminili risentono del teatro novecentesco, delle riprese contemporanee dei testi antichi – Orazio Caruso non attualizza banalmente il mito ma ne svela il valore perenne.

Orazio Caruso insegna Lettere nelle scuole medie superiori, oltre a curare gli allestimenti teatrali del suo liceo. Si occupa inoltre di critica letteraria, editoria e poesia. I suoi romanzi “Sezione aurea”, “Comici randagi” (selezionato al Premio Brancati – Zafferana), Finisterre (Premio Più a Sud di Tunisi – Portopalo di Capo Passero) e “Pioggia e settembre”, sono stati presentati anche nelle librerie e biblioteche siracusane e Siracusa sarà una delle tappe del tour di presentazione del volumetto; suggeriamo che la patria dell’INDA sarebbe il palcoscenico ideale per questo testo.