Malasanità, il Tribunale di Siracusa condanna l’Azienda Sanitaria a un congruo risarcimento. Aggravatasi, è stata trasferita d’urgenza a Catania e operata. Durante l’intervento tre arresti cardiaci e un’ipossia. Causata invalidità permanente al 41%

 

La Civetta di Minerva, 30 settembre 2016

Un altro caso di malasanità si è verificato presso l'ospedale Umberto I di Siracusa.

La vicenda è di quelle che ogni genitore annovera fra i propri peggiori incubi, le peggiori paure. La bambina, di pochi mesi, piange ininterrottamente: ha dolori alla pancia... non si riesce a farla smettere, si porta al pronto soccorso. Lì si verifica quello che ogni siracusano conosce bene, e quello che ognuno di noi teme: la lunghissima attesa provoca danni irreparabili.

Dopo una prima e sbrigativa diagnosi errata di gastroenterite, e quindi il fatidico e spaventoso codice verde, la bambina rimane in una stanza del pronto soccorso per diverse ore dalle nove del mattino in poi. Solo nel pomeriggio i medici si rendono conto dell'errore nella prima diagnosi e mandano d'urgenza la piccola all'ospedale di Catania, dove arriva gravissima e in prognosi riservata sulla vita.

A Catania, la bambina, che ha appena otto mesi, viene sottoposta a un intervento chirurgico d'urgenza, durato tutta la notte, durante il quale ha tre arresti cardiaci e un'ipossia, ovvero si interrompe l'afflusso di ossigeno al cervello. Chirurgicamente le viene asportato un tratto dell'intestino di circa 17 centimetri, l'appendicite e la valvola che consente di "contenere" e "gestire" le feci. In definitiva, l'errore e il ritardo nella diagnosi hanno provocato un danno alla piccola quantificato in una invalidità permanente del 41%.

La vicenda è stata seguita dall'avv. Lorena Spada, di Siracusa, che l'ha presa a cuore da subito. I genitori sono stati assistiti grazie al gratuito patrocinio e seguiti per tutta la durata del processo, che si è concluso mercoledì 28 settembre, con una sentenza che condanna l'ASP di Siracusa a un risarcimento per diverse centinaia di migliaia di euro.

La particolarità della vicenda processuale - spiega l'avv. Lorena Spada - consiste nel riconoscimento del danno anche ai genitori della piccola, per le sofferenze psichiche che hanno patito e che patiranno nell'accudire la loro bambina per gli anni a venire. Il giudice del Tribunale di Siracusa, dott. Gurrieri, ha accolto le istanze dell'avv. Spada che ha chiesto immediatamente il risarcimento per il danno subito dai genitori, condannando la ASP di Siracusa a risarcire anche questo per diverse migliaia di euro.

Rimane - dichiara l'avv. Spada - l'amaro in bocca per una vicenda che doveva essere evitata, per le sofferenze che una maggiore attenzione, una migliore organizzazione e una più accorta diligenza professionale avrebbe dovuto scongiurare; -il pronto soccorso di Siracusa è tristemente noto per le lunghe attese e per la leggerezza con la quale vengono svolte le prime cure; di questa patologica situazione dell'Umberto I pagherà le conseguenze, per tutta la sua vita, una bambina che è stata portata lì per un mal di pancia, che poteva e doveva essere curata immediatamente e che, invece, è rimasta ad aspettare per ore, fino a quando ha rischiato di morire. E aveva solo otto mesi.