Il consigliere comunale di Floridia: “La commissione consiliare d’inchiesta non raggiunge mai il numero legale”. “L’edificio è ancora chiuso ma lì ci hanno giocato bambini e scout”

La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017

Floridia e la sua Chiesa del Giardinello: una storia infinita. Il consigliere Angelo Carpinteri ci dice che il sipario sulla chiesa del Giardinello, malgrado le affermazioni rilasciate anche al nostro giornale, non si è ancora abbassato e ci racconta la sua versione. Il tutto comincia con una delibera di giunta per la ristrutturazione della chiesa e riqualificazione dell’area, a cui segue l’indizione di gara d’appalto che va deserta, per cui i lavori vengono affidati per via diretta a una ditta.

La delibera prevede, fra le altre cose, il prelievo di tremila metri cubi di ottima terra vegetale, che poi sarà letteralmente regalata alla ditta che eseguirà il prelievo, da sostituire con “sterri derivanti dalle demolizioni di civili abitazioni”. Il codice dell’ambiente, afferma Carpinteri, considera lo sterro rifiuto speciale e come tali da trattare in discarica. Per cui anche solo per questo si prospetta già il reato.

“Il nostro gruppo si è subito premurato di documentare fotograficamente il tutto e di presentare in consiglio comunale un’interrogazione. Nello stesso giorno l’amministrazione invia ruspe a spianare e ricoprire tutto il materiale di risulta con circa 10 cm di terra vegetale. Di fronte a ciò siamo stati costretti a rivolgerci alla procura della repubblica”. E la storia va avanti da circa quattro anni. C’è stato un processo che ha visto l’archiviazione del caso, avvenuta con motivazione alquanto bizzarra ovvero perché “il soggetto non riveste la qualità di persona offesa nel reato ipotizzato” e per “tenuità del fatto”.

“Tutto ciò non significa che il fatto non sia stato compiuto - ci spiega per telefono l’avv. Faraone che segue la causa - anzi lo ammette, pur considerandolo di lieve entità”. “Ma noi – afferma ancora Carpinteri – non abbiamo intenzione di fermarci ed è paradossale anche la motivazione della sentenza, in quanto la legge consente di denunciare anche anonimamente un reato ambientale”.

Carpinteri continua dicendo che di fronte anche alla semplice ipotesi di un siffatto reato e di fronte all’enorme incremento di patologie oncologiche nel nostro territorio, un buon amministratore, anche semplicemente come padre di famiglia, con senso di responsabilità, avrebbe fatto un passo indietro e avrebbe rivisto la sua posizione. “Invece Scalorino legge e prende atto dell’interrogazione presentata, se ne disinteressa e, addirittura, accelera i lavori”.

In consiglio comunale, a seguito dei fatti, fu proposta e approvata l’istituzione di una commissione di inchiesta per verificare o meno la giustezza delle istanze presentate. Della commissione faceva parte un rappresentante per ogni gruppo consiliare, “fra cui io – dice Carpinteri - ma il consigliere Russo mi chiese di non far parte della commissione, in quanto denunciante il fatto, in modo da far procedere i lavori della commissione in maniera serena. Con senso di responsabilità accettai. Ma la commissione che è ancora in essere, ogni qualvolta convocata, non ha mai raggiunto il numero legale”.

Dalle foto presentate emerge, inoltre, con chiarezza la non omogeneità dei materiali presenti: plastica, piombo, cemento, amianto, bitume… che l’amministrazione ha considerato materiale inerte, quando invece l’inertizzazione è il risultato di un procedimento antropico.

“Senza contare – continua ancora Carpinteri – che dopo tanti proclami la chiesa resta ancora non fruibile al pubblico. Ma in quell’area, a nostro avviso contaminata, si sono svolte attività per bambini di istituti comprensivi, per boy scout, si sono svolti eventi natalizi, e tutto prima ancora che la procura si pronunciasse in merito alla questione”.