Paolo Italia (Flc Cgil): “Intonaci e solai che crollano, muffe, rete elettrica obsoleta, tetti da rifare, rubinetti che perdono…”, “A fronte dei 780 ATA part time in Italia, a Siracusa sono ben 144, primato (negativo) in Italia”

 

La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018

Si avvia a conclusione l’anno e con esso il triennio contrattuale 2016/2018 sottoscritto dai sindacati maggiori quali la Flc Cgil della scuola poco più di 6 mesi fa. Adesso bisogna avviare la nuova fase ma il primo incontro col governo è stato caratterizzato da una fumata nera con la proposta di un aumento di 14 euro in busta paga che ha fatto infuriare i sindacati.

E se va male a livello nazionale la situazione sul territorio provinciale non brilla. “Dalla scuola dell’infanzia a salire – ci spiega Paolo Italia, segretario regionale della Flc Cgil - l’emergenza dispersione lascia le proprie cicatrici sul nostro territorio; la classe docente appare demotivata per la pochezza delle gratificazioni economiche ricevute e per quella che appare una grande emergenza salariale; costante risulta l’endemica crisi relativa agli organici del personale Ata, che conta solo in questo settore, a livello nazionale, una carenza di oltre 13.000 unità. Registriamo poi, la novità degli Ata a part time: proprio dalle parti nostre si ha la più alta percentuale nazionale con 144 unità nella sola provincia di Siracusa su 780 unità in totale in tutta Italia. Tali assistenti, neoassunti stabilmente dopo venti anni circa di precariato, grazie a una modalità di reclutamento quasi coercitiva, prendere o lasciare, hanno una retribuzione inferiore del 50% rispetto al passato periodo di precariato ove erano identificati come Co.Co.Co. e che va addirittura sotto la soglia del famoso reddito di cittadinanza attestandosi di fatto vicino ai 650,00 euro mensili. Ma è la carenza di collaboratori scolastici una tra le cause più frequenti di vive preoccupazioni per i Dirigenti scolastici: in più scuole, infatti, non si riesce a far funzionare negli orari previsti e con le modalità autorizzate del provveditorato neanche le ordinarie attività curriculari dei docenti e degli alunni. L’accoglienza e la vigilanza spesso restano delle buone pratiche non realizzabili ovunque".

E’ inoltre molto interessante l’analisi fornita dal segretario regionale sui dati OCSE relativi all’età dei docenti con la classe di insegnanti più vecchia a livello mondiale, ove il 62% dei nostri docenti ha più di 50 anni e i giovani professori tra i 27 e i 35enni sono invece rappresentati in percentuali irrisorie. “Senza contare – aggiunge Italia- che un reclutamento così confuso, tra GAE, GM, FIT, GRME, PAS, TFA (questo è il nuovo glossario che le varie riforme ci lasciano in dote) e le tante nomine con la nuova clausola rescissoria, hanno lasciato molte cattedre libere e sempre più frequentemente dovute anche all’esaurimento in qualche classe di concorso delle nostre graduatorie provinciali. Ovviamente molte criticità si allevierebbero con un allargamento in organico di diritto delle cattedre concesse solo con l’adeguamento alla situazione dell’organico di fatto. Penso alle centinaia di cattedre di sostegno gestite in tal maniera dal nostro Miur, fattore che consentirebbe anche il definitivo rientro di molti nostri docenti in servizio al nord sin dal 2015 per gli effetti della Legge 107”.

Ma Paolo Italia vuole entrare nel vivo della prima emergenza scolastica nazionale: la sicurezza nell’edilizia degli immobili dei nostri luoghi della conoscenza, tema dominante della sua relazione all’ultimo congresso provinciale della Flc Cgil. Intonaci che crollano, solai che precipitano, muffe, infiltrazioni, rubinetti che perdono, impianti elettrici obsoleti e non a norma, tetti e coperture da rifare, sembrerebbe un vero bollettino di guerra, ma questa è la triste fotografia dello stato degli edifici scolastici del nostro Paese. Scuole non sicure, non agibili, in territorio a elevato rischio sismico, fatiscenti e spesso con spazi esterni sporchi, poco curati e inaccessibili alle persone con disabilità. Finora gli interventi per la messa in sicurezza e la manutenzione degli edifici non sono stati altro che di tamponamento, infatti il problema della sicurezza dell’edilizia scolastica continua a rappresentare una vera e propria emergenza nazionale. Il segretario regionale snocciola tristi dati, diffusi da Cittadinanzattiva, che coinvolgono 10 regioni da Nord a Sud nelle quali, solo tra il 2017/2018, si sono registrati 58 episodi di crolli ai quali aggiungere l’ultimo che ha visto coinvolta una scuola di Solarino.

La storia si ripete anche per la Certificazione di Prevenzione Incendi. Ma a cosa sono dovute tali gravi inadempienze in questo settore? “Alla scarsità dei fondi – spiega il segretario regionale Flc Cgil - che gli enti locali, proprietari degli edifici, investono sugli edifici pubblici, prima fra tutti le scuole, che dovrebbero invece essere considerate elemento di punta per lo sviluppo del territorio con l’unico obiettivo della sicurezza di tutta la popolazione scolastica. Eppure, nonostante le continue segnalazioni dei dirigenti, le scuole siracusane sono per lo più abbandonate a se stesse e l’ente locale risulta del tutto latitante, soprattutto nella città di Siracusa.

“Ne sono stati un esempio le due segnalazioni inviate dal Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico Industriale Enrico Fermi di Siracusa che ha sottolineato le inadempienze degli enti preposti e le azioni di protesta degli alunni a cui sono seguiti i tanto invocati lavori; le segnalazioni da parte dell’Istituto di Istruzione Superiore Majorana di Avola in cui si è verificato il cedimento dei solai nei bagni, che ne ha decretato l’inagibilità, oltre ad un ammaloramento dei solai, infiltrazioni e muffe in tutto l’edificio, l’Istituto Superiore M. Bartolo di Pachino in cui è crollato un altro intonaco; il Liceo polivalente Quintiliano di Siracusa, dove la caduta di una porzione di intonaco in un’aula ha colpito due studentesse, una alla spalla e l’altra alla testa. In questo caso, dal momento che, sfortunatamente, è stato coinvolto qualcuno, l’intervento è stato tempestivo ed è stata verificata immediatamente la stabilità dell’edificio attraverso il coinvolgimento dell’ufficio del genio civile di Siracusa. Al XI Istituto Comprensivo di Via Asbesta di Siracusa è crollato un cancello dell’ingresso alla scuola: un episodio che poteva finire diversamente se si fosse verificato in orario di entrata o di uscita dell’istituto”.

Se aggiungiamo le piogge torrenziali delle ultime settimane la situazione risulta ancora più sconfortante. Ma in questo quadro desolante, c’è anche qualche notizia positiva: a Noto un’ala dello storico Matteo Raeli è stata ristrutturata e verrà, dopo quasi un decennio, presto riconsegnata. All’Istituto Melodia, sempre di Noto, gli studenti hanno trovato nuovi servizi igienici e le aule ritinteggiate. Completato anche il progetto della messa in sicurezza del plesso Canova sempre dell’Istituto Giuseppe Melodia. Anche a Ferla gli allievi e il personale godono di un edificio adeguato e restaurato secondo i più moderni criteri edilizi nel rispetto delle norme vigenti.

Spese insufficienti, procedure lunghe e farraginose, finanziamenti sporadici utili soltanto in una fase di emergenza e per singoli interventi, diminuzione di personale e risorse economiche. Queste le motivazioni rintracciate da Italia alle quali si aggiunge la disattenzione e disinteresse delle amministrazioni locali che, di certo prese da una miriade di altri problemi, dimenticano che il rilancio degli edifici pubblici può rappresentare in parte la chiave di volta per i lavoratori del settore edile e delle maestranze locali,  e che l’esecuzione di tali interventi potrebbero rappresentare una possibilità lavorativa, foriera di effetti benefici di cui vi è tanto bisogno nel nostro tessuto sociale. Ma, si sa, nessun governo negli ultimi 20 anni ha puntato sulla cultura e l’istruzione e gli esiti sono sotto gli occhi di tutti.