Lo scorso 11 agosto una spedizione congiunta della Sezione Ambiente e Ricerca Scientifica della Repubblica dell’Isola dei Cani, col supporto tecnico-logistico dell’Arcipelago della Caninesia, ha stazionato per alcune ore nelle acque limitrofe a quelle di Siracusa effettuando delle operazioni di rilevante interesse riguardanti l’individuazione di una nuova specie marina aliena ritenuta pericolosa. Sui contenuti dell’iniziativa è stato diramato il seguente comunicato.

 

Noi rappresentanti della Repubblica dell’Isola dei Cani e dell’Arcipelago della Caninesia, da sempre sensibili e attivi nella difesa dell’ambiente con particolare attenzione alla salvaguardia degli ecosistemi marini, esprimiamo grande preoccupazione per l’avvistamento nelle acque che bagnano le coste italiane e quelle limitrofe, comprese le nostre, dell’ennesima specie aliena (che con ET non c’entra una beata mazza) pericolosa e molto invasiva: l’Oloturia Legaiola. La nostra presenza davanti all’Isola dei Cani - simbolo di democrazia, indipendenza, uguaglianza e fratellanza tra i popoli, ma anche scrigno di biodiversità naturale - rappresenta l’avvio di una campagna di sensibilizzazione sulle perniciose conseguenze che può scatenare il proliferare dell’Oloturia Legaiola in un qualsiasi ecosistema.

SCHEDA - Diversamente dalle più note specie di Holothuroidea - comunemente conosciute come “cetrioli di mare” (altresì “minchia di mare” nel colorito linguaggio dei nostri arcipelaghi) - che svolgono funzioni importanti nell’ambito della biodiversità marina, tanto da essere diventate specie protette, le Oloturie Legaiole non servono assolutamente a nulla se non a sé medesime. Nei decenni scorsi - anche a causa dei cambiamenti climaticoberlusconiani e del disfacimento delle calotte craniche di molti italiani – le Oloturie Legaiole dai rigagnoli secondari del fiume Po, loro habitat naturale, cominciarono a spargersi in altre direzioni; ma solo da pochissimo tempo sembra accresciuta la loro presenza nei mari del sud Italia, complice due diffuse specie autoctone: il Sautafòssi e l’Ammuccalapùni con cui l’Oloturia Legaiola sta entrando in simbiosi. Nella sua forma più recente l’Oloturia Legaiola è munita di spine velenose le cui punture sono letali per la presenza di determinate ghiandole propagatrici di odio, che l’assimila non certo agli innocui cetriolini-minchia di mare bensì a specie neo aliene marine come il Pesce Scorpione o agli ancor più pericolosi Scorpioni di terra a due gambe.