Intanto Sarko jr e il figlio dell’ex moglie di Hollande si beccano e insultano sui social network 

“Sarko-no, Sarko-sì” cantava, qualche anno fa, Simone Cristicchi.

I francesi non conoscono questo brano, ma conoscono bene Nicolas Sarkozy, ex Presidente della Repubblica, al centro degli scandali giudiziari estivi e, da poco, “ridisceso in campo”.

In una stazione della metropolitana parigina, qualche tempo fa, è apparso il murales “Sarkomence”: gioco di parole tra il cognome del politico e la frase “ça recommence” (da leggere: sàrcomanz) e che significa “si ricomincia”.

Sarkozy ha trascorso una calda estate: i primi di luglio ha passato diciotto ore in custodia cautelare ed è stato, poi, al centro di indagini per i reati di corruzione, traffico di influenza e violazione del segreto professionale, insieme al suo avvocato e a due magistrati della Cour de Cassation.

Sembrava, infatti, che vi fosse una rete di informatori che teneva aggiornato il Presidente e il suo entourage dello svolgimento dei processi che avrebbero potuto minacciarli, in particolare in relazione al c.d. affare Bettencourt, concernente dei finanziamenti estorti in occasione della campagna elettorale, vittoriosa, del 2007.

Poco meno di un mese fa, comunque, i giudici di istruzione hanno optato per un non luogo a procedere, a causa dell’assenza di prove sufficienti nei confronti del politico; ma nemmeno la neo-innocenza di Sarkozy sembra aiutarlo in occasione del suo ritorno sulla scena in vista delle primarie per la presidenza del suo partito nel 2016 e delle elezioni del 2017: secondo un sondaggio, realizzato pochi giorni fa, la maggioranza dei francesi considera il ritorno politico di Nicolas Sarkozy “piuttosto fallimentare” e ritiene che l’ex leader “non abbia proposto alcunché di interessante per risolvere i problemi della Francia”.

Nel frattempo, Nicolas Sarkozy continua il suo tour in giro per il Paese e cerca di cambiare l’immagine negativa che, suo malgrado, lui e il suo partito –  l’UMP –  hanno veicolato negli ultimi mesi; inoltre, propone di abolire le correnti e i clan all’interno dell’UMP e di cambiarne il nome, magari sottomettendo la scelta al voto dei militanti. (Non vi ricorda qualcosa o qualcuno?).

Proseguono, poi, i suoi attacchi al primo nemico politico, l’attuale Presidente François Hollande, accusato di “mentire mattina, mezzogiorno e sera” e di non aver il coraggio di ammettere, semplicemente, di aver del tutto sbagliato la sua amministrazione.

Parallelamente, vanno avanti gli scontri virtuali tra Sarko Junior e il figlio di Valérie Tierweiler, ex moglie di Hollande; i due adolescenti si erano già pizzicati in estate: il figlio della Tierweiler, era stato chiamato in causa, su Twitter, da un membro dell’UMP, a seguito della pubblicazione di un rapporto della Corte dei Conti sul costo dei benefit a disposizione dell’ex compagna del Presidente, sua madre. Tierweiler jr aveva, a sua volta, chiamato in causa il figlio di Sarkozy, obiettando che chiedere a lui quanto sua madre costi alla Repubblica sarebbe come chiedere conto al figlio di Sarko dei miliardi di debiti di suo padre.

Da tempo, i due ragazzi non perdono occasione per insultarsi e beccarsi sui social network, quale discendenza adolescenziale, arrabbiata e debuttante dello scontro politico tra le loro famiglie.

Non sappiamo se Sarko senior appoggi o meno le esternazioni – spesso abbastanza sgrammaticate, peraltro – di suo figlio; intanto, nel corso della sua campagna auto-promozionale per la presidenza dell’UMP, non cessa di far parlare di sé, in Francia e all’estero. Ecco, infatti, la frase che ha concluso il suo recente meeting a Nancy:  «Nous en France, nous sommes différents des autres. Pour vivre, nous avons besoin de boire, de manger, mais aussi de nous cultiver». Potremmo tradurre così : «Noi francesi siamo differenti dagli altri. Per vivere abbiamo bisogno di bere, di mangiare, ma anche di istruirci».

E subito dopo sono partite le note della Marsigliese che hanno concluso la sua arringa.

«Invece, all’estero, restano stupidi e ignoranti tutta la loro vita e ciò non li disturba più di tanto», commentano ironicamente gli utenti di Twitter in risposta.

“Sarko-no, Sarko-sì”? Meno male che c’è Carla Bruni.