La Fondazione Archimede, Istituto tecnico superiore presente a Siracusa, che si occupa di formazione all’interno della vasta costellazione del turismo – forse più corretto dire dei “Turismi”, per le complesse dinamiche che muovono questa sfera dell’attività umana, che oltre che carattere “economico-produttivo”, è anche relazionale e di “esperienza umana”–, ha organizzato, per martedì 28 gennaio, un Convegno/Seminario sul tema «L’ospitalità extralberghiera. Opportunità di sviluppo per il territorio». È il primo di una serie di Seminari/Convegni – questo, più rivolto alle centinaia di piccoli/medi operatori che si muovono nel settore extralberghiero, cresciuto in modo pervasivo in questo decennio –, attraverso cui la Fondazione persegue la finalità di uscir fuori dalla mera declamazione della «centralità del turismo», per provare a interloquire con il vasto ambito di quanti, a più titoli, lavorano nel settore turistico e si interfacciano con essi – le Istituzioni di governo innanzitutto – con lo scopo di porre la Fondazione stessa come interlocutore decisivo per la formazione qualificata di un “personale” che opera in un segmento importante e complesso. Le intenzioni del Convegno – cui ne seguiranno a breve altri, su temi analitici e specifici – sono quelle di fare affermare una «logica di sistema», una “rete” di relazioni e di governo di un ambito economico-sociale che non fornisce mere “cose” – manufatti, merci, beni materiali, oggetti, ecc. –, bensì costruisce sì economia, ma articolando e veicolando relazioni, esperienze, “sapori”, immaginari immateriali, conoscenze, ecc. Pertanto, un segmento decisivo che presuppone un «governo complesso» che muove più interessi proprio perché eternamente in divenire, in movimento, in espansione, fortemente accelerato dai processi di globalizzazione dell’economia ma anche delle comunicazioni umane, dentro cui il tema del “viaggio” ha assunto da tempo – o forse l’ha avuta da sempre! – una forte connotazione “simbolica” e che in questo decennio – e sempre più nei prossimi decenni: queste le previsioni degli specialisti, si pensi al fatto che, per rinverdire un classico film degli anni ’60, «la Cina è vicina»! – ha conosciuto impennate notevoli, ponendosi come il “vettore economico-culturale” che più di altri corrisponde e risponde a quel plesso «Locale/globale» che costituisce, insieme, la logica culturale del nostro tempo ed anche la “sfida” economico-politica per la nostra realtà siciliana. Al centro di questo Convegno, già dal titolo, l’attenzione è rivolta agli operatori del settore “extralberghiero”: segmento che è cresciuto in modo pervasivo nel corso di questi 5-6 anni nella nostra provincia – per una duplice ragione: da una parte, l’espansione di una domanda di turismo mondiale – all’interno di un mondo più piccolo, vicino ed unificato dai processi globali – e, dall’altra, per gli effetti del web/internet che hanno reso “individuale”, singolare – diretto, immediato, in tempo reale – il legame tra i turisti e i “luoghi” dove estrinsecare il viaggio, l’esperienza, la curiosità. Tale processo ha spinto la nascita di network/piattaforme digitali (forti di grande intuito e grandi capitali) – come Booking, AirBnb, HomeAway, ecc. – che hanno rappresentato le nuove forme di “mediazione” tra miliardi di viaggiatori, da una parte e, dall’altra, milioni di soggetti (piccoli, medi, grandi, ecc.) che di fronte ad una tale domanda di turismo hanno radicalmente trasformato, messo in campo il proprio patrimonio immobiliare – case, ville, case di campagna, appartamenti nei centri storici e nei quartieri più appetibili, ecc. – destinandolo a luoghi ed attività “informali” di accoglienza, ospitalità, alberghi diffusi, costruendo relazioni, “inventandosi” anche – non esclusa qualche approssimazione organizzativa – un’attività, uno sbocco occupazionale, un’opportunità lavorativa.

È una diffusa realtà che, per necessità e dietro una propria insorgenza (i piccoli) e anche dietro legittime logiche di “profitto” si muove sia in forma “individuale” o associata – come impresa (media o grande), e che in Italia, in base alle norme attuali, può operare o in forma di impresa, rivolgendosi ai Comuni e altre Istituzioni (Scia e p. Iva, ecc.), oppure attraverso il cod. civile (“Locazioni brevi”, per turismo), entrando così in un “campo” normativo/legislativo/amministrativo che richiede una innovazione – molte nuove indicazioni e novità regolamentari sono nel frattempo intervenute –, una regolamentazione anche “informale”, meno burocratizzata, ed un diverso governo che sia in grado di ricomporre un ampio tessuto sociale ed esperienziale “in itinere”, che richiede (e rivendica, pena qualche disillusione o fallimento) la messa in campo di una “logica di sistema”, affinché questo vasto universo di persone, che in questi anni ha coagulato il punto di giuntura tra “bisogni” ed “interessi” (famiglie con figli disoccupati, proprietari di case o ville poco o nulla utilizzate; giovani che hanno risistemato 1-2 casette, ecc.), possa trovare un’adeguata sponda organizzativa-formativa-istituzionale, affinché attorno al turismo si esca dalla mera declamazione della sua centralità “economica”, per trovare la chiave di volta di un “governo complesso” di un segmento che nella nostra realtà provinciale presenta aspetti positivi, ma anche qualche limite, controtendenze, “vuoti”: che vanno colmati con una alta capacità delle Istituzioni di governo del territorio, della Regione e dello Stato.