Il nostro brand è sciass, scirocco, Archimede e S. Lucia. Passato, Presente e Futuro di una Città che potrebbe essere il Forum del Mediterraneo

 

La Civetta di Minerva, 25 maggio 2018

Il Passato - Siracusa è una città simbolo, rappresentativa e paradigmatica del famoso detto “C’era una volta … or non c’è più”.

Infatti, volendo prendere spunto dai divertenti pensierini che un nostro caro amico di tanto in tanto dispensa simpaticamente su facebook, potremmo indubbiamente asserire che a Siracusa non ci sono più tante cose che c’erano una volta: non c’è più la Camera di Commercio di una volta … non c’è più l’Autodromo di una volta… o Non c’è più il Teatro Verga di una volta … ma anche Non c’è più la Banca d’Italia di una volta … e Non c’è più il Porto di una volta … e manco la Stazione. E ancora a Siracusa non c’è più il Mercato Ittico, il ponte dei Calafatari (e nemmeno i Calafatari), il mattatoio, l’Acquarium o il servizio Bus. Non ci sono più le spiagge di una volta … e neanche la Grotta dei Cordari, la Tonnara, la Centrale del latte o la fabbrica della Coca Cola, il Luna Park, i vecchi alla Marina e nemmeno le cozze di Fondaco Nuovo e i pipi ra Taggia.

E ciascuno di noi ne avrebbe cose da aggiungere, quasi all’infinito. E non sarebbe un mero esercizio di nostalgia ma semplice constatazione di triste verità, di cose passate che non esistono più, della gloria e dei fasti di un tempo che fu, magari in parte nell’immaginario, ma in ogni caso di un passato che ci ostiniamo a portarci dietro e stenta a svanire.

Il Presente - Mentre ci sono ancora, per fortuna, i Monumenti e le Bellezze di una volta. Quelli, almeno finora, resistono anche se non possiamo sapere fino a quando. Di sicuro non saranno eterni, ma grazie ad essi e a chi ce li ha lasciati (all’epoca non c’erano quei loschi ambientalisti che si opponevano al progetto di scanalare il Colle Temenite o all’asportazione della pietra dal Plemmirio o da contrada Paradiso o sotto il convento (adesso) dei Cappuccini. La Città, grazie al Cielo, può campare di rendita ancora per un bel po’ e questi Beni rappresentano il nostro presente reale, intangibile, lampante, indubbio patrimonio da tutelare, valorizzare e sul quale investire per le migliori sorti della Città. Con l’inevitabile sciass e lo scirocco che assieme ad Archimede e a S. Lucia rappresentano il nostro vero brand.

Il Futuro - Siracusa, una città senza giovani, con un vuoto generazionale che va dai 20 ai 30 anni, quasi tutti fuori per studiare o lavorare, che offre poche e scarse opportunità non può che continuare a sperare in tempi migliori. Magari sognando una Città al centro del Mediterraneo, Forum culturale, commerciale e turistico capace di porsi promotore e cardine di incontro fra popoli, scambi, collaborazione e sede di eventi, festival del cinema, del teatro, di musica, di artigianato o di gastronomia tutti legati al tema eterno, infinito e immortale del Mediterraneo.

Un futuro quindi fatto di sogni e di speranze, affidato alle mani del nuovo sindaco che dovrà, se saprà, indicare la strada e avviare il percorso che sarà lungo e travagliato.