Importanti risultati nel confronto tra sindacati e Rete Ferroviaria Italiana sul sistema sud orientale. Vera Uccello (Filt Cgil): “Nonostante le intese firmate nel 2015, la Regione non ha ancora approntato i progetti su cui erano pronti i finanziamenti”

 

La Civetta di Minerva, 10 giugno 2016

Una vittoria importante per il territorio: la Filt Cgil porta a casa un pezzo della difesa occupazionale di Siracusa e un accordo di potenziamento del sistema ferroviario. Vera Uccello, segretaria provinciale della categoria, unica rappresentante provinciale sindacale al tavolo delle trattative con Trenitalia e Rfi di qualche giorno fa, non può che essere soddisfatta di un lavoro certosino intessuto per mesi durante i quali Ferrovie dello Stato aveva più volte mostrato il lato oscuro del proprio pensiero: la dismissione della tratta ferroviaria Siracusa Catania e Siracusa Gela isolando così il nostro territorio con i suoi prodotti, le sue merci ed i suoi abitanti. Un punto di partenza lo definisce la Uccello per chiedere che il sistema ferrato sia realmente integrato con il gommato e che anche la Sicilia e Siracusa abbiano un degno riconoscimento con sistemi efficienti e veloci. Mancano ancora dei puzzle nel quadro finale: il collegamento con l’aeroporto di Fontanarossa (in fondo Bicocca e l’aerostazione distano solo 800 metri); il collegamento con il porto di Augusta per lo scambio merci e la movimentazione dei container); il congiungimento dello scalo merci Pantanelli all’aeroporto di Comiso che, per l’area di Siracusa e Ragusa rappresenterebbe un’ulteriore opportunità di trasporto assieme a quello catanese; il potenziamento dei treni locali per i pendolari e per i turisti che potrebbero meglio fruire delle bellezze paesaggistiche del nostro territorio. Ma si sa: i puzzle sono tanti, vanno incastrati bene affinchè siano definitivi e soprattutto creino occupazione. Un obiettivo era già stato raggiunto qualche mese fa: l’affidamento dell’attività di Manovra dei treni all’impresa esternalizzata Serfer (Servizi Ferroviari S.r.l.) società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane a Socio unico Trenitalia S.p.A. L’accordo tra Trenitalia, Serfer e sindacati aveva rilanciato l’area Pantanelli perché snodo delle manovre treni per tutta la Sicilia orientale (l’altra sede è a Palermo) togliendo spazi a Catania e Messina e valorizzando una struttura unica per platea di manutenzione e fossa lavaggio per i vagoni realizzata nel 2007 con i soldi dell’UE.  “Mettiamola così- ci spiega la segretaria Filt Cgil-: il collegamento su ferro deve interessare l’area vasta di ben tre territori che tra loro sono interconnessi per motivi economico-sociali. Per questo la Sicilia orientale necessita di investimenti e lavori di ammodernamento. Peraltro le nostre richieste, presentate come segretari Filt di Siracusa, Ragusa e Catania (area vasta sud-orientale) e dai regionali, sono state ascoltate proprio qualche giorno fa dalla IV commissione all’Ars territorio ed ambiente e all’incontro erano presenti i referenti di Trenitalia e Rfi. Ma da subito è apparso chiaro che, nonostante l’approvazione del contratto di servizio tra regione Sicilia e Trenitalia del dicembre 2015, che prevede la riorganizzazione dei trasporti e viabilità su tutto il territorio isolano, intrecciando ferrato con gommato, la Regione è ben lontana dall’avere un quadro chiaro sul da farsi e non ha ancora approntato alcun progetto. Il che, in una Regione come la nostra è drammatico. L’unica nota positiva è un finanziamento di 5 milioni di euro per un collegamento tra Bicocca/Fontanarossa attraverso fermata e pensilina. Un’idea che fa il paio con la decisione della Sac di procedere all’esproprio dei terreni che consentirebbero il collegamento di 800 metri tra la fermata e l’aeroscalo temporaneamente coperti da bus navetta”. Durante l’incontro però qualcosa non quadra: Trenitalia annuncia verbalmente la chiusura temporanea della tratta ma chiede ai sindacati quali strumenti (ammortizzatori sociali, mobilità o cassa integrazione) adottare nei confronti dei lavoratori. E qui Vera Uccello nota una pesante discordanza: a che pro immaginare la fuoriuscita dei lavoratori se la tratta andava chiusa solo per 2 mesi? Sarebbe bastato uno spostamento temporaneo del personale. Dopo settimane di pressing finalmente il documento ufficiale esce dai cassetti di Trenitalia: chiusa la tratta Siracusa Catania dal 13 giugno al 4 settembre per lavori di velocizzazione e ristrutturazione della linea ferrata che riguardano la demolizione di due stazioni ferroviarie (tra le quali Agnone Bagni), la ricostruzione di 20 ponti, la ristrutturazione di gallerie e sostituzione per alcuni tratti della linea ferrata perché obsoleta per renderla più sicura. In verità ci sarebbe da tirare pesantemente le orecchie a Trenitalia perché nel 2006 per la messa in sicurezza della bretella Siracusa-Catania aveva programmato 88 milioni di euro che nei fatti non sono mai stati spesi forse, con la subdola intenzione, di chiudere la tratta ma allo stesso tempo lasciare il territorio svuotato dal servizio ferroviario spostando il tutto a Catania. Una prova generale per lasciare la provincia. Poi la richiesta di chiusura per 2 mesi con il licenziamento dei lavoratori.  “Il rischio paventato – ci spiega la segretaria Uccello-  era che, come accaduto a Trapani, con la scusa dell’ ammodernamento della tratta ferroviaria (mai completata) Trenitalia chiudesse il collegamento Siracusa Catania non certo per i due mesi annunciati ma a tempo indeterminato. I lavori sono troppo strutturali ed impegnativi per concludersi in poco tempo. L’incontro di qualche giorno fa ha sbloccato la situazione: i treni a lunga percorrenza faranno scalo a Catania ma il collegamento in entrambi i sensi sarà assicurato da bus navetta; la tratta non verrà chiusa ma resterà attiva sino ad Augusta e potenziata con nuove percorrenze; si garantisce il percorso Modica-Ragusa-Gela che verrà anch’esso potenziato con nuove percorrenze ed i lavori di innovazione e ristrutturazione sulla Siracusa-Augusta si faranno in continuità lavorativa: mentre si lavora sui binari i treni viaggiano. Infine, non per ultimo si è mantenuto il livello attuale di occupazione (600 addetti tra diretti ed indotto). Ciò naturalmente ha garantito che le imprese di pulizie, ristorazione e i servizi connessi ai treni resteranno sul territorio per assicurare l’attività ferroviaria tra Augusta e Siracusa. Sicuramente ci saranno squadre che andranno in trasferta ma la base principale rimane sul nostro territorio”. Vi è poi la questione del rapporto e collegamento con la Port authority: la ferrovia entra sin nell’area della rada ma ovviamente non vi è fermata. Per ora parlare con il commissario non è facile: in fondo a breve ci si aspetta le nuove nomine per i 15 porti italiani e ovviamente Augusta ne sarà interessata e forse vedremo decollare il già pronto collegamento con Malta. Insomma aspetti sui quali ancora avviare la discussione che di certo consentirebbero anche la creazione di nuova occupazione in una terra che ne ha bisogno. E la Filt pare pronta al confronto.

 

Contratto di servizio

Firmato tra Regione siciliana e Trenitalia dicembre 2015 con durata biennale con un valore complessivo di 223 milioni ed è propedeutico al contratto decennale 2017-2026. Il contratto che si muove su logica europea prevede che la Sicilia versi a Trenitalia corrispettivi per 111.5 milioni di euro all’anno a fronte di una produzione di 9.5 milioni di treni-Km, destinata ad essere aumentata, nel tempo, in termini di frequenza delle corse e di chilometri percorsi. L’intesa, inoltre, prevede investimenti pari a 190 milioni di euro, per l’acquisto di nuovi treni, ripartiti in 40 milioni in autofinanziamento da parte di Trenitalia e due tranche di 50 e 100 milioni di euro da parte della Regione.