Nelle ultime performance la consigliera comunale ha fatto a meno della solita spalla rappresentata dal compagno Pippo Zappulla. Potendosi quindi esibire in un one woman show nel quale “sa sparàtu ‘a chiàppira” alla grandissima

 

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

Le “conferenze stampa della Princiotta”, vero e proprio brand d’origine assolutamente non garantita e incontrollata, sono ormai diventate un piccolo classico moderno per un pubblico di appassionati e intenditori lungo l’asse territoriale Siracusa-Priolo Gargallo-Agnone Bagni-Augusta.

Nelle ultime performance – due matinées tenutesi nel giro di 24 ore nella sala stampa del municipio, gentilmente messa a disposizione per lei - la consigliera comunale ha fatto a meno della solita spalla rappresentata dal compagno Pippo Zappulla. Potendosi quindi esibire in un one woman show nel quale “sa sparàtu ‘a chiàppira” alla grandissima, senza i mosci preamboli zappulleschi rimandati a qualche altra occasione di partito. Il partito, per inciso, è quello degli irredentisti fuoriusciti dal Pd, ossia i neo Dp che sta per Democratici Progressisti, che in loco hanno la fortuna sfacciata di avere imbarcato - grazie innanzitutto all’acume e all’agire responsabile del compagno Zappulla di cui sopra - una compagna “ca’ scòccia” qual è la Princiotta Simona da Augusta-con furore. Impegnata con tutta se stessa a far sì che trionfi la giustizia: non l’ordinaria né quella proletaria tipo “La locomotiva” di Francesco Guccini, bensì la giustizia princiottiana basata sull’assunto che ciò che racconta la suddetta è sempre la verità e chi non è d’accordo può andare a ‘fanculo. Che un “vaffa” oggi non lo si nega a nessuno e fa tanta tendenza, anche perché di ammuccalapùni in circolazione non ne mancano.

Nel “sistema Siracusa” additato dal “sistema Princiotta” ci sono naturalmente il sindaco-nemico giurato Garozzo, l’avvocato di questi nonché presidente dell’ordine professionale Francesco Favi, i magistrati Antonio Nicastro, Andrea Palmieri e Davide Lucignani, la parlamentare del Pd Sofia Amoddio, l’avvocato e assessore comunale Coppa, il solito consigliere comunale Palestro, i giornalisti Luca Signorelli di Siracusa News, il direttore del Diario Pino Guastella e il collaboratore della Civetta Ciccio Magnano. Tutti tirati in ballo a vario titolo dall’investigatrice provetta con registratore incorporato, che per l’occasione ha potuto contare per il suo show sull’apporto di una guest star d’eccezione: il già pentito collaboratore di giustizia Rosario Piccione, stavolta pentitosi di avere precedentemente attaccato la vecchia amica di gioventù dei tempi in cui lui bazzicava in un clan mafioso. Vent’anni dopo (che riecheggia il titolo di un romanzo di cappa e spada di Dumas) il duo Piccione-Princiotta – o anche Pic-ciotta - si è ricomposto seppure a distanza. Il ri-pentito ha provveduto a inviare l’immagine di lui con addosso la t-shirt con la scritta “Io sto con Simona”, oltre a fornire dichiarazioni e registrazioni di conversazioni telefoniche avute con giornalisti che cercavano notizie e con qualcun altro che si sarebbe rivolto al collaboratore borderlain in funzione anti-Princiotta. La quale, seguendo la nota metodologia di “ammiscari sauri e uopa”, ha messo tutto insieme – circostanze vere, congetture, in un’unica mappazza onde dimostrare che ancora una volta lei è contro tutti e  i “tutti” in questione sono contro di lei.

Non tutti tutti. Ci sono anche i buoni: i pubblici ministeri  Di Mauro e Longo il quale, un paio di settimane prima, in un’intervista al quotidiano La Sicilia, aveva offerto un parziale “anticipo” di qualche argomento oggetto della conferenza stampa princiottesca; c’è ovviamente il deputato Pippo Zappulla, cui ha chiesto di presentare un’interrogazione parlamentare su queste vicende, auspicando nel contempo di poter essere ascoltata dal Consiglio Superiore della magistratura e chissà da chi altri. E poi, tra i bravi – più che buoni – c’è pure il suo avvocato Giuseppe Calafiore del noto studio Amara-Calafiore e società associate, alcune delle quali oggetto di indagini giudiziarie e di cronache giornalistiche nazionali. Vicende intricate, connessioni ad alto livello, insomma roba forte. Una bella conferenza stampa non sarebbe male.