La Corte di Cassazione penale ha confermato la condanna inflitta dal tribunale di Messina a un amministratore che aveva affisso nell'atrio un documento con nomi e cifre

 

La Civetta di Minerva, 23 febbraio 2019

Può succedere a tutti, ogni tanto, di "saltare" una rata... E mentre sono famose alcune zone d'Italia in cui regolarmente si "salta" la rata di assicurazione dell'auto, è più frequente, e diffusa in tutto il territorio nazionale, l'abitudine di non versare con regolarità all'amministratore le quote condominiali. Generalmente accade che i condomini paghino, poi, due o tre rate in una, saldando la morosità senza grave danno per nessuno.

Accade, pure, che qualche condomino ritenga, invece, più carino vivere sulle spalle degli altri e dunque omette per mesi e mesi, a volte anche per anni, di versare alcunché all'amministratore, e continuare a godere, comunque, di ascensore, pulizia, luce della scala, acqua e quant'altro. Ne consegue una grave morosità, che ogni mese diviene sempre più difficile da sanare e che rende infine l'amministrazione del condominio particolarmente gravosa.

In quelle situazioni, gli amministratori cominciano ad essere costretti a pagare le bollette condominiali con le more per i ritardi; scarseggiano i servizi comuni come le pulizie delle scale, o l'abbellimento degli androni, non si sostituisce più lo zerbino consunto o le lampadine fulminate. Nei casi più gravi, poi, l'intero condominio diviene a sua volta moroso nel pagamento delle polizze di assicurazione, nella manutenzione degli ascensori, nel saldo delle bollette dei consumi idrici, addirittura nel pagamento degli oneri ai portieri.

Per fare fronte ad una situazione di questo tipo, l'amministratore di un condominio della provincia di Messina ha pensato bene di rendere pubblico l'elenco dei condomini morosi, svergognandoli. Tuttavia, questo non si può fare.

La Corte di Cassazione penale, con la sentenza n. 4364/2012 8del 12/12/2012, ha confermato la condanna per diffamazione inflitta dal tribunale di Messina a un amministratore che aveva affisso nell'atrio un documento in cui indicava i residenti riferendosi alla loro "persistenza del debito" e specificando l'entità della cifra.

Tale decisione esprime la messa al bando della 'gogna' per gli inquilini morosi.

La difesa dell'amministratore era stata veramente interessante: si era fondata sulla finalità di dare un'informazione celere rispetto all'interruzione del servizio idrico.

Tuttavia, la condotta dell'amministratore che appunto aveva affisso nell'atrio dell'edificio condominiale un avviso di imminente distacco della fornitura idrica a seguito dell'asserita persistenza del debito da parte di alcuni condomini (indicando, appunto, i nominativi dei condomini morosi con i relativi importi), è stata sanzionata con la condanna. Confermata, dunque, la sentenza emessa dal tribunale di Messina il 21 gennaio 2011

In siculo borbonico, credo che l'amministratore sarebbe stato indicato come cornuto e mazziato.