Siracusa - Senis Hospes e La Cascina potrebbero gestire in ati un centro nei pressi dell'Acqua Park; Eriches 29, gruppo Buzzi, a Città Giardino.  Le intercettazioni. Luca Odevaine al prefetto del ministero dell’Interno: “Ricordati di inserire Melilli”. Il segreto colabrodo di un’ispezione a Cassibile. Ora anche un ex questore e un ex ispettore PS (sic!) gestiscono uno centro di accoglienza

 

Alla fine, quando tutti se la risero tra sé e sé, il bimbo gridò: "Ma il re è nudo". Il re è proprio  nudo. E di nuovo, come una Cenerentola mai considerata, ma stavolta nella sua essenza negativa, "la provincia babba”  scala le cronache nazionali.

Le intercettazioni telefoniche su Luca Odevaine, il boss del Consorzio del Calatino, controllore della gestione del Cara di Mineo, definiscono senza alcun dubbio la pressione dei poteri forti persino sulla scelta dei centri di accoglienza dove inviare i richiedenti asilo. "Ricordati di inserire Melilli" - raccomanda Odevaine alla prefetto Rosetta Scotto Lavina del Ministero dell'Interno.  Per quanto possa apparire inverosimile, il mercimonio non si è fermato nemmeno davanti all'apparente morigeratezza del ministero.

Siracusa in questi giorni è in attesa dell'esito del bando di gara per l'affidamento di 563 posti per altrettanti richiedenti asilo politico nei centri di accoglienza che hanno partecipato al bando. Tra essi, ma si è scoperto solo dopo lo scandalo Mafia Capitale, vi sono tre  società colpite dall'inchiesta romana: Senis Hospes, La Cascina e Eriches 29. Quest'ultima appartiene al gruppo 29 Giugno del famigerato Salvatore Buzzi. Società queste che, se ammesse alla gestione, ospiterebbero circa 326 immigrati. Le prime due, in a.t.i., in  un albergo vicino all'Acqua Park, l’altra presso la struttura nata per ospitare una R.s.A (residenza sanitaria assistita) mai autorizzata e per questo adibita a centro di accoglienza, sita a Città Giardino.

Ma Siracusa ha avuto un altro momento di triste notorietà ai tempi del prefetto Basile. In un'intercettazione telefonica della Guardia di Finanza, oggi diffusa in rete, l'alto funzionario avvisava il gestore del centro di accoglienza di Cassibile, fatiscente struttura autorizzata dal prefetto con la giustificazione dell'emergenza del momento, di un'imminente segreta ispezione ministeriale. Il gestore del centro Marco Bianca, decano dei centri di accoglienza in provincia di Siracusa, lo tranquillizzava dicendogli che l'ispezione "segreta" gli era stata preannunciata dal ministero.

D'altronde di che meravigliarsi se perfino un ex questore e un ex ispettore di Pubblica Sicurezza gestiscono un centro di accoglienza a Siracusa? Con l'aggravante che l'affido del centro ai due ex funzionari di polizia non ha seguito l'iter legale di una gara d'appalto. Infatti vi è stato un affidamento diretto giustificato come sempre dalla "situazione di emergenza". Cosa dire? "Nulla di nuovo sotto il sole”.