I cittadini cercano refrigerio in piscina, nelle spiagge sulla Senna, l’unico posto dove ci si può mettere in costume, o sdraiati attorno a pozze d’acqua. E’ allora che ricordi con struggimento la brezza serale che ti scompiglia i capelli mentre passeggi sul lungomare Alfeo in Ortigia

 

A Parigi, la scorsa settimana, si è registrato un record storico: la colonnina di mercurio ha segnato 39,7 gradi celsius. E anch'io – che tanto mi vantavo: «Che volete che sia un'estate qua, per una siciliana che è abituata ai 40 gradi all'ombra e all'umidità che leva il respiro?» – sono rimasta a boccheggiare come tutti i francesi. Perché l'assenza del mare si fa sentire già quando l'occhio si posa sul flusso verdastro della Senna, ma l'assenza del mare con queste temperature afose diventa intollerabile. È in questi momenti, che il ricordo della brezza serale, che ti scompiglia i capelli mentre passeggi sul lungomare Alfeo, gli occhi inchiodati alla meraviglia della costa, ti fa struggere e lo sbrilluccichio della Tour Eiffel appare ben poca cosa al confronto.

I parigini che non possono lasciare Parigi (e che si trovano intrappolati nei vagoni della metropolitana senza aria condizionata almeno due volte al giorno) hanno in serbo, per queste occasioni e per i loro momenti liberi, tre opzioni salvavita. Non prive di aspetti interessanti (e non) per turisti e autoctoni.

Le piscine- Esistono, nella capitale francese, diverse piscine municipali, le quali vengono aperte al pubblico, quando non sono riservate agli studenti. Alle porte della città, si trovano pure alcuni parchi acquatici con scivoli, toboggan e giostre di vario tipo. Sono consigliate se: non siete particolarmente schizzinosi, c'est à dire che non vi disturba vedere la gente che cammina a piedi scalzi dallo spogliatoio alla doccia e dalla doccia alle toilettes, prima di buttarsi, con un gran tuffo, in acqua; siete dei buoni nuotatori, perché la legge che vige nelle corsie acquatiche è la stessa che vige nei corridoi della metropolitana: chi è più veloce supera chi è più lento. Poco importa che lo faccia assestandogli un colpo di ventiquattrore sulle gambe o una bracciata di stile libero sulla testa.

Ciò premesso, esistono due tipi di avventori delle piscine parigine: coloro che intendono praticare (o continuare a praticare) un'attività fisica durante l'estate e approfittano del bel tempo per farlo all'aria aperta e coloro, che frequentano la piscina giusto per mettersi in costume, camminare a piedi scalzi (nei casi migliori, su un prato) e stendersi su una sdraio, senza toccare l'acqua nemmeno con la punta dell'alluce. Trovate il gruppo che più vi si addice e unitevi a questi pesci d'acqua dolce.

Paris plages - Ogni anno, da metà luglio a metà agosto, parte delle rive della Senna si trasforma in stabilimenti balneari, con tanto di sabbia (5.000 tonnellate), ombrelloni di paglia e cabine in legno. Se credete che tutto ciò sia incredibilmente triste (e non avete tutti i torti), considerate, tuttavia, che si tratta dell'unica possibilità di indossare un costume da bagno in città senza offendere la decenza pubblica. Sono consigliate se: l'idea di trovarvi su una spiaggia senza poter accedere all'acqua non vi manda in crisi (di nervi o di calura); della spiaggia vi interessa maggiormente l'aspetto ludico-sociale (balli di gruppo e sport, musica e concerti, bar e aperitivi): qui, fra le mille attività organizzate, sarete accontentati. Per pochi euro si può pure noleggiare un pedalò (senza lo scivolo per tuffarsi in acqua, chiaramente). Insomma, c'è tutto fuorché un insignificante dettaglio: il mare.

Sedie attorno a pozze d'acqua - Se nessuna delle precedenti proposte vi ispira o se vi trovate stanchi e accaldati all'uscita di un museo, potete sempre dedicarvi all'attività preferita dai parigini: la corsa alle migliori sedie attorno ai bacini d'acqua nei parchi. Quasi ogni giardino (dalle Tuileries al Jardin de Luxembourg, dal Champ de Mars al bois de Vincennes) è, infatti, dotato di fontane, laghi artificiali o semplici bacini, attorno ai quali sono disposte delle sdraio. 

Sono consigliate se: non vi spaventano le ustioni delle sole parti del corpo scoperte (evidentemente non potrete mettervi in costume: vi trovate a qualche metro dal Louvre, dalla Tour Eiffel o dal Senato) né il mal di schiena (le sdraio in metallo non sono esattamente il massimo della comodità); avete una grande capacità di immaginazione e, socchiudendo gli occhi, pensate di riuscire a visualizzare la risacca, le palme, la sabbia fina; a sentire il rumore delle onde; ad odorare il profumo dello iodio. Senza farvi deconcentrare dal rumore dei clacson in sottofondo, dallo smog che aleggia nell'aria e dalla corsa alla sdraio in prima fila.

Concludendo: le estati siracusane, con le bellezze naturali che la città offre, sono quanto di meglio si possa desiderare, voilà c'est tout.