Continua a stupire la temerarietà del gruppo che agisce come se non ci fossero già condanne di magistrati

 

 

Non ha molti dubbi l’avvocato Corrado Giuliano: “Il ricorso presentato da Open Land sarà con buona probabilità dichiarato inammissibile. È soltanto frutto di un'altra incursione giudiziaria temeraria della società, un ultimo colpo di coda. Infatti la sentenza n.73 del 2015 del CGARS che si intenderebbe passata in giudicato, viene richiamata dalla sentenza finale 406/2018 dello stesso CGARS che conclude tutto il giudizio di ottemperanza e definisce la questione assegnando quale risarcimento del danno alla Open Land circa 190.000 euro.

Inoltre, coraggiosamente ed illegittimamente Open Land non ha notificato questo nuovo ricorso a Legambiente, con ciò contravvenendo a quanto statuito dallo stesso CGARS nella sentenza 406/2018 che a chiarissime lettere, al punto 11.3, ha affermato la piena legittimazione di Legambiente, presente nel processo di primo grado, a stare in giudizio. Faremo rilevare tutto ciò al CGARS costituendoci”.

Forse sì: solo ultimi colpi di coda, ma chissà perché, quando li si vede tornare all’attacco, l’ansia sale e si teme di dover riprendere strenue lotte.

Continua a stupire da una parte la temerarietà del gruppo che agisce come se nulla fosse successo, come se i principali attori non fossero ancora sotto processo, come se non ci fossero state già condanne, a diversi livelli, dei magistrati, come se Siracusa non fosse mai stata posta al disonore della cronaca nazionale (che finalmente a un certo punto si è accorta che qualcosa di grosso stava accadendo) tanto da dare impropriamente nome a un Sistema, a un sistema di corruzione, di truffa, di abuso del diritto, della mortificazione della giustizia. Ma dall’altra parte stupisce, continua a stupire, la reazione di una comunità mai veramente indignata, irata nei confronti di chi l’ha portata nella polvere dell’ignominia.

Ecco perché hanno fatto bene le parole di Carmelo Maiorca, di uno che ancora si accende al fuoco della sacra ira, che a un certo punto non riesce più a mantenere la rabbia e sbotta dimenticando il bon ton che a volte sconfina nell’ipocrisia. E tuona contro chi “non solo non si decide a restituire alla città di Siracusa gli oltre 2 milioni e mezzo indebitamente ricevuti sfuggendo al decreto ingiuntivo del Comune, ma nientemeno pretende 27 milioni facendo riferimento a precedenti stime di periti e sentenze di giudici amministrativi pilotate nell'ambito del sistema di corruzione del duo Amara-Calafiore. Tattiche per continuare ad allungare i tempi e non provvedere a restituire al Comune e alla città il maltolto. Città che in gran parte non dice nulla, non s'indigna, in perfetta sintonia con la quasi totalità della politica e dei tuttologi di varia espressione. Compresi alcuni presunti campioni di "legalità" e maestri di opportunismo e paraculismo, inclusi alcuni giornalisti che sul cosiddetto "Sistema Siracusa" per anni hanno girato la testa e la penna dall'altra parte. Per non dire di quelli che scrivevano e pubblicavano articoli a sostegno di Musco, Longo e Amara”. Sottoscrive SOS e ancora quelli che ce la fanno a indignarsi.

Perché l’hanno detto proprio loro, i “legali di fiducia” della società, testimoniando nel corso dell'incidente probatorio che si è tenuto a Roma davanti al Giudice Daniela Caramico D'Auria, che hanno corrotto i giudici per falsare i processi, per ottenere (cercare di ottenere) stratosferici risarcimenti; loro hanno fatto i nomi dei consulenti da nominare, quelli che sono finiti nella rete dei magistrati onesti (che squallore dover fare questa differenza anche tra chi rappresenta la dea armata di spada e bilancia!).

La testimonianza dell’avvocato Giuseppe Calafiore a Roma (stralci)

TESTE CALAFIORE - Sì, no, io sto facendo degli esempi, a Naso io gliel'ho dato il nome, non è che glielo ha dato un altro.

P. M. DOTT. FAVA - L'ha dato a Caruso?

CALAFIORE – Certo...Su Naso mi fece cambiare anche il curriculum, perché Naso è un professore universitario, io sto facendo l'esempio poi ritorniamo su Gennuso, per spiegarle, lei mi ha fatto una domanda, è corretto che io... Naso è un professore universitario, se lei va su internet, c'è un curriculum che non finisce mai ma la prevalenza di quella sua diciamo competenza scientifica, è scientificamente collegata all'ingegneria meccanica, su quello che risulta dal curriculum che c'è su internet. Dopo che Amara mi disse “diamogli Naso'' e gli abbiamo dato Naso … “'il relatore, mi ha detto il Presidente, vuole un curriculum dove ci sono le prevalenze urbanistiche - quindi, con Amara, siamo dovuti ritornare da Naso per farci dare un curriculum dove lui metteva in risalto la sua competenza urbanistica, io gli ho ritornato quel curriculum a Caruso, poi fu nominato Naso, ha capito? Quindi dico, non è che può essere... Poi se è un caso io non è che sono qui ad esprimere giudizi, non mi permetterei dico, io posso dire quello che ho fatto, poi ci mancherebbe ... […]

FAVA - E poi l'ha già anticipato il Caruso si è interessato anche per le altre vicende Open Land e...

CALAFIORE - Assolutamente sì, io lo conosco ... Allora, devo dire la verità, lui me lo presenta principalmente per la questione Open Land e AM Group, però dobbiamo stare molto attenti, perché le questioni vanno parallele. Tanto è vero che c'è una piccola fase di Gennuso, ci parlava lui, poi me lo presenta perché uscì la sentenza il 20 giugno 2013, usci la sentenza numero 605 /2013 su Open Land, quella di Virgilio, che dava i danni. Noi chiaramente sapevamo che il Comune non aveva nessun tipo di interesse a pagare, quindi si doveva fare la ottemperanza e quindi si era iniziato a muovere diciamo Piero, c'era questo contatto, poi me lo presentò, nel frattempo c'era stata la questione Gennuso, quindi diciamo iniziò lui e poi abbiamo continuato. Tanto è vero che, questo parallelismo che chiaramente è anche mio mentale, non è tradito dai documenti, perché il 18 giugno 2014 viene tenuta una udienza dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, dove c'è sia l'ottemperanza Gennuso, sia la nomina di Pace, andate a vedere che l'udienza è la stessa. 18 giugno 2014. ….

FAVA - Sì, sì, quindi anche l'affidabilità del Caruso era saggiata...

CALAFIORE - Piano, piano, poi sai in queste cose io ho una tesi, ogni cosa, l'affidabilità non è sempre relativa, ogni cosa ha una sua storia, quindi ogni cosa ha una sua storia, però che poi... Ad esempio il 18 giugno 2014, insomma tutte e due al CGA sia quella che questa. Il periodo era lo stesso, si è sviluppata in relazione allo stesso periodo, in quel periodo diciamo.   […]

FAVA - E quindi poi lei e Caruso avete avuto una...

CALAFIORE - No, io gli ho portato le dico la verità - gli portai i documenti inerenti la questione Open Land ma relativi... Era già uscita la sentenza quella 605/2013 relativa alle ipotesi dei conteggi che ne derivavano da un punto di vista risarcitorio, lui se li prese, poi mi disse "ci rivediamo nel pomeriggio”. Poi Caruso è un soggetto che si sapeva vendere, quindi "ci vediamo nel pomeriggio" poi mi disse "sì va bene si può fare, ci lavoriamo" e poi da lì è iniziato un rapporto che è proseguito nel tempo, poi lui è stato anche ospite, è stato anche ospite da me in Sicilia, ospite nel senso, in una società gestita, in una società diciamo della mia famiglia, che ha un complesso turistico in Sicilia, lui è venuto lì, è stato lì quindi è stato anche ospite più volte. […]

P. M. DOTT. TUCCI - Disse che erano destinati a De Lipsis?

CALAFIORE - Sì, lui disse... Sì, lo disse che pagava, che dava soldi... Io come ho dichiarato, lui sempre, io a Roma comunque figli, porta i soldi a Roma... cioè queste cose, non è che mi ha detto io gli porto 17 mila 124 euro per questa cosa Domani mattina...

TUCCI - Sì ma lei ha capito che adesso, in questo momento, sta dicendo che poi Caruso disse che portava i soldi a De Lipsis a Roma ...

CALAFIORE Sì, a Roma sì, questo sì. ..

TUCCI - Quindi la mia domanda era questa, una volta che voi consegnaste questi soldi, prima 30 /40 mila euro a Roma e poi in autostrada mi sembra e poi non so dove...     […]

TUCCI - Lei conosce Ferraro?

CALAFIORE - Certo che lo conosco.

TUCCI - Chi è Ferraro e in che rapporti era Ferraro, sia con Amara che con ...

CALAFIORE - Ferraro è il cane di Amara, ce l'hai presente u cane, u cane... In maniera proprio metaforica ...

TUCCI - Che vuol dire un uomo...

GIUDICE - Un uomo di fiducia...

CALAFIORE - L'ho utilizzato in questo senso perché, siccome l'ho utilizzato allo stesso modo a Messina ed è precisa, non perché abbia... Semplicemente perché, quello che Amara diceva, Ferrara eseguiva, in questo senso.

TUCCI - Quindi era un uomo di fiducia...

CALAFIORE - Totale. […]

CALAFIORE ….Allora in pratica iniziamo da davanti, chiaramente mi focalizzo sulle questioni Open Land e AM Group giusto?

P. M. DOTT. FAVA - Sì, sì, per ora solo questo, sì.

CALAFIORE - Okay, praticamente andiamo avanti e lui segue tutta questa vicenda. Devo dire che lì, quello che interessava, era chiaramente la nomina del consulente tecnico, sia dell'una che dell'altra, che di fatto si sfalsano di pochi mesi perché la nomina di Pace è del 28 gennaio 2015 con sentenza pubblicata il 29 gennaio 2015 e Camera di Consiglio il 18 giugno 2014, invece quella della AM Group viene depositata il 30 marzo se la mia memoria non mi tradisce del 2015. Motivo per cui, diciamo che sono state collegate le due nomine e tra quelle due nomine diciamo, io ho versato dei soldi al Caruso.

FAVA - Ecco, quanti soldi, in che circostanze ...

CALAFIORE - lo ricordo tre dazioni: 20, 15 e 15, vicino casa mia.

FAVA Ma riferite diciamo...

CALAFIORE - Complessivamente alle due nomine, alla nomina di Pace e alla nomina di Naso

FAVA - E queste dazioni lei le ha versate a Roma?

TESTE CALAFIORE- Roma, casa mia, sotto.

FAVA - Per strada?

CALAFIORE - No, lui veniva, aprivo la porta, dietro la porta la maggior parte delle volte. Alcune volte saliva anche a casa mia, via delle grotte 25.… Praticamente cosa succede, quindi questi soldi come ho dichiarato, vengono dati tra fine 2014 e inizio 20l5 ma diciamo, la questione nomine è appunto sfalsata e voglio essere preciso per come si è sviluppata. Si è sviluppata che nel 2014 viene dato... 18 giugno quindi viene presentata l'ottemperanza, l'udienza avviene il 18 giugno 2014. In una prima fase devo dire che noi, non avevamo dato il nome di Pace, noi con Amara avevamo dato il nome di un altro che era un ingegnere di diritto urbanistico della regione siciliana molto bravo, persona molto perbene, si chiamava Verace. Questo nome glielo avevamo dato per la nomina diciamo, non mi ricordo in quale delle due, in quella Open Land. Poi sostanzialmente cosa succede, succede che Caruso torna e dice no, quell'ingegnere non va bene, ci vuole un commercialista. E lì sostanzialmente me ne faccio carico io e individuo velocemente il Pace, che era un ragazzo che fra virgolette, aveva fatto qualcosa con Longo in Procura a Siracusa, aveva lavorato, lo conoscevo perché aveva lavorato nello studio del Dottore Cirasa che seguiva sia Amara che me quindi insomma, un ragazzo normale, sereno con cui potevo discutere, non era un... Fuori contesto diciamo così. E quindi, non andando bene più Verace, gli abbiamo dato il nome di Pace e poi Pace fu nominato. […]

FAVA - Ma questa cifra di 24 milioni che poi il Pace ha quantificato, è una sua indicazione data al Pace o l'ha elaborata autonomamente Pace?

CALAFIORE - No, io sostanzialmente ho dato delle indicazioni in relazione alle varie voci di danno, la maggior parte sono state diciamo oggetto di accoglimento, nel senso, lui la pensava come la pensavo io ecco...

FAVA - Ho capito e quindi deposita questa consulenza, questa C.T.U. e poi che succede?

CALAFIORE - Ecco, deposito questa C.T.U. e succede che sostanzialmente lì c'è un problema, perché io comunque fino ad aprile 2015, come ho dichiarato, io comunque ho dato dei soldi a Caruso per queste vicende, lui ha fatto fare queste nomine, si era preso incarico di far fare queste nomine e poi le ha fatte fare, però sostanzialmente, nel momento in cui viene depositata questa consulenza, c’è un problema perché lui mi chiama e poi sostanzialmente di fatto, mi fa chiamare, cioè mi fa chiamare! Mi chiama e mi dice ''vediamoci con Piero' e ci siamo visti con Amara, perché lui mi dice sostanzialmente che il consulente era pazzo, che non si assumevano questa responsabilità, dissi “scusa di che cosa stai parlando, di quale responsabilità stai parlando? Cioè io ti ho pagato, non capisco tu qual è la responsabilità, la responsabilità se l'è assunta il consulente, non tu, quello è convinto, vuol dire che è così, tu mi puoi dire, non sono convinto di 24 e 20, non è che mi puoi dire stiamo calando delle nuvole, perché non è così né io sono diciamo un pazzo che... Quindi, di che cosa stai parlando''. Lì siamo andati pesante, nel senso che io lì mi sono incazzato molto, diciamo abbastanza, non sono uno che si incazza non molto facilmente, però quando...

FAVA - Siete venuti alle mani?

CALAFIORE - Le mani insomma, alle mani 80 anni, 70 anni, dico non andiamo alle mani, quasi alle mani cioè, diciamo che...

FAVA - Ha manifestato questo suo disappunto insomma...

CALAFIORE - Diciamo, in maniera molto pesante sì, siamo quasi arrivati alle mani ma non mi sarei mai permesso nei confronti insomma di una persona più grande.

FAVA - Ecco ma diciamo, questa contrarietà del Collegio a liquidare i danni in quella misura, ha poi diciamo trovato riscontro, cioè effettivamente il Collegio non voleva, non intendeva liquidare i 24 milioni di euro?

CALAFIORE - Guardi, lui diceva che... Allora, lui lì mi disse che fino a 7/10 milioni non ci sarebbero stati problemi ma con quella cifra era impossibile e cose varie, poi io dico, lei mi sta facendo sovvenire delle cose che adesso preciso, siamo al 18 giugno 2014, quindi c'è questo problema diciamo con questo discorso della quantificazione, lui dice che su questo punto diciamo, lui diceva che il Giudice non si trovava su questa linea, che c'erano problemi all'interno del Collegio, succede tutta questa storia, poi il consulente viene chiamato per chiarimenti e questa diciamo sentenza va in riserva. Lui chiaramente mi diceva "l'operazione te l'ho già fatta perché tu mi hai pagato per il nome del consulente, io il consulente te l'ho fatto nominare ... però lui aveva una pretesa che, alla fine della partita, lui aveva una parte che doveva andare a lui, quindi sostanzialmente lui era all'interno anche della partita futura il Caruso...

FAVA - Ah, quindi una parte diciamo dei 24 milioni erano per il Caruso?

CALAFIORE - Sì.

FAVA - Ma solo per il Caruso o anche per il Giudice?

CALAFIORE - No anche per Amara, cioè nel senso che anche Amara aveva un interesse ...

FAVA - Questo era intuibile, no, no, mi riferivo diciamo all'eventuale partecipazione anche del Giudice.

CALAFIORE - Lui rappresentava, lui diceva di rappresentare ...

FAVA - Ecco, quindi lui diceva che... E quanto ammontava la quota...

CALAFIORE - Non mi ricordo ...

FAVA -... La percentuale diciamo...

CALAFIORE - Guardi, questo non me lo ricordo, non me lo ricordo quanto poteva essere la percentuale.

FAVA - Quindi l'accordo era abbiamo detto 20 / l 5 e l 5...

CALAFIORE - Sì per la nomina...

FAVA - Per le nomine e in più c'era l'accordo anche una quota parte dell’importo del risarcimento?

CALAFIORE - Sì, sì.

FAVA - E non ricorda a quanto ammontava diciamo?

CALAFIORE - No, non me lo ricordo questo, cioè lui ha voluto essere promesso questo per andare avanti, per questo si è interessato, lui il Caruso ha voluto essere promesso questo e quindi...

FAVA - Cioè lui dice, fino a 7/8/10 milioni ci arriviamo, però oltre non andiamo...

CALAFIORE - Sì, no, poi cosa succede … mi sovviene che nel luglio del 2015, quando accade questa storia e va in riserva, mi ricordo una cosa stranissima, ad agosto mi fece scendere a Roma, io ero in Sicilia, mi fece scendere a Roma, disse che mi doveva parlare urgentemente, lui c'aveva Wickr con l'acronimo "minchia 69'', mi scrisse e mi disse che dovevo scendere a Roma urgentemente e lì mi disse che c'erano problematiche, ribadendomi che c'erano problematiche, che c'erano casini sulla questione del risarcimento, lui mi disse che si doveva anche ... Che io gli avrei... Mi chiese altri soldi che io chiaramente non gli diedi e mi disse sostanzialmente che lui aveva bisogno anche di altri soldi perché c'era da coinvolgere qualcun altro. Se io non gli avessi dato quei soldi, sostanzialmente ci sarebbe stato diciamo... Lui temeva addirittura un effetto punitivo della sentenza. Io Dottore soldi non gliene ho dati, io tornai, dissi ad Amara “io a questo lo scanno" cioè mi viene a fare l'estorsione, non esiste, questo è un pazzo. Quindi mi ero molto incazzato. Lui disse ''ma va beh, lascialo perdere, lasciamo perdere le cose come stanno''. Poi uscì la sentenza, due milioni e 800 mila euro, dico uno si va a fare i calcoli, anche un bambino si rende conto che lì i danni sono ben maggiori, a meno di non dover pensare che poi, a distanza di due anni, il Giudice dell'Ordine (incomprensibile) di Milano, io ero in carcere, ha liquidato sette milioni su due criteri, quelli di Pace erano sei criteri non due, quello ha liquidato sette milioni su due criteri, altro che effetto punitivo, c'era anche questa... Mi aveva chiesto altri soldi, voleva anche altri soldi. …..

GIUDICE - Quando è stato sostituito poi il consulente Pace...

CALAFIORE - No, io ho detto, successivamente venne sostituito, io mi ricordo che ero in carcere e praticamente, per dirle che sostanzialmente, per spiegarle che quello...

FAVA- Con un altro C.T.U ....

CALAFIORE - Sì, fu una questione punitiva, perché addirittura lui mi aveva chiesto anche altri soldi oltre a quelli che gli avevo dato...

FAVA - Ecco, quindi lei ricollega il risarcimento limitato ai due milioni e otto a questa ulteriore richiesta di denaro che lei non ha...

CALAFIORE - No, non avevo dato.

USQUE TANDEM?