“Per evitare la fuga dei cervelli post laurea, li pre-assumono già al secondo anno di Ingegneria”. “Nel territorio subiamo l’emigrazione di figure strategiche”

 

 

La Civetta di Minerva, 20 aprile 2019

Diminuire la separazione delle opportunità e abbattere il gap tra Nord e Sud è possibile se si lavora in modo unitario e ci si rende davvero conto che dalla scuola e dalla cultura nasce il cambiamento.

Il Dirigente scolastico Antonio Ferrarini dell’Istituto Fermi di Siracusa ci spiega: “Sia i distretti tecnologici meno avanzati che quelli più avanzati si sono resi conto che la cosiddetta rivoluzione 4.0, cioè la rivoluzione digitale, accorcia i tempi e rende tutto più rapido. I tempi della formazione sono diventati fondamentali e le imprese, per rispondere alla competitività, hanno bisogno di sostituire figure classiche con figure in ruoli Stem (acronimo che si riferisce alle discipline accademiche della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica) che risultano strategiche. Questo comporta una rimodulazione e ricomposizione della tipologia delle risorse del personale e del substrato delle competenze generali di un paese. Dunque, mentre nei distretti tecnologici più avanzati, sia d'Europa che degli Stati Uniti, è diventato normale puntare sulla valorizzazione delle figure Stem, in alcuni distretti in notevole ritardo e dunque destinati ad attività produttive di risulta o fuori produzione, non solo si perdono posti di lavoro a causa della delocalizzazione e bassa qualifica ma anche, come nell’Italia meridionale e in Sicilia, si espellono le figure Stem in maniera più drammatica e più veloce di quante se ne trattengano. Dunque nelle nostre realtà subiamo non solo una fuga di cervelli ma di figure strategiche”.

Un dato drammatico che ha visto due intere generazioni abbandonare, spesso nella necessità e non per scelta, la propria terra natìa per approdi lavorativi più certi. “Così le imprese, anche locali, che vogliono investire – aggiunge il Dirigente - non trovano figure di alta professionalità e competenza e i numerosi finanziamenti a disposizione delle aziende restano al palo perchè il core business dell'impresa risulta privo della figura fondamentale: appunto una figura Stem. Dall’istituto Fermi di Siracusa ad esempio escono allievi qualificati che per il 60% scelgono la facoltà di Ingegneria (meccanica, meccatronica, informatica solo per citarne alcune) che non mettono la loro professionalità e competenza al servizio del territorio ma vanno via, spesso per necessità.

Le aziende anche locali che cercano figure qualificate sono in forte difficoltà e negli ultimi anni le imprese pre-assumono al secondo anno dell'ingegneria per poterle intercettare prima dell’uscita dal mondo universitario”. Così le aziende stanno cominciando a ipotizzare di intercettare la creatività e il talento all'origine, cioè nelle scuole. Questo tipo di intercettazione, codificata dall’Unione Europea, è presente nel Jobs Act dal 2015: si tratta dell'apprendistato ma in forma completamente differente al passato perché pensato per i distretti migliori della Germania, Francia, Danimarca, Olanda. Se nel passato la formazione doveva essere realizzata in un’aula formativa specificatamente predisposta dall’azienda e dunque limitativa per tutte le piccole medie imprese, le nuove disposizioni prevedono invece che l’apprendistato debba essere realizzato sia in aule formative sia on the job.

Per una volta la Sicilia fa storia: non solo ha percepito la normativa in modo corretto senza modificarla ma ha finanziato l’apprendistato con sgravi contributivi che i giovani portano con sé, in qualunque azienda vadano, per tre anni supportando così anche le piccole e medie imprese che vogliono davvero contribuire al rilancio del territorio. “Col Jobs act - continua Ferrarini - diventa per le Università vincolante creare dei tavoli con il sistema di istruzione e formazione per concordare attività e strategie organiche per sistematizzare l'apprendistato coinvolgendo tutti gli enti del territorio e le imprese. L'idea è quella di creare un patto tra mondo del lavoro, della scuola e della ricerca trovando un punto di incontro in cui tutti vincono facendo sistema, migliorando il territorio, fermando la fuga dei cervelli ma nello stesso tempo innalzando le competenze del territorio, intercettando i ragazzi di talento sin dalla scuola ed impegnando l'università a proseguire in un percorso sugli stessi ragazzi di talento affinchè possano scegliere liberamente se restare nel proprio territorio sia per gli studi che per le scelte lavorative.

Le aziende in tal modo riducono i costi di formazione, fidelizzano gli Stem, seguono i giovani già nel percorso scolastico ed universitario, intercettano la creatività all'origine e godono degli sgravi fiscali che ogni singolo apprendista per tre anni porta all’azienda. Questa logica crea un travaso di cognitività e riduce il divario di competenze tra i nostri giovani del Paese. L’apprendistato rappresenta lo strumento fondamentale: i giovani hanno la certezza di poter proseguire gli studi universitari mantenendo l’assunzione nell’ azienda in cui hanno avviato l’apprendistato o in altre imprese che richiedono le stesse competenze”.

Confindustria sta mettendo insieme Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro), Miur, assessorato regionale ed università di Catania per un protocollo in cui tutti partecipano alla realizzazione dell’apprendistato di talento e la nostra realtà sarà la prima in tutta Italia. Intanto il primo step è già partito al Fermi: sono stati attivati quattro apprendistati, due con ragazzi Stem del quarto anno del diurno, inseriti in imprese ad alta tecnologia e con l’impegno dell’impresa di supportarli anche nel percorso universitario; altre due figure frequentano invece il percorso serale e, attraverso la fase di riqualificazione e recupero da Neet, stanno già operando nell’ambito Stem in apprendistato.

Dunque non solo è possibile il recupero dei Neet - spiega Ferrarini - ma diventa strategico riqualificare le proprie competenze attraverso le Stem a tutti coloro che hanno diplomi meno spendibili per rispondere alle esigenze lavorative. Ebbene molte scuole di Siracusa stanno creando questi collegamenti di sistema che sono una vera opportunità e l’apprendistato ne diviene un punto di forza: verranno intercettati ragazzi di tutte le formazioni scolastiche che dovranno essere messi nelle condizioni di scegliere se portare fuori le proprie competenze o restare nella propria terra”. E magari con una concertazione efficiente potremo assistere al rilancio culturale della nostra terra.