“Il futuro? L’azienda ci rassicura ma i 45 posti letto fanno gola a tanti”. Intanto “l’imprenditore Antonio Tigano sta costruendo in contrada Spalla una nuova mega struttura. Chissàˮ!

 

La Civetta di Minerva, 15 aprile 2016

Punto di svolta nella battaglia giudiziaria durata due anni tra i vecchi proprietari della Clinica Villa Rizzo (CVR) e i gestori di 25 anni (NCVR) è stato il provvedimento del 19 novembre 2015 con cui la Prima Sezione Civile del Tribunale di Siracusa, confermando la decisione del primo ottobre in un primo momento ostacolata, ha decretato la restituzione dell'azienda al dottor Gianluigi Rizzo.

Un provvedimento, lo ricordiamo, molto contestato anche per l'intervento diretto della Procura considerato come del tutto irrituale dai legali della NCVR.

All'indomani dei fatti provavamo a immaginare cosa sarebbe successo dal quel momento in avanti paventando una sospensione dell'attività sanitaria e una serie di ripercussioni su lavoratori, e in effetti, sebbene con imprevedibili sviluppi, è questo oggi lo stato delle cose: la clinica ha chiuso per assenza dei requisiti necessari, è rimasto irrisolto il nodo dei beni strumentali della TD Medical, il personale prima si è ridotto e oggi è appeso a un filo, dopo che l'azienda lo ha informato dell'avvio delle procedure di licenziamento collettivo per l'impossibilità "oggettiva" di continuare ad avvalersi della prestazione dei dipendenti così come dei collaboratori.

"Ma già qualcosa era successo - racconta la responsabile per la CGIL Marcella Coppa -. Il direttore sanitario Antonello Liuzzo, prima sostituito perché in malattia, è stato poi licenziato per motivi disciplinari e sono quindi subentrati ben 2 diversi direttori sanitari, prima uno poi l'altro.

“Per il direttore amministrativo Matteo Marano abbiamo cercato di raggiungere un compromesso, prevedendo anche una modifica delle condizioni contrattuali per andare incontro alle richieste della società, ma il licenziamento è stato inevitabile anche in vista, così come hanno comunicato, di un trasferimento dell'attività amministrativa a Roma dove la società gestisce un'altra clinica, Villa Claudia; un lavoratore si è dimesso spontaneamente, mentre per altri tre abbiamo optato per la risoluzione consensuale per permettere loro di fruire degli ammortizzatori sociali.

Si deve dire però che con la nuova gestione, dal primo momento, non si sono instaurati quelle che definiamo corrette relazioni sindacali. Non si è dato il giusto valore al ruolo che la nostra organizzazione avrebbe potuto avere anche nell'opera di mediazione con i lavoratori che, in una condizione di oggettiva debolezza, si sono personalmente confrontati con l'azienda. Ci sono stati alcuni demansionamenti nelle funzioni, pur se mantenendo eguale contribuzione, e non si è provveduto, come da contratto, a disporre una specifica formazione, ad alcuni è stato modificato il profilo professionale sempre nell'ambito della stessa categoria; l'organizzazione dei turni di lavoro non è sempre stata soddisfacente a garantire standard di assistenza adeguatipur non essendo in emergenza.

“L'unico incontro della nostra organizzazione con la società si è tenuto il 5 aprile scorso, proprio a seguito delle novità giunte dall'assessorato, e siamo stati convocati con sole 3 ore di anticipo. Alla nostra richiesta di stilare un verbale per registrare le posizioni delle parti, l'azienda unilateralmente ha interrotto il confronto. Nei giorni successivi la confusione è stata notevole: non era chiaro come dovesse essere organizzato il lavoro, chi dovesse essere presente e chi no, chi fare cosa. Ci hanno rimproverato di non essere solidali con l'azienda, anche nel rapporto con l'assessorato, ma il nostro unico obiettivo è sempre stato quello di mantenerci assolutamente neutrali, solo a fianco dei lavoratori in difesa del patrimonio di professionalità e di assistenza pubblica, della e per la città, che ora è a rischio. Riteniamo che occorra prudenza quando nei confronti di un'azienda che produce salute per nome e per conto del pubblico si rileva una qualche non conformità nella gestione del rischio clinico e nel fattore qualità. E per quello che ci risulta, questi parametri sono stati rispettati nel periodo di esercizio provvisorio della curatela".

Vi siete confrontati con il giudice delegato?

"A seguito di nostra richiesta di incontro, all’indomani della notizia comunicataci dai lavoratori che l’azienda non era in grado di corrispondere le retribuzioni del mese di febbraio e marzo per l’intervenuto sequestro dei beni mobili ed immobili a carico della società, su istanza della curatela fallimentare per crediti che questa vantava nei confronti della Clinica Villa Rizzo successivamente al trasferimento dell’azienda, abbiamo incontrato il giudice delegato per rappresentare la grave situazione che si era determinata a seguito di tale sequestro, oltre ad acquisire ulteriori elementi relativi ai crediti che in atto i lavoratori vantano nei confronti della curatela fallimentare. I lavoratori infatti non hanno percepito né i ratei della tredicesima né il mese di novembre 2015. Il giudice ha confermato che ha disposto il sequestro dell’intera struttura, dei conti correnti e delle fatture che l’Asp avrebbe dovuto saldare a partire dal mese di dicembre per le prestazioni erogate in regime di accreditamento.

“L’esito di tale procedimento ha rilevato una risibile somma di denaro nei conti correnti, l’impossibilità di realizzare in tempi certi il valore della struttura e per quanto concerne le fatture dell’Asp si attende risposta dagli uffici. Il nostro obiettivo era quello di chiedere un dissequestro parziale del credito al fine di soddisfare le legittime pretese dei lavoratori riguardo ai propri stipendi. Su questo punto il Giudice ha escluso tale percorso perche gli stessi lavoratori sono parte di quella massa di creditori che la curatela tutela".

Sul fronte del fallimento il 15 prossimo la curatela dovrebbe chiudere il rendiconto dell'esercizio provvisorio avendo chiara la situazione del bilancio, attivo e passivo, e i lavoratori, in qualità di creditori privilegiati, potranno vedere corrisposti quanto a loro dovuto.

Quale futuro immagina?

"Difficile rispondere. L'azienda assicura che entro breve tempo, anche poche settimane,l'attività potrà riprendere, ma in una fase di tale incertezza altri imprenditori, anche non di questo territori, potrebbero avanzare pretese sui 45 posti letto. O forse è possibile, ottenuto l'accreditamento, cederlo ad altri anche con una ristrutturazione radicale del personale, meglio ancora se partendo da zero. L'imprenditore Antonio Tigano intanto sta costruendo in contrada Spalla una nuova mega struttura, vicino al RSA (residenza sanitaria assistenziale extra ospedaliera, ndr) che è già in funzione. Chissà"!