Costituito dopo il mortale incidente del 9 settembre 2015 in cui alla Versalis morirono due operai, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione all’interno delle scuole, trattando i temi della sicurezza e del precariato industriale

 

Il polo industriale siracusano, vecchio di circa 60 anni, vige in condizioni precarie, non riuscendo a garantire una stabilità lavorativa ai propri dipendenti, che spesso hanno manifestato tale esigenza con scioperi di tutte le sigle sindacali. Una parte di questi lavoratori, stanca di tali condizioni, ha deciso di costituire, insieme a personaggi della sinistra siracusana, il “Movimento aretuseo contro le morti bianche e per la sicurezza sul lavoro” spinti dall’esigenza di denunciare gli avvenimenti interni al petrolchimico.

Il fattore scatenante è stato l’incidente del 9 settembre 2015 in cui hanno trovato la morte Salvatore Pizzolo (37 anni) e Michele Assente (33). L’incidente si è verificato durante i lavori di manutenzione della rete fognaria dell’impianto di etilene di Versalis. Ciò ha riportato in primo piano il problema della sicurezza sul lavoro, in quanto la morte di questi due giovani dimostra come ancora oggi si rischi la vita per guadagnarsi il pane. Dalla sua costituzione, il movimento affronta una campagna di sensibilizzazione all’interno delle scuole, trattando i temi della sicurezza e del precariato industriale, essendo convinti che investendo nella cultura della correttezza si possa invertire il declino delle condizioni lavorative attuali. Questa iniziativa sta ottenendo un’ottima risposta dalla cittadinanza studentesca che si dimostra vicina ai temi trattati e cosciente e capace di prendere posizione in merito. L’interesse dei ragazzi è attribuibile al grande numero di impiegati del polo, migliaia di persone che reggono il bilancio di altrettante famiglie. Questo fa sì che il fulcro dell’economia della città di Siracusa sia la zona industriale, che con i numerosi salari pagati garantisce introiti alle piccole e medie imprese cittadine.

Il processo di industrializzazione della Sicilia Orientale ha però causato un pesante impatto ambientale, l’indiscriminato scarico di sostanze inquinanti nel sottosuolo, nel mare e nell’atmosfera ha finito con il provocare un massiccio squilibrio ecologico, generando veri e propri disastri ambientali, tanto da accrescere esponenzialmente i casi di malattie oncologiche, dando a Priolo, Augusta e Melilli il triste primato di incidenza di tali patologie. Fin da quando si è presa coscienza dell’impatto negativo delle industrie, numerose associazioni hanno spinto per la creazione di programmi di bonifica e ripristino dell’ecosistema danneggiato; avendo spesso anche un riscontro popolare.

La situazione del petrolchimico, però, non sembra migliorare anzi la possibile cessione di Versalis rende ancora più incerto il futuro lavorativo di molte famiglie, e si prospetta la possibilità che l’acquirente trasferisca l’azienda abbandonando nel territorio siracusano gli impianti come delle cattedrali nel deserto.