Ha riscosso successo presso gli studenti il Certamen organizzato dalla Biblioteca diocesana di Ragusa. “E’ stato bello leggere l’emozione nei volti dei quaranta giovani partecipanti”

 

La Civetta di Minerva, 9 marzo 2019

Il 25 febbraio scorso si è svolta la prima edizione del “Certamen Augustinianum Ragusiense”, evento promosso dalla Biblioteca diocesana “Mons. Francesco Pennisi” diretta da Don Giuseppe Di Corrado.

I partecipanti – ragazzi dei Licei classici di Ragusa, Vittoria e Comiso, oltre ad alcuni alunni del Liceo scientifico di Vittoria –, ospitati nella Sala del Fondo antico della biblioteca, si sono cimentati nella traduzione di un brano dal latino in italiano, incentrato sull’amicizia e tratto dalle fonti agostiniane: proprio al grande Agostino, di cui la biblioteca possiede l’Opera omnia, è dedicato il certame, apprezzato da dirigenti scolastici e docenti di lingua latina.

Ne parliamo con Gianluca Vindigni, componente del comitato scientifico della Biblioteca diocesana, che ha scelto la figura di Sant’Agostino, trait d’union fra la teologia e lo studio del latino.

Come è nata l'idea del Certamen?

Circa un anno fa, dopo che fui inserito, per scelta del Direttore Sac. Dott. Giuseppe Di Corrado, nel comitato scientifico della biblioteca Diocesana “Mons. F. Pennisi” di Ragusa, durante una riunione, mentre si parlava di come render nota a quante più persone possibili la biblioteca (soprattutto ai giovani), mi venne in mente di proporre al comitato e al direttore un Certamen di lingua latina, un evento innovativo per una biblioteca – considerando che la maggior parte dei Certamina si tiene nelle scuole – che potesse coinvolgere quanti più giovani studenti possibili. L'idea da me proposta fu subito approvata unanimamente, ma occorreva selezionare autore e tema: fu così che mi venne in mente di proporre la figura di Aurelio Agostino D'Ippona (meglio noto come Sant'Agostino), poiché è un autore in grado di unire le tematiche teologiche, che rispondono bene ai canoni della diocesi, ad argomenti come l'amicizia, il tempo, l'amore e così via che trovano pieno riscontro in autori classici come Cicerone, Seneca, Ovidio, Catullo, Properzio… Tra l’altro Agostino per sintassi risulta molto ciceroniano, il che permette ai giovani un approccio quasi immediato al testo. Fu così che nacque il Certamen Augustinianum Ragusiense, che in questa editio prima ha raccolto ben quaranta iscritti provenienti dai licei classici e scientifici di Vittoria, Comiso e Ragusa. Per la commissione di valutazione, infine, da me presieduta per scelta del direttore della biblioteca, abbiamo chiamato due professori veterani in quiescenza rispettivamente di Vittoria e di Ragusa: si tratta della prof.ssa Maria Teresa Millefiori e del prof. Gaetano Cosentini.

Quale brano è stato scelto per la traduzione?

Un brano delle Confessiones, che narrava della morte di un caro amico di Agostino. Questo tema è stato appositamente scelto per permettere agli studenti partecipanti, delle classi quarte e quinte, di trovare riferimenti e riscontri con un Cicerone e con un Seneca. Di fatti, oltre alla traduzione del testo, il Certamen prevedeva due commenti: uno letterario e uno grammaticale.

Parlando con dirigenti e docenti avrai potuto tastare il polso della situazione... il latino è ancora apprezzato nelle scuole o sentito come un’imposizione inutile?

L’impatto coi docenti e coi dirigenti è stato sensazionale. Ci siamo tutti quanti sentiti stimati e apprezzati giacché l'iniziativa è stata accolta favorevolmente e in maniera immediata. Oltre alla gentilezza e alla disponibilità dei docenti e dei dirigenti, è stato bello poter leggere l’entusiasmo e l’emozione nei volti dei giovani studenti partecipanti, un chiaro indice del fatto che in provincia si sentiva il bisogno di una simile iniziativa culturale. Di fatti, il numero di ben quaranta iscritti (ingente per un’edizione di tiratura diocesana) parla chiaro: c'è stato entusiasmo e partecipazione. E il nostro obiettivo, oltre a quello di far conoscere la biblioteca, era anche questo, ovvero stimolare i giovani verso lo studio delle lingue classiche (in questo caso del latino) tramite la conoscenza di qualche autore meno canonico come Aurelio Agostino D’Ippona, che per questioni di tempistiche non si arriva a studiare nei licei.

Cosa proporresti per far amare il latino alle nuove generazioni distratte dalle nuove tecnologie e dallo studio di altre lingue?

Io credo fermamente che la tecnologia o lo studio di altre lingue non blocchino gli studenti verso la passione e verso lo studio del latino, anche perché io stesso sono nato nell'era della tecnologia, di internet, di Facebook, eppure ho sempre amato il latino, sin da quando avevo quindici anni e frequentavo ancora il liceo scientifico “S. Cannizzaro” di Vittoria. Un liceo diverso però, molto diverso da quello di oggi. Penso che siano altri gli elementi che oggigiorno non permettano di approfondire come anni fa lo studio del latino e che dunque ne limitino l'interessamento da parte degli studenti, per esempio la diminuzione delle ore allo Scientifico o l'impegno dell'alternanza scuola-lavoro, che occupa molto docenti e studenti. Quando frequentai io lo Scientifico arrivammo a spiegare persino i congiuntivi indipendenti, eravamo pienamente in grado di competere coi cugini del Classico, mentre oggi si fanno molti meno argomenti. Ma chiaramente la colpa non è né dei docenti né dei ragazzi, ma di tutto il sistema, che ha sottratto parecchie ore alla didattica. Poi ci saranno ugualmente, per carità, quei docenti che riescono a farsi bastare le poche ore a disposizione e che si tirano ugualmente gli studenti verso un vasto programma. Ma ciò comporta un duplice sforzo sia per i professori che per gli studenti. Per stimolare le nuove generazioni verso l’amore del latino io propongo solo di lasciarsi appassionare, di farsi trascinare, di non considerarla una lingua morta (perché di fatti non lo è) e di seguire senza timore le proprie inclinazioni, sebbene sia noto che viviamo in un'epoca dove le difficoltà dell'insegnamento sono enormi e sebbene questo, come mi è capitato di sentire, possa spesso dissuadere i giovani a intraprendere una carriera universitaria da classicisti.

Come e quando si svolgerà la premiazione?

La premiazione avrà luogo giorno 23 Marzo alle ore 17 presso la sala “Fondo antico” della biblioteca Diocesana, al termine di una conferenza tenuta dal direttore della biblioteca Sac. Dott. Giuseppe Di Corrado sulla figura dell’Ipponate. Vi saranno premi in denaro per i primi due classificati, oltre alle targhe, e qualche menzione di merito non remunerata per ulteriori studenti meritevoli, che, sebbene non abbiano raggiunto i vertici, si siano distinti ugualmente nello svolgimento del lavoro.

Vi sarà una seconda edizione l'anno prossimo? Se sì, cosa riserverà?

Avremo al cento per cento una seconda edizione poiché i quaranta iscritti di quest’anno sono un chiaro indice di interesse da parte di scuole e studenti, indice di interesse che ci porta a pensare di allargare la prossima edizione a livello regionale. Essa riserverà di sicuro un brano di Agostino ma incentrato su un altro tema: cercheremo di selezionarlo prima dell’inizio del prossimo anno accademico così da poter permettere ai vari licei interessati di cominciare i corsi di preparazione per gli studenti.