Revisione PRG, l’avv. Giuliano: “ANCE e assessorato uniti perché il PP non sia applicato”

 

Nell’attesa che riprendano gli incontri periodici dell’assessore all’urbanistica Maura Fontana, o meglio nell’attesa del fatidico 15 gennaio che ci dirà se il sindaco Francesco Italia potrà continuare il suo mandato o meno, registriamo le reazioni al nostro articolo del 7 dicembre in relazione alla revisione del prg in atto.

La più sdegnata è quella dell’avvocato Corrado Giuliano.

“Connivenza e pigrizia della Pubblica Amministrazione Comunale si alleano per fare resistenza a provvedimenti che finalmente pongono il nostro territorio al riparo del solito partito dell’abuso del territorio. Quanto da voi riferito a seguito dell’ultimo incontro con l’assessore Fontana non può che destare, oltre che sorpresa, indignazione.

Tutti insieme in coro, il Presidente dell’Ance e il funzionario all’Urbanistica Navarra, si ritrovano in un’unica convinzione radicata: questo Piano paesistico non s’ha da applicare; rappresentanze di un partito che in città non ha lesinato critiche e lamentazioni su uno strumento di pianificazione paesaggistica, sovraordinato ai poteri locali, che con indicibile strepito in ogni occasione di confronto pubblico tentano di screditare.

Sorprende che un funzionario che ha l’obbligo di eseguire e perseguire l’interesse pubblico, che ha un chiaro e concreto ordine di attuare la volontà dell’Amministrazione, espressa a chiarissime lettere con una delibera di Giunta Comunale che risale al 16 settembre 2019, di adeguare il Piano Regolatore Generale della Città al Piano Paesaggistico entro un termine preciso, quello dell’ormai consumato 31 dicembre 2019, non solo non dia conto dei lavori propedeutici del suo ufficio per l’adeguamento del PRG al Piano Paesaggistico, ma si trinceri, nella tradizione ostruzionistica della burocrazia comunale, in affermazioni che tradiscono non soltanto incultura urbanistica ma radicata convinzione che debba essere il Piano Paesaggistico, previsione per sua natura sovraordinata al piano comunale, ad adeguarsi a quella inesistente e frutto di indicibili compromessi di interessi minuti, del piano comunale vigente.

La confessione implicita di non volere procedere all’adeguamento e di richiedere di nuovo atti formali, dopo quello esplicito della Giunta Municipale – ha incalzato l’avvocato Giuliano -, meriterebbe, se l’Amministrazione ne avesse la possibilità e il coraggio, una immediata sostituzione del dirigente dell’Ufficio che, in luogo di dare corso, dopo oltre tre mesi dall’indirizzo dell’organo di governo cittadino, agli studi propedeutici, dei quali continuiamo a non sapere nulla, pretende ancora ‘atti formali’ a garanzia dell’operato (meglio diremmo dell’inerzia connivente!) del suo ufficio. E’ il caso, di scuola, in cui la politica è energica e decisa e la burocrazia fa da freno e da tutrice di interessi estranei a quelli dell’intera collettività.

Dal vostro resoconto giornalistico emerge che l’argine è costituito, con grande equilibrio e senso di responsabilità, dalla dott.ssa Basile e dall’arch. Rizzuto, rappresentanti di un’Amministrazione che ha saputo garantire, pagando anche alti prezzi personali, non soltanto tutela e conservazione di patrimoni a rischio di compromissione, ma anche la dignità e lo smalto di un organo pubblico che persegue, nonostante minacce e ritorsioni, con prestigio ed abnegazione i fini istituzionali che la Carta Costituzionale ha assegnato a quell’organismo.

Conosciamo tutti la persecuzione subita dalla stessa dott.ssa Beatrice Basile e dalla dott.ssa Alessandra Trigilia, come d’altra parte dall’archeologa Rosa Lanteri e dall’architetto Aldo Spataro, l’epurazione da loro subita e sanata soltanto con l’intervento giudiziario: a loro dobbiamo la ferma resistenza a una serie di incursioni canaglia che hanno tentato di piegarle ad interessi che animavano la politica regionale proprio in concomitanza dell’ultima fase di approvazione del Piano Paesistico.

Noi affermiamo che non vi è in questa dialettica pianificatoria alcun interesse da contemperare, vi è soltanto nella redazione del Piano Paesistico un unico interesse prioritario ad ogni altro, come più volte la Corte Costituzionale ha ribadito, ed è quello tutelato dall’art.9 della nostra Costituzione, al Paesaggio, all’Ambiente e al corretto uso del Territorio tutto da restaurare, anche ‘per sottrazione’ ”.