Dopo lo scandalo dello svuotamento di loculi che venivano venduti all’insaputa dei proprietari, un’altra vicenda che inquieta

 

La Civetta di Minerva, 4 maggio 2019

Scrivemmo qualche anno fa della condizione terrificante in cui versa il cimitero di Siracusa. Emersero situazioni assimilabili ad un cimitero del terzo mondo: loculi in affitto per 600 euro l’anno, intere cappelle nelle quali in maniera occulta si celano salme estranee ai proprietari delle stesse. Una in particolare svetta col nome del titolare, peccato però che i loculi interni sono tutti liberi! Bisogna girare dietro la cappella per trovare le lapidi degli occupanti, tutti estranei rispetto al proprietario. Pasquale B… Ancora, la cappella svuotata dalle bare per fare posto a nuove salme. Le povere ossa rimaste messe nei sacchi neri di spazzatura e buttate dentro l’ossario. Fotografammo i loculi svuotati: le lapidi avevano ancora i nomi dei defunti che prima occupavano legittimamente la loro ultima, o meglio penultima casa.

Per quella nostra inchiesta furono rimossi il direttore David, la funzionaria Magliocco e il vigile sanitario Ventura.

Ma oggi? Già la scorsa amministrazione Garozzo tentò di mettere un po’ d’ordine. Un censimento delle imprese operanti all’interno fu il primo intervento municipale. Rispetto al passato fu un segnale forte, ma dopo i primi interventi tutto è tornato come prima. I morti non votano. Questa banalità può aiutarci a comprendere annose incurie. A partire dall’area antistante il cimitero, è possibile valutare l’estrema noncuranza istituzionale. Il rigattiere accanto al confine del cimitero, ad esempio, utilizza il campo al confine come deposito.

È vero che i fioristi hanno dovuto ridimensionare le loro aree di competenza, ma prendersi cura degli spazi antistanti, con un manto erboso, quanti milioni di euro richiederebbe? Il verde pubblico dato in appalto prevede la cura del cimitero, quindi è già stato pagato dal Comune di Siracusa.

Le ultime notizie hanno denunciato il proliferare di scempio dentro il Campo Santo. Decine di lapidi infrante. Decine di vasi di fiori adiacenti i loculi completamente devastati. Perché? Vandalismo? A pensar male talora ci si azzecca, e non c’è dubbio che al danno dovrà far seguito un’attività di restauro che può interessare alcune imprese.

Ci rendiamo conto delle complessità gestionali, ma non abbiamo i prosciutti negli occhi. Abbiamo trattato a suo tempo delle condizioni del campo nel quale vengano tumulate le salme dei defunti privi di un loculo. Una realtà che durante gli autunni piovosi mostra tutta la propria drammaticità. Gli scoli non ingabbiati producono veri scavi attorno ai cumuli di terra. Abbiamo testimonianze di lavoratori, abbiamo le foto di ossa che dopo gli allagamenti tornano in superficie. Ma siamo in Europa? Questa è una città civile?