La Civetta di Minerva, 29 aprile 2016

Debbo rivolgere delle scuse ai miei lettori per la mia ingenuità: avevo scritto che la lobby di Siracusa era rimasta estranea all’operazione Porto di Augusta. E invece non era vero, perché il trio renziano della nostra provincia ci si trovava e ci si trova dentro immischiato fino al collo.

E’ gustosa a tal proposito la definizione che Gemelli, che è persona che di uomini se ne intende, dà di un personaggio del trio: “coglione”. E pensare che questo protagonista della vita politica locale – lo scriveva “La Sicilia” di ieri l’altro - potrebbe essere il capolista del PD per le prossime politiche. Se così sarà, col meccanismo infernale dell’Italicum, se io dovessi sostenere la politica riformatrice di Renzi mi ritroverei a mandare al parlamento “un coglione”. Oltre che al “turarsi il naso” di Montanelli memoria, per votare una siffatta lista bisognerebbe ricorrere al turarsi bocca, orecchi ed occhi!

Ma torniamo all’operazione Porto di Augusta; mai come questa volta si è sentita la presenza di un potere forte che guida con cinica sapienza le vicende del nostro Paese. Prima un silenzio assoluto, rotto soltanto da un articolo con nomi di poco conto di Massimo Leotta su “La Sicilia”. Poi ancora silenzio. Poi, all’improvviso, scoppia l’uragano: giornali a tiratura regionale, come i nostri tre quotidiani siciliani, giornali a tiratura nazionale e infine la televisione di Stato danno il dovuto rilievo a una vicenda che vede coinvolti pezzi forti della politica e della società civile e finanziaria del Paese. Poi, proprio in questi giorni, di nuovo silenzio assoluto.

Le mozioni di sfiducia al Parlamento per la vicenda che vede inclusa anche l’operazione Porto di Augusta passano sotto silenzio, quasi si trattasse di normale attività parlamentare, mentre con sapiente regia riemerge la polemica sulle intercettazioni. I giudici fanno cattivo uso delle intercettazioni, bisogna tagliarle o addirittura abolirle. Ma dobbiamo essere grati ai nostri giudici che ce ne svelano il contenuto; in caso contrario la conoscenza sarebbe riservata a pochissimi e il relativo uso rimarrebbe in mano ai poteri forti ed occulti.

Vero è che gli interventi del trio renziano di Siracusa non hanno risvolti penali. Ma è altrettanto vero che le intercettazioni ci hanno dato la prova che il trio renziano di Siracusa si è mosso per difendere l’avvocato commissario dell’Autorità Portuale di Augusta; è altrettanto vero che gli stessi hanno dovuto dichiarare che si muovevano per difendere gli interessi istituzionali di Siracusa, ma si sono dimenticati di dirci di quali interessi si trattasse.

Forse di nuovi posti di lavoro? E allora perché non ce ne parlano? E poi la tutela di questi nuovi posti di lavoro perché mai dovrebbe essere incarnata dall’attuale commissario, che hanno difeso davanti a potenti ministri? Non c’è una qualsiasi iniziativa dell’attuale commissario dell’Autorità Portuale, nessunissima, che il trio abbia posto a base del suo intervento per la inamovibilità dell’alleato commissario.

Sono in tempo per parlarne e per illuminarci sulle loro scelte istituzionali a difesa dei siracusani! Li attendiamo.