Scelta unitaria dei Comuni di Noto, Siracusa, Palazzolo Acreide, Scicli, Modica, Catania, Caltagirone e Militello. Documento del Forum di Agenda 21 per il piano strategico e il modello di governance

 

La Civetta di Minerva, 22 settembre 2017

E’ successo un fatto straordinario in Sicilia, forse per la prima volta, alcuni Comuni (Noto, Siracusa, Palazzolo Acreide, Scicli, Modica, Catania, Caltagirone e Militello Val di Catania), superando i campanilismi, si uniscono per porre una candidatura comune.

Mettere insieme i valori del territorio e delle risorse umane presenti nelle comunità potrebbe diventare il valore aggiunto necessario per raggiungere l’ambito traguardo. Superare divisioni, steccati, particolarismi e antiche rivalità potrebbe dare ottime chances e rappresenta, già di per sé, un ottimo viatico ed immagine di marketing e di sinergia concreta tra realtà che hanno in comune un territorio dove insiste una grande diversità biologica, una stratificazione monumentale di grande rilevanza (alcune città fanno parte della Heritage List dell’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità ed una notevole ricchezza di beni storici, archeologici ed etnoantropologici).

Infatti, nelle aree di riferimento è viva una cultura non monotematica, ma diversificata e complessa. Tale complessità diventa interessante ed accattivante per l’interesse dei viaggiatori che vengono a visitare le nostre zone; persino i lenti ritmi della vita, in contrapposizione alla frenesia delle caotiche città metropolitane, diventa un fattore positivo apprezzato perché dà una dimensione più umana, naturale ed equilibrata. Ciò ad avviso di molti visitatori si sposa con le forme e le volute dell’architettura barocca, ma anche con le tracce della cultura greca ed araba, nel linguaggio, nella gestualità, nei comportamenti.

A tale proposito, il Forum di Agenda 21, in cui partecipano associazioni naturaliste, archeologiche e culturali, per dare un contributo propositivo per tale candidatura ha presentato al dr. Luca Introini di Federcultura, incaricato di redigere il dossier per la proposta, un documento per il piano strategico ed il modello di governance, che si basa sulle seguenti idee:

- Il progetto deve contenere i principi della sostenibilità economica – finanziaria, sociale ed ecologica per cui deve essere compatibile con le risorse umane, con la biodiversità che insiste nel territorio e, quindi, in armonia con gli ecosistemi ambientali (biotopi, biocenosi), le presenze antropiche, in una visione olistica e sinecologica ed in collimazione con i Piani Paesaggistici.

- Ogni attività deve essere pensata e realizzata in funzione delle future generazioni e per la riduzione del riscaldamento globale.

- Le azioni debbono essere non divisive, ma interattive, inclusive ed interconnesse in funzione quindi della maggiore partecipazione possibile, della correlazione, dell’adattamento e della resilienza.

- La complessità e la diversità culturale sono elementi di ricchezza.

- Il paesaggio, la cultura del mare, i territori montani (negli Iblei è prevista l’istituzione di un Parco Nazionale) e le eredità culturali debbono essere elementi fondativi importanti del progetto.

- I processi partecipativi e di comunicazione debbono essere trasparenti per una corretta informazione.

- I territori hanno in comune peculiarità importanti: caratteristiche bioclimatiche e geomorfologiche particolari ed inoltre specificità autoctone faunistiche e floristiche per cui diventano attrattivi anche per un’audience di viaggiatori colti ed interessati.