Senza sosta le iniziative di recupero, reinserimento e socializzazione all’interno della casa circondariale: dalla pizza galeotta offerta a cento cittadini alla rappresentazione teatrale tratta dal romanzo “Effatà” di Simona Lo Iacono

Anche la conclusione di un corso per pizzaioli può diventare una importante occasione di contatto con il territorio e un momento di partecipazione della comunità esterna all’interno del carcere. Così è stato per la “Pizza Galeotta”, servita dai detenuti agli oltre cento cittadini dopo aver assistito alla consegna degli attestati del corso per pizzaioli finanziato dal Rotary Club di Augusta. È stata un’iniziativa molto partecipata (tante richieste di partecipazione al corso non si sono potute accettare, tanto che probabilmente riproporremo l’iniziativa) e anche molto gradita da diversi detenuti che, attraverso questa nuova professione acquisita, hanno una speranza in più di reinserimento quando finiranno di scontare la loro pena.

Adesso si  prosegue, con un corso di pittura condotto da un detenuto a studenti del liceo Megara di Augusta (sì, questa volta è un detenuto che “insegna” qualcosa agli esterni) organizzato assieme all’Associazione Libera e poi ancora con gli appuntamenti tradizionali aperti al pubblico esterno, ossia lo spettacolo teatrale messo in scena da detenuti e studenti del liceo Arangio Ruiz, e  i concerti all'aperto all' ”Arena Gattabuia”.

Accanto a questi, si è inserita una nuova iniziativa che volevo anticipare ai lettori de La Civetta in questo numero: la messa in scena di una rappresentazione tratta dal romanzo “Effatà” di Simona Lo Iacono. Si tratta di due storie parallele: le vicende di un bambino sordomuto che nei primi anni cinquanta si reca con la madre attrice a Siracusa;  e quella ambientata all'interno del processo di Norimberga, dove bisogna esprimere un giudizio nei confronti di medici che condussero spietati esperimenti di eugenetica durante la Grande Guerra. Il gruppo teatrale è composto dai detenuti che frequentano il corso di lettura tenuto dalla giornalista Michela Italia e la particolarità di questo evento consiste nel fatto che alcuni detenuti faranno la parte di giudici e pubblici ministeri mentre a recitare oltre che a condurre la regia, sarà la stessa dottoressa Lo Iacono, autrice del romanzo, nonché magistrato di professione. Magistrato e detenuti (che interpretano giudici) insieme sul palco, sarà uno degli elementi peculiari e di particolare interesse di quest’ultimo laboratorio.

I preparativi fervono, le prove vanno avanti e si susseguono anche divertenti episodi da backstage. Come quello che si è verificato recentemente quando è venuto a mancare (sul proscenio si intende) l'attore che impersona il bambino. Infatti, poiché in Italia, come è noto, non c'è la certezza della pena, il nostro “attore” è stato  scarcerato improvvisamente e alla felicità per il fortunato si è aggiunto il panico perché la recita ha subito una empasse e rischiava di saltare. Ma all’interno della nostra Casa, difficilmente ci si scoraggia ed ecco che viene fuori una brillante idea: alla prima sezione c'è M. N. che è  nico comu un picciriddo lo potremmo coinvolgere? E così, di lì a poco M. N. (che immaginiamo si trovasse in sezione a parlare dello sconto di pena che aveva chiesto, del colloquio che aspettava di fare con i familiari, del lavoro per il quale si era messo in lista) si è improvvisamente ritrovato sul palco a recitare mimarela parte del bambino sordomuto (la direzione a scanso di ulteriori problemi aveva verificato il fine pena, che risultava lunghissimo e quindi più che sufficiente per la regolare messa in scena dell’opera). Certo, non tutto quadrava alla perfezione: la voce fuori campo descriveva il bambino dai capelli biondi e colorito chiaro e M. N. proprio chiaro non è, anzi era un po' sul magrebino. Ma a questo in corso d'opera si porrà rimedio con i trucchi del teatro. D'altra parte c'è ancora tempo, il debutto avverrà a metà giugno e c'è ancora tanto da lavorare,  per la dottoressa Lo Iacono, gli educatori che seguono l'attività e Domenica Passanisi che vi collabora. Inutile dire che nessuno del gruppo dei detenuti ha mai fatto teatro e che sarà per loro un’esperienza impegnativa oltreché esaltante ed emozionante. Il parterre degli spettatori si preannuncia speciale, magistrati ed avvocati si stanno già prenotando per assistere alla prima.

L’operazione prosegue…

*Direttore Casa Circondariale Augusta