P. Ficara M5S: “Abbiamo portato il numero degli ettari per la provincia aretusea a 700. Ma io ho la convinzione che la Regione possa fare di più”

 

Si aggrava il debito della Regione Sicilia e si scoprono nuovi buchi che vanno ad assommarsi agli 8 mld già accertati. Un bilancio disastrato che non consente alcuna seria programmazione per lo sviluppo della Regione. Non resta che guardare così alle poche possibilità che si prospettano e tra queste l’istituzione delle ZES, zone economiche speciali, salutate mediaticamente come un toccasana. La prospettiva era/è/dovrebbe essere quella di una disponibilità in tre anni per il Mezzogiorno di 250 milioni di euro per agevolazioni di cui 50 da destinare alla Sicilia. Ne abbiamo parlato con il deputato siracusano 5Stelle Paolo Ficara.

Deputato (i 5Stelle non amano il titolo di “onorevole”) Ficara, per accedere ai fondi entrando in una graduatoria era necessario presentare un progetto. I comuni avevano 30 giorni di tempo per rispondere, in modo da arrivare al 25 settembre puntuali con la data fissata dall’ex ministro Barbara Lezzi. Questo è quello che veniva detto dal presidente Musumeci. Adesso che cambia il governo come andrà a finire, cioè Conte ha firmato per la Sicilia? Quale scadenza c’è?

Le Zes sono un importantissimo strumento di crescita per il Mezzogiorno, specie per quelle realtà che insistono nei pressi di strategici scali portuali e proprio attorno a questi possono far crescere aziende ed imprese. E questo vale soprattutto per la Sicilia ed in particolar modo è una grande occasione per la Sicilia orientale e la provincia di Siracusa. Ne siamo ben consapevoli, e per questo non vogliamo correre il rischio di vedere la nostra provincia tagliata fuori da una preziosa occasione di traino per attività e servizi. Barbara Lezzi, nel suo ruolo di ministro per il Sud, ha seguito fin dall'inizio l'iter per la formazione delle proposte da parte delle Regioni. Ha fornito loro assistenza e, quando necessario, ha pungolato chi rischiava di rimanere indietro. Speriamo che il nuovo ministro Provenzano, siciliano, prosegua sulla strada tracciata. I soggetti attuatori sono infatti le Regioni, che hanno il compito di elaborare delle proposte che poi dovranno avere il vaglio e l'approvazione finale da parte del governo centrale. Con i colleghi del M5S, nazionali e regionali, e con il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, abbiamo cercato di seguire da vicino il percorso avviato dalla Regione per tutelare la provincia siracusana da scelte e manovre già viste anche nel recente passato. Oltre Catania e Palermo c'è di più, sempre nel bene e nell'interesse della Sicilia tutta. I Comuni hanno già inviato le proposte per l'inclusione delle proprie aree all'interno delle poche centinaia di ettari, a fronte di 1.600 per la provincia di Catania. Assurdo destinare così pochi ettari ad un retro-porto come quello di Augusta, porto core della rete ten-t europea, uno dei principali scali del Mediterraneo e dall'enorme potenziale di sviluppo ancora non espresso appieno. Ci siamo impuntati e siamo riusciti a portare il numero degli ettari per la provincia aretusea a 700. Ma io ho la convinzione che la Regione possa fare di più, se vogliamo dare una possibilità di sviluppo e riconversione concreta ad una delle aree più martoriate dell'intero territorio nazionale. Nei prossimi giorni la proposta sarà definita e poi inviata al governo centrale per la firma. Seguiremo anche questi ultimi passi con la massima attenzione.

Come si sono mossi i Comuni interessati e quello di Siracusa? Con la ZES si potranno attivare le bonifiche?

Il discorso delle bonifiche e dell'area SIN è cruciale. Inizialmente si diceva che la Regione volesse escluderle e sarebbe stato penalizzante in maniera enorme e spropositata soprattutto per la provincia di Siracusa. In questi casi si dice 'oltre il danno, la beffa'. Per questo motivo avevamo coinvolto direttamente l'ex ministro Lezzi, la quale ci aveva rassicurato che la ratio della legge non ne prevedeva l'esclusione e che anzi le Zes potevano essere un'ulteriore occasione per avviare quelle bonifiche tanto attese. Proprio nel Decreto Crescita fu approvato dal governo un ordine del giorno che faceva chiarezza su questo punto e, forse anche grazie a questo lavoro, la Regione è dovuta tornare sui suoi passi. Per quanto riguarda i Comuni, quello di Siracusa ha già inviato le proposte di inserimento delle aree, speriamo abbiano scelto bene.

Sentirete a breve il nuovo ministro per il sud, da siciliano cosa ha in mente per il nostro territorio?

Mi dispiace molto che l'ex ministro Lezzi non sia stata riconfermata. A mio giudizio stava portando avanti un ottimo lavoro, soprattutto nell'aiutare le regioni del Sud a raggiungere gli obiettivi di spesa dei fondi europei. E stavamo anche lavorando in sinergia alla nuova programmazione europea 21/27. Non conosco ancora il nuovo ministro, in quota Pd, ma da vicepresidente dello Svimez sono sicuro che sarà attento ai bisogni e alle necessità del Meridione e della Sicilia. Proprio lo Svimez, in fondo, promuove lo studio delle condizioni economiche del Mezzogiorno per individuare e creare percorsi che possano favorire lo sviluppo delle attività industriali. Spero si possa lavorare bene insieme. Ad esempio da conoscitore dei problemi del sud avrà idee per nuovi investimenti in questa zona industriale? Il 90% del volume totale del commercio internazionale è realizzato attraverso la navigazione marittima e numerosi studi hanno dimostrato che la diminuzione del tasso di trasporto abbassa i costi. Paradossalmente le merci che attraversano il canale di Suez non si fermano nel primo porto europeo che è Augusta ma proseguono per tutto il Mediterraneo, attraversano lo stretto di Gibilterra per sbarcare nei porti olandesi e del Mare del Nord in quanto la tempistica e la qualità del servizio è presente solo in tali grandi infrastrutture, dotate di sistemi di infomobilità e digitalizzazione all’avanguardia. Il paradosso è che dopo, via terra, ritornano in Italia, nell’area balcanica e in altri settori del Mediterraneo. Non penso di essere un folle sognatore se immagino che la nostra zona industriale, sviluppatasi negli anni ‘70, possa gradualmente essere riconvertita con un progressivo sviluppo delle attività che ruotano attraverso gli scali portuali, Augusta ma anche Siracusa. In un periodo in cui si parla di via della seta, dobbiamo tenere presente che l’attrattività dei porti italiani, soprattutto di quelli siciliani, dipende quindi dalla capacità di fornire servizi ed efficienza. Immagino quindi che nel nostro territorio possano svilupparsi sistemi intelligenti di certificazione e tracciabilità delle merci per garantire la sicurezza dei prodotti che vengono poi immessi nel mercato europeo. Tutto questo è assolutamente compatibile integrando vari strumenti di stimolo dell’economia, come le zone franche doganali «Free Zone», molto apprezzate dai player mondiali, e le stesse ZES. Il nostro territorio potrebbe diventare un grande gate, una grande porta di ingresso, che attraverso nuove soluzioni di gestione intelligente consenta la tracciabilità ed infomobilità delle merci, la digitalizzazione ed impiego dei big-data per l’inventario delle merci e controlli di qualità. Merci che poi potranno prendere la strada del resto d’Europa raggiungendo gli altri porti italiani o europei.

Un’altra possibilità di sviluppo è data dal “Patto per il sud”: 200 milioni per la provincia per manutenzione strade, infrastrutture, pubblici uffici, ecc., ma dopo la partenza nel 2016, è stato speso meno del 3%. Che ne pensa?

Il Patto per il Sud, nato sotto il governo Renzi, si è rivelato un fallimento. Le somme copiose, infatti, non sono state trasformate in opere o in interventi reali. I passaggi burocratici si sono spesso rivelati infiniti. Bene i controlli, le letture, le valutazioni e le autorizzazioni ma c'è stato un eccesso. Per quanto riguarda lo stato delle nostre strade provinciali, ed in generale delle infrastrutture siciliane, nei precedenti 14 mesi siamo riusciti a portare il ministro Toninelli più volte in Sicilia, gli abbiamo mostrato dal vivo lo stato pietoso della viabilità provinciale ed eravamo arrivati alla nomina di un commissario straordinario. Poi il colpo di sole della Lega ha bloccato tutto. E dire che in realtà la somma disponibile, considerando le altre linee di finanziamento, eccede i 200 milioni. Ma qui c'è il paradosso: dove magari ci sono le risorse, mancano poi le figure professionali che servono per portare avanti i progetti. E tante buone idee rimangono sulla carta, nonostante ci siano i soldi da spendere. Dalla De Micheli ci aspettiamo una leale sponda per non far tornare il tema della viabilità provinciale siciliana nel dimenticatoio. È un fatto che in 14 mesi abbiamo sbloccato l'iter per la costruzione della Ragusa-Catania evitando una nuova Siracusa-Gela, disvelato tutte le inadempienze del Consorzio Autostrade Siciliane, avviato i lavori della fermata a Bicocca per i treni da e per l’aeroporto di Catania e portato a conclusione l'infinito iter autorizzativo per i lavori sul ponte Cassibile. Il lavoro continua con un pressing costante per il completamento della velocizzazione della tratta ferroviaria Siracusa-Catania, con le pungolature ai comuni siracusani per sfruttare bene le risorse messe a disposizione e incentivare, ad esempio, la mobilità sostenibile.