Secondo indiscrezioni, sarebbe in corso una valutazione dell’area che dovrà accogliere il deposito costiero di GNL e la stazione di bunkeraggio. Lascia perplessi l’assenza di un confronto con la politica e le imprese locali

 

La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017

Con questa nota concludiamo l’esame del piano operativo triennale varato, per adesso nelle linee generali, dalla nostra autorità di sistema portuale prendendo in esame gli interventi che si ritengono necessari dal punto di vista ambientale ed energetico. Avvertiamo fin da subito alcune preoccupanti sottovalutazioni e lacune: nessun riferimento, infatti, viene rivolto nel documento al necessario risanamento ambientale del porto e dei suoi fondali, tanto da chiedersi quale sia il significato vero di questa “dimenticanza” e che fine abbia fatto l’idea di utilizzare enormi cassoni per tombare i residui inquinati dei fondali, previsti nella proposta di PRG portuale, da utilizzare per la costruzione della nuova piattaforma di transhipment e la realizzazione di spazi asserviti alla logistica e al distriparkprevisti nella zona Sud-occidentale della rada in corrispondenza dell’area del dismesso stabilimento industriale Syndial, e della attuale diga meridionale. Analoga preoccupazione sollecita il silenzio sull’agognato e necessario trasferimento del deposito Maxicom dal centro urbano di Augusta all’area della zona industriale, richiesto a gran voce dai cittadini e dalle forze politiche che, sia pure in modo strumentale, agitano il problema in ogni campagna elettorale. Allo stato non ci resta che sperare in un futuro documento più puntuale ed esaustivo che affronti il problema in uno a quello dello smaltimento esclusivo dei rifiuti in ambito portuale.

Rilevate quelle che a mio avviso sono le enormi lacune del documento, va dato atto all’Autorità di Sistema Portuale che, finalmente, ha posto in essere alcune procedure necessarie per predisporre il “Documento di Programmazione Energetica e Ambientale del Sistema Portuale” con l’individuazione dei tempi in cui realizzare gli interventi necessari allo sviluppo sostenibile dell’Area da un punto di vista energetico e alla tutela delle aree portuali dalle  varie fonti di inquinamento e di cui, speriamo al più presto, di poter esaminare il dettaglio.

Come più volte abbiamo ricordato su questo giornale, entro il 31 dicembre 2023 la Commissione Europea esaminerà lo stato della rete dei trasporti, valutando i progressi compiuti nell’attuazione delle indicazioni del Regolamento comunitario; saranno esaminati i cambiamenti dei flussi di trasporto di merci e passeggeri e lo sviluppo degli investimenti nell’ambito delle infrastrutture nazionali di trasporto, tutto al fine di valutare  la necessità di apportare modifiche al Regolamento e alle caratteristiche della rete onde introdurre eventuali cambiamenti. Inoltre, entro il 2030, gli 83 porti ricompresi nella rete “core” dovranno rispettare tutti i criteri dei nodi COMPREHENSIVE che riguardano non soltanto gli aspetti relativi ai traffici e alle infrastrutture portuali, ma anche l’efficienza energetica, le emissioni inquinanti e i servizi marittimi elettronici.

Orbene, la Direttiva 2014/94/UE rispondendo all’esigenza di liberare il settore europeo dei trasporti dalla sua eccessiva dipendenza dal petrolio, impone oltre all’uso dei nuovi combustibili alternativi anche la realizzazione nei porti dei punti di rifornimento per questi nuovi combustibili e le relative infrastrutture. I combustibili alternativi considerati sono: l’elettricità, l’idrogeno, i biocarburanti, i combustibili sintetici e paraffinici (gas naturale liquefatto - GNL e gas naturale compresso - GNC) e il gas di petrolio liquefatto (GPL). Entro il 31 dicembre 2025, nei porti, dovrà essere realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per il GNL, al fine di consentire, nella rete TEN-T, la circolazione di navi adibite alla navigazione marittima alimentate a GNL. I punti di rifornimento per il GNL includono, in particolare, terminali, serbatoi e container mobili di GNL nonché navi e chiatte cisterna.

L’Italia, che ha recepito la Direttiva 2014/94 con il D.Lgs. 257/2016 entrato in vigore nel gennaio 2017, nel suo Quadro strategico afferma che “La rete di distribuzione del GNL nei porti deve necessariamente comprendere sia porti appartenenti alla rete centrale della TEN-T, sia porti esterni” in base ai seguenti elementi:

          presenza nel porto di servizi di stoccaggio e distribuzione di combustibili tradizionali;

          sostenibilità dello sviluppo delle necessarie infrastrutture per il GNL, in termini di investimento economico, domanda prevista e prospettica, accessibilità per i mezzi di trasporto che fruirebbero della infrastruttura e disponibilità di spazi atti alle operazioni di bunkeraggio.

Relativamente alla configurazione di una rete di distribuzione del GNL nel settore marittimo e portuale, il Quadro aggiunge una distinzione tra una prima fase di breve periodo (fino al 2020) e una seconda fase di medio-lungo periodo (dal 2020 in poi): nella prima, il Documento ipotizza che la domanda di GNL potrebbe interessare i servizi di linea passeggeri costieri nazionali ed internazionali brevi e i servizi portuali. In tale fase si ipotizza quindi che la maggiore domanda si collocherà in aree a forte traffico passeggeri con breve percorrenza e con rotte e scali definiti (essendo la quantità di combustibile necessaria ridotta e il punto di rifornimento facilmente individuabile). Nella seconda fase, di medio-lungo periodo (dal 2020 in poi), si ipotizza che potrebbero avere interesse al GNL le navi passeggeri e porta contenitori che operano regolarmente su tratte definite.

Su questa base il comitato di gestione del nostro sistema portuale dichiara che è nelle sue intenzioni promuovere l’utilizzo e la produzione di energia rinnovabile, anche sulla base del fatto che l’AdSP già risulta inserita nel Progetto Comunitario GAINN4CORE (parte integrante del Global Project GAINN-IT) il quale si propone di concepire, definire, testare, validare e implementare, nel periodo 2017-2030, la rete infrastrutturale italiana per l’impiego di carburanti alternativi anche per i trasporti terrestri, garantendo la continuità della catena transnazionale di distribuzione dei carburanti alternativi; in questo senso è già in corso la valutazione di un’area nel nostro sistema portuale per la migliore localizzazione di un deposito costiero di LNG e conseguentemente una stazione di bunkeraggio di tale combustibile. riducendo i fattori di inquinamento da C02 e della gestione del ciclo dei rifiuti.

La presenza nell’AdSP del Mare di Sicilia Orientale di due scali, entrambi ricompresi nella RETE TEN-T Europea (Augusta nella RETE CORE e Catania in quella COMPREHENSIVE), determinerà, sicuramente, la necessità di dotarsi rapidamente di una struttura con cui rispondere alle necessità di approvvigionamento del GNL. Come si vede, quanto ripetutamente evidenziato dal nostro giornale circa la necessità di affrontare la problematica comincia ad avere i primi riscontri da parte dell’autorità marittima, quello che lascia perplessi è l’assenza di un dibattito fra gli stakeholders politici ed economici del nostro territorio.