Guarino: “Non vedo vie d’uscita. Ma pago errori non miei. Mai annullati i permessi, mai ordini di demolizione dal Comune”

Leggi tutto...

Il cibo è famiglia, memoria, convivio, è il rapporto con il Pianeta e con tutti gli Esseri Umani; il cibo è dono di sé.

Un viaggio nella migliore cucina siciliana con le sue ricette, i prodotti, i colori e i profumi della terra

Leggi tutto...

Sostieni il nostro impegno: chiedilo in edicola. Per te è solo un euro, per noi un grande aiuto, per la realtà sociale un mezzo di informazione libero, unico e originale. Non fermiamo le poche voci che sono svincolate da chi decide cosa e quando bisogna sapere. L'informazione è potere. Riappropriamoci della capacità di avere un nostro strumento d'informazione. Ti aspettiamo!

“Minchia, ricu ju, se je u rattulu nunne’ cippi. Ca trabulu cé”

Leggi tutto...

 

Settembre 1980. Durante una battuta di pesca subacquea, sotto la falesia di capo Passero, a circa 11 metri di profondità, incrostato su un fondale roccioso, un ceppo di piombo di un’ancora antica sembrava implorare di essere recuperato per svelare la sua storia.

In acqua io e mio cugino Gianni decidemmo di assecondare le aspettative del reperto. Iniziammo una serie di immersioni cercando di disincrostare il ceppo dalla roccia con il semplice uso dei nostri coltelli. La fatica fu enorme sia perché operavamo in apnea sia perché la profondità mise a dura prova i nostri timpani al punto che subii la mia prima lesione. Riuscimmo ad imbragare il ceppo con la corda di un ancorotto in dotazione ad una piccola imbarcazione che avevamo preso in affitto per l’occasione governata da un nostro parente che non sapeva nuotare.

Con le gambe ben piantate sulla prua, tentammo il recupero fintanto che la barca inclinandosi, rischiò di imbarcare acqua. La corda si ruppe e finimmo catapultati in acqua tutti e tre, riuscendo a malapena a salvare il nocchiero che annaspava terrorizzato.

Ci rimettemmo in barca ritenendo che non saremmo mai riusciti ad effettuare il recupero.

La buona sorte ci venne incontro perché da lì a poco stava per rientrare un pontone dopo avere recuperato l’attrezzatura della tonnara. Lo raggiungemmo; ci venne offerta assistenza. Imbragammo il ceppo con la catena della gru e, recuperatolo, lo depositammo sulla nostra imbarcazione.

Con l’acqua quasi a livello del bordo, riuscimmo a raggiungere terra dove un gruppo di pescatori curiosi aveva assistito alla strana operazione di recupero. A riva ci attendeva Lilly, la moglie di mio cugino, finalmente sollevata dall’ansia perché aveva temuto qualcosa di brutto. Approfittando della disponibilità del pontone, riuscimmo a recuperare anche un rottame di anfora che si trovava vicino al ceppo. Con l’aiuto di alcuni pescatori riuscimmo a sollevare il reperto e ad adagiarlo sul sedile posteriore della mia nuova Giulia 1300 comprata da poco, strappando la tappezzeria. Ma le dimensioni del ceppo erano tali che fummo costretti a utilizzare due stivali prestati dai pescatori e un pezzo di corda che ci permise di fissare gli sportelli semiaperti.

Il ceppo, provvisoriamente messo a deposito nel seminterrato della mia villetta con una regolare comunicazione scritta alla Soprintendenza, è rimasto in mia custodia fin quando, con l’autorizzazione del professore Sebastiano Tusa e con il benestare della Capitaneria di Porto di Siracusa, si è deciso di esporlo in bella mostra nella sala d’attesa della struttura, a cura del personale, accanto ad altri reperti precedentemente autorizzati, essendo la sala costantemente presidiata. La motivazione per cui se ne è decisa l’esposizione sta nella valutazione che ne ha fatto Tusa: si tratta infatti di un ceppo di piombo senza perno di ritegno che veniva sfilato dal fusto dell’ancora di legno per essere depositato sulla imbarcazione in maniera meno ingombrante. Raro quindi come esemplare, ancora più raro perché, simmetricamente al foro centrale, si evidenziano in rilievo due conchiglie interpretate come segno apotropaico.

Si suppone che l’ancora cui apparteneva il ceppo sia stata perduta o abbandonata volontariamente da imbarcazioni più probabilmente militari ma anche onerarie; queste ultime sostavano sotto la falesia di Capo Passero in attesa delle condizioni favorevoli per affrontare la traversata del canale di Sicilia verso le sponde africane.

 

Con decreto del Ministro dell'Interno del 14 gennaio 2020, diffuso nella voce “I Decreti” e il cui avviso è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 11 del 15 gennaio 2020, è stata disposta l'assegnazione del fondo di 22,5 milioni di euro per l'anno 2020 a tutti i 1.940 comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti.

Il contributo – pari a 11.597,20 di euro per ciascun ente locale – è destinato al potenziamento degli investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e all'abbattimento delle barriere architettoniche.

Contestualmente, con decreto del Capo Dipartimento per gli affari interni e territoriali, sempre del 14 gennaio 2020, in corso di pubblicazione nella G.U., diffuso nella voce “I Decreti” e il cui avviso è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 17 gennaio 2020, si è provveduto a ripartire a tutti i comuni, per il 2020, l'importo complessivo di 500 milioni di euro, sulla base delle quote stabilite – per sette fasce di popolazione – dalla legge di bilancio 2020.

Le risorse assegnate – da 50.000 a 250.000 euro – sono destinate all'efficientamento energetico, allo sviluppo territoriale sostenibile, agli interventi per l'adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e all'abbattimento delle barriere architettoniche.

Ammontano a 2,01 milioni di euro, i fondi in arrivo ai comuni della nostra Provincia. Ripartiti in: 210.000€ a Siracusa; 130.000€ ad Augusta, Avola, Noto, Lentini, Floridia, Pachino e Rosolini;

90.000€ a Carlentini, Melilli, Francofonte, Priolo Gargallo; 70.000€ a Palazzolo Acreide, Sortino, Solarino, Canicattini Bagni; 50.000€ a Portopalo, Ferla, Buccheri, Buscemi e Cassaro.

Contestualmente nel Decreto si legge che “il comune beneficiario del contributo è tenuto ad iniziare l'esecuzione dei lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro il 15 maggio 2020.

I contributi sono erogati ai comuni beneficiari, per una prima quota, pari al 50 per cento, previa verifica dell'avvenuto inizio, entro il 15 maggio 2020, dell'esecuzione dei lavori attraverso il sistema di monitoraggio di cui all'art. 2 del presente decreto, come previsto dal comma 112 dell'articolo 1 della legge n. 145 del 2018; - per una seconda quota, pari al restante 50 per cento, previa trasmissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori, ai sensi dell'articolo 102 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

In caso di mancato rispetto del termine di inizio dell'esecuzione dei lavori entro il 15 maggio 2020 o di parziale utilizzo dello stesso contributo, l'assegnazione è revocata, in tutto o in parte, con successivo decreto da adottarsi entro il 15 giugno 2020.”

 

   https://www.facebook.com/siracusadifferenzia.it/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi siamo

Continueremo a difendere l’ambiente, il multiculturalismo, il welfare, l’etica politica, a lottare contro ogni sfruttamento delle persone, delle città e dei territori, a sostenere la necessità di uno sviluppo economico coniugato con l’ecosostenibilità delle iniziative.

Privacy Policy Cookie Policy

Dove siamo


Viale Santa Panagia 136/H

Contattaci

Se ci vuoi supportare, chiamaci allo 3331469405 / 3337179937 o manda un'email a: redazione@lacivettapress.it / postmaster@pec.lacivettapress.it

Showcases

Background Image