Previsti entro 60 giorni dal decreto istitutivo, in alcuni casi sono stati sostituiti da commissari non previsti dalla legge

 

Eppure la suddetta legge prescrive il termine perentorio di 60 giorni dal decreto di istituzione del parco per la nomina del Comitato tecnico-scientifico. Da subito, invece, si è finito per sostituirlo con un commissario, la cui nomina ancora la stessa legge non prevede in nessun caso.

Sul parco archeologico abbiamo raccolto le riflessioni della storica dell’arte Silvia Mazza che segue particolarmente Siracusa e la sua provincia tanto da accettare, l’anno scorso, dal sindaco di Palazzolo Acreide, l’incarico di “Esperto per le politiche culturali”, incarico da cui ha ora annunciato di dimettersi a seguito dell’adesione di Salvatore Gallo alla Lega.

“Nel comunicare la misura di prevenzione delle neoplasie alla mammella e dell’ovaio, di cui la Sicilia si è recentemente dotata, tra le poche regioni d’Italia, grazie a un decreto dell’Assessore alla Salute Ruggero Razza, che consente non solo cure gratuite, ma anche esami che servono a prevenirne l’insorgenza, viene sottolineato come “il provvedimento inneschi un circolo virtuoso che da un alto prevede controlli mirati per la tutela della vita umana , dall’altro un abbattimento di costi a carico del servizio sanitario regionale, poiché la prevenzione ha costi ridotti rispetto alle terapie”. Identico discorso può essere fatto per il patrimonio.

La metafora medicale è quella che resta più aderente quando si parla di prevenzione anche nell’ambito dei beni culturali. Assunto di partenza è che la “conservazione preventiva”, concetto enunciato da Cesare Brandi e Giovanni Urbani, debba essere sostituita alla tradizionale logica del restauro: in altre parole, si ritiene che un’attenta anamnesi e prevenzione, come in medicina, possa ridurre drasticamente le dinamiche dei processi di degrado, e di conseguenza la necessità di operare interventi di restauro, spesso onerosi e comunque sempre traumatici per opere d’arte e monumenti. Sempre per evitare l’intervento, una buona prassi prevede che alla “conservazione preventiva” segua una “manutenzione programmata”.

In quest’ottica il 3 gennaio scorso il Governo Musumeci ha investito in conservazione e manutenzione dei Parchi archeologici, in sinergia col Dipartimento Regionale Tecnico, tre milioni per la progettazione esecutiva per i lavori di manutenzione e altri diciassette per interventi in cui la conservazione va a braccetto con la valorizzazione dei siti: serviranno per realizzare recinzioni, video-sorveglianza, servizi igienici, segnaletica, punti informazioni e illuminazione artistica.

Bene. Ma per tornare alla nostra metafora e al confronto con quanto sta facendo l’Assessorato alla Salute, nessun paziente penserebbe mai che tutti quegli esami preventivi a cui potranno accedere ora gratuitamente – visite senologiche e ginecologiche, ecografia, mammografia, risonanza magnetica -, come pure alla chirurgia profilattica dell’ovaio e della mammella, fino alla ricostruzione mammaria, non siano affidati a personale più che specializzato.

Le figure professionali messe a disposizione dal dipartimento regionale Tecnico per sopperire alla cronica mancanza di progettisti in seno al Dipartimento dei Beni culturali, non bastano. Gli specialisti che devono anche monitorare lo stato di salute di un parco e valutare le misure occorrenti sono quelli chiamati a comporre un organo appositamente previsto dalla legge regionale in materia (L.R. 20/2000): il Comitato tecnico-scientifico. A quasi un anno dall’istituzione dei nuovi parchi firmata dal Presidente Nello Musumeci in nessuno di questi, Siracusa compresa, è stato insediato. E laddove nei parchi di vecchia istituzione, come a Naxos, ce n’era uno ereditato da Crocetta si è tagliato corto sostituendolo con un nuovo commissario, anche se non c’era l’“urgenza” di un parco da avviare.

Eppure la suddetta legge prescrive il termine perentorio di 60 giorni dal decreto di istituzione del parco per la nomina del Comitato tecnico-scientifico. Da subito, invece, si è finito per sostituirlo con un commissario, la cui nomina ancora la stessa legge non prevede in nessun caso. La nomina di commissari è, invece, prevista solo da un’altra legge regionale, quella finanziaria, ma quando il predetto comitato non abbia adottato entro i termini il rendiconto di gestione. Che non era il caso né di Siracusa né degli altri parchi.

In parchi archeologici diretti nella stragrande maggioranza da non archeologi (a Siracusa un architetto) la mancanza di quest’organo tecnico che avrebbe potuto fornire un parere altamente specialistico per gli interventi di conservazione in programma, si fa sentire in tutto il suo peso”.