Acqua, rifiuti, trasporti, teatro, asili nido, verde e periferie ancora al palo. Pur non dimenticando la pesante eredità lasciata dalle passate amministrazioni, i risultati appaiono sconfortanti. Siracusa stenta a diventare una città 'normale' e certo senza un partito unito alle spalle e senza una coalizione definita, non si va da nessuna parte.

 

A due anni di amministrazione PD, anzi Garozzo, tracciare un minimo di bilancio penso possa essere utile.

Durante la scorsa campagna elettorale, noi de La Civetta avevamo detto e scritto che questa città, più che di progetti mirabolanti e programmi avveniristici ha bisogno di diventare una “città normale”, un luogo (e una comunità) con servizi essenziali funzionanti (acqua, rifiuti, trasporti) e se poi si garantissero anche minimi servizi sociali alle fasce deboli e si realizzassero maggiori aree verdi fruibili, allora potremmo anche ritenerci più che fortunati di vivere in una “Città speciale”, ma non esageriamo e soffermiamoci, dunque, su questi pochi, semplici, basilari ma fondamentali punti di una qualsiasi amministrazione comunale.

Per quanto riguarda la gestione delle acque, contrariamente a quanto strombazzato in campagna elettorale e rimangiandosi quanto inserito nel programma (gestione pubblica) si è tornati indietro riaffidando il servizio a privati. Giudicare il quale ci sembra, onestamente, ancora troppo presto. Ma un importante proclama elettorale è stato disatteso e tradito.

La gestione dei rifiuti (da decenni in regime di proroga e dai risultati pessimi e dannosi per la comunità) attende ancora di essere riappaltata e francamente, rappresentando “la priorità” a cui per prima si doveva mettere mani, altri due anni trascorsi senza aver raggiunto l’obiettivo sono un po’ troppo. E ancora non si intravede la fine.

Il servizio di trasporto pubblico continua a rappresentare una lacuna ingiustificabile e incomprensibile. Diamo merito alla lodevole iniziativa delle navette per Ortigia, ma per il resto la Città rimane a livelli di terzo mondo, colpevolmente priva di un collegamento degno di questo nome.

Se si aggiunge poi l’annoso problema degli asili nido (pochi, costosi e mal funzionanti) chiusi in estate e servizi sociali al lumicino; impianti sportivi (una volta fiore all’occhiello: campo scuola, cittadella) mal gestiti e poco funzionanti; teatro comunale sempre oggetto di proclami ma ancora chiuso; nessuna area verde riqualificata e resa fruibile e periferie prive di un progetto organico di rilancio e riqualificazione (a parte qualche lodevole ma sparuta e improduttiva iniziativa), non è difficile rendersi conto che pur la normale e ordinaria amministrazione in questa Città diventa mera illusione, pura utopia. E ci soffermiamo all’essenziale.

Certo l’eredità ricevuta non era da poco e amministrare non è facile per nessuno. Ma se si vuole valutare cosa è cambiato in meglio rispetto ai punti di base elencati, il risultato è oggettivamente sconfortante. E questo per quanto riguarda la gestione amministrativa.

Per quanto riguarda il livello politico i risultati non ci appaiono per niente meno gravi. Ricordiamo ancora il primo gesto pubblico che, provocatoriamente, Garozzo ritenne di dover fare subito dopo la sua elezione: una foto con l’on.le Foti, sconfessando di fatto quanti, in campagna elettorale, si erano impegnati a dimostrare che questa sarebbe stata una amministrazione libera da presenze ingombranti e discusse e autonoma dai poteri forti.

Ai vertici dell’attuale Consiglio Comunale siedono Sullo e Impallomeni, fino alla precedente amministrazione componenti del centro destra e avversari del PD. Diversi consiglieri comunali, poco prima rivali del centro sinistra, siedono adesso nello schieramento pro sindaco, eletti nelle sue liste. Addirittura un assessore di questa giunta è stato prima portaborse dell’ on. Prestigiacomo e del sindaco Bufardeci e addirittura assessore in pectore di un candidato sindaco avversario di Garozzo. Anche alcune nomine del cosiddetto sottogoverno riguardano componenti di schieramenti politicamente avversari.

Per non parlare della giunta: troppi avvicendamenti e molti politicamente sconosciuti (se non yesman o yes woman) e tecnicamente dalle competenze e dai titoli sicuramente non eccelsi.

Come dire: la strategia politica di Garozzo è stata improntata a costruirsi un’alleanza e una inedita coalizione fuori dal partito e dalle sue componenti interne. Preferendo personaggi e coalizioni non organiche e non riconducibili tradizionalmente al partito piuttosto che ai suoi naturali rappresentanti e componenti. Lacerando, di fatto, un partito, il PD, che non ha mai riconosciuto nei suo vertici e nei suoi rappresentanti istituzionali, né con il quale ha mai effettivamente cercato dialogare e condividere le scelte importanti e strategiche per questa Città. Anzi, spesso ignorandolo se non addirittura deridendolo.

Certo, le colpe (e i meriti) non stanno mai tutte da una parte. Il Partito Democratico e i suoi maggiori componenti, in particolare a livello territoriale, non sono esenti da peccati. Errori ne sono stati fatti da tutte le componenti e la telenovela delle sue magagne interne non giova a nessuno e francamente ha stancato tutti.

Ma se si vuole guardare al futuro e al bene di questa Città, non bisogna dimenticarsi che questo sindaco è stato scelto appena due anni fa al ballottaggio, quando a votare si è presentato il 30% circa degli aventi diritto al voto che hanno suddiviso le loro preferenze tra Garozzo e Reale. Lo capisce anche un bambino che da soli, senza un partito unito alle spalle e senza una coalizione definita, non si va da nessuna parte.

Il tempo per chiudersi alle spalle gli errori e aprire finalmente una nuova via sta per scadere. Vedremo chi e come dimostrerà vere e buone intenzioni e quanti riusciranno a resistere fino ad allora.