Eccesso di welfare, i quattromila ospiti hanno drenato cento milioni l’anno. Nella struttura ogni neo mamma ha avuto corredino, scaldavivande, carrozzina, passeggino e ovetto, per tutti corsi di decoupage e di danza moderna, persino l’aria condizionata negli alloggi: ben più degli italiani poveri

 

La Civetta di Minerva, 9 marzo 2019

Nell'ambito dell'accoglienza immigrati, se non si è vissuto il Cara di Mineo è come se non si sia vissuto il fenomeno. La prima impressione è quella di vivere sul set cinematografico di Truman show. Le abitazioni, il prato verde, i servizi sociali, la guardia medica, gli avvocati, a radio privata, i servizi fotografici e le feste di compleanno. Aggiungi il servizio navetta gratuito per Catania e Mineo e il gioco è fatto. 

Se a qualunque migrante avessero detto durante il viaggio che a Mineo ogni neo mamma avrebbe avuto corredino, scaldavivande, carrozzina, passeggino e ovetto, avrebbe pensato a uno scherzo. Lo stesso per i corsi di decoupage o di danza moderna. Questo è ciò che per sette anni, dal marzo 2011 al 30 settembre 2018, ha offerto il Cara di Mineo. Ogni ospite ricoverato in ospedale veniva affiancato una volta al giorno da uno psicologo, un assistente sociale, un mediatore culturale e un operatore e da un immancabile autista. Ovviamente questo ha fatto sì che le organizzazioni internazionali in visita presso il Cara di Mineo fossero estremamente impressionate del lavoro svolto in struttura. Inutile sottolineare la curiosità suscitata dalla estrema qualità dei servizi offerti dal Cara, che - non ci stancheremo mai di affermarlo - è un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Arrivato ad ospitare fino a 4500 persone, ai tempi di Odevaine, il centro è stato oggetto di rivolte e devastazioni benché le gestioni succedutesi si sforzassero di dare ogni genere di conforto. Insomma, oltre l'aria condizionata in camera che vuoi dare di più?

Dove si è allora prodotto il corto circuito ideologico creato dalla guerra dei poveri? Immaginare che una comunità di quattromila ospiti costasse, tra costi diretti e indiretti, fino a 100 milioni di euro annui, e che per contro i comuni, le province e le regioni italiane per le liste dei poveri cittadini italiani non riuscissero a garantire il minimo indispensabile, è stata una vera iniquità. Non puoi nemmeno parlare a chi ti chiede il contributo abitativo di diversità dei capitoli di spesa o di origine diversa della provenienza dei fondi. Magari sono state queste disparità di trattamento tra i cittadini italiani e quelli stranieri ad aver in qualche modo avvelenato gli animi. 

I dati ufficiali indicano un notevole sforzo compiuto dall'ex ministro Minniti nella revisione delle politiche immigratorie, questo ad indicare che non è l'accoglienza dissennata a poter rispondere al bisogno di speranza che arriva dall'Africa e dall'Asia. Se il 40 per cento soltanto dei richiedenti asilo ottiene lo status di rifugiato, è assolutamente certo che la maggioranza dei dinegati saranno condannati alla clandestinità. Voglio provocare il lettore: volete questa accoglienza?

Dal Cara di Mineo, ultimo rapporto.