Rubrica di Natura Sicula. In assenza del Piano Paesaggistico, in questa provincia fagocitati dal cemento monumenti, coste, paesaggi, beni naturali

 

La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017

Per decenni abbiamo costruito senza alcuno strumento organico di pianificazione del territorio. I Piani regolatori dei Comuni non sono stati capaci di impedire la costruzione di mostri, anche in presenza di beni irriproducibili. Monumenti, coste, paesaggi e beni naturali sono stati letteralmente fagocitati dal cemento e dall’asfalto e, in alcuni casi, persi per sempre. E senza suscitare la reazione di nessuno, con il tacito assenso di cittadini, società civile, chiesa, amministratori, forze dell’opposizione. Adesso lo strumento di tutela c’è e si chiama Piano Paesaggistico della provincia di Siracusa. È stato adottato, approvato, ed è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Ma è già in vigore. Le linee guida del Piano, se rispettate, faranno evitare gli errori del passato. 

I risultati di uno sviluppo urbanistico senza Piano Paesaggistico sono sotto gli occhi di tutti. Basta accorgersene. Oppure basta seguire questa rubrica che, ogni quindici giorni, ne metterà sotto i riflettori uno, dando molto spazio alle immagini, le uniche capaci di dimostrare i danni arrecati.

La rubrica nasce dalla conferenza omonima organizzata da Natura Sicula il 25 ottobre 2017.

LA PISCINA RUPESTRE DEL PLEMMIRIO - Area Marina Protetta del Plemmirio, via dei Diamanti, nei pressi del Varco 25. Qui si rasenta la follia. Esempio eclatante di costruzione abusiva che ha fagocitato, in corrispondenza della battigia, una porzione di scogliera. Non la solita seconda casa abusiva al mare, che qui ovviamente non mancano, ma una piscina scavata qualche decennio fa nella scogliera e alimentata direttamente dal mare. Appropriazione privata, brutale e impudente di demanio costiero, perfetto specchio di un’opinione pubblica e degli enti preposti al controllo assolutamente ciechi e assuefatti. Costruzione simbolo della prevaricazione degli egoismi individuali e degli interessi privati sugli interessi collettivi.

Voci di popolo attribuiscono la proprietà a un noto costruttore siracusano. L’abuso va ben oltre la realizzazione della piscina: una bella colata di cemento sugli scogli dà luogo a una scala che dal muro della proprietà fa superare agevolmente il dislivello per raggiungere la piscina “privata”. Completano l’opera una fila di paletti di legno con cordone, e un cartello per indicare ai passanti che l’area è ritenuta privata, pertanto è consentito il passaggio ma non la sosta. Il tutto sempre ben manutenzionato.