Facemulu pi ridiri! E fissa cu si siddia!

 

La Civetta di Minerva, 15 aprile 2016

Finalmente un motivo di orgoglio vero per la provincia di Siracusa.

Dopo Archimede la nostra provincia non era più riuscita ad avere il giusto riconoscimento internazionale. C’erano stati, sì, personaggi di rilievo conosciuti in tutto il mondo, ma nessuno era più riuscito a farci inorgoglire così. L’uomo del momento, il vanto imperituro del cono sud orientale della Sicilia, il nostro riscatto si chiama Gianluca Gemelli.

Cosa mancava davvero alla nostra provincia? Quale figura di levatura internazionale non eravamo mai riusciti ad avere? Uno senza arte né parte che riesce a fare innamorare di sé una seria e importante dirigente confindustriale, rampolla di una delle famiglie più ricche d’Italia, che poi la mette incinta, che ha il culo megagalattico di vederla diventare ministra, che la utilizza per farsi assolutamente gli affari suoi (e non affari da poco), che da lei si fa pure lavare e stirare le camicie, che la tratta come una “sguattera del Guatemala”, e che fa parlare di sé la nazione intera, nel suo genere è uno che nasce ogni mille anni.

Per uno così manca anche la definizione. Di solito, di fronte a innovazioni straordinarie o a caratteristiche personali assolutamente eccezionali, per descriverle si usa il cognome della persona che le rappresenta. In questo caso però, per non ingenerare equivoci, non si potrà parlare di comportamenti “gemellari”. Bisognerà quindi inventare un nuovo termine e siamo certi che ciò avverrà.

Nell’attesa potremmo chiamarlo Gianluca lo Bello (“il bello” è meno fine, più banale e sembra meno nobile).

Lasciate stare comunque le vicende giudiziarie che testimoniano in modo evidente della gelosia e dell’invidia che i magistrati (piccoli uomini banalmente ligi al proprio dovere) provano nei confronti di quest’uomo che è riuscito, a differenza di milioni di mediocri e scontati self-made man, a farsi fare ogni cosa dagli altri (un vero e proprio “other people made man” tanto per coniare una nuova espressione in inglese maccheronico).

Provate invece a immaginare quanto deve essere difficile fare il Gianluca Gemelli: parlare e trattare con i peggiori elementi del sottobosco della politica e dell’amministrazione, con militari, autorità (portuali e non), collaboratori parlamentari (che dimostrano di contare più dei loro deputati, anche se forse qualche volta spingono i loro carrelli della spesa), e poi pranzi e cene continue (immaginate solo quanti problemi di digestione), costretto al turpiloquio da quella gentaglia abituata al “rutto libero”.

E provate a immaginare anche a quanto deve essere stato pesante parlare al telefono con quella fidanzata così fastidiosa che pretendeva una parola carina all’inizio e alla fine di ogni telefonata. Ma, si sa, business is business e quindi ogni tanto bisogna anche sopportare e fare il quasi marito.

Intanto nella nostra provincia, sempre così poco riconoscente, arrivano frotte di turisti che vogliono conoscere i luoghi della sua infanzia e che cercano souvenir e reliquie di quello che possiamo a tutti gli effetti chiamare il maschio alfa, l’uomo che non dimentica di chiedere mai.

Ma proviamo a introdurre alcuni primi elementi di biografia di questo grande personaggio.

Figlio di un ufficiale di Marina inviato ad Augusta (e poi dicono che i militari non portano niente ai territori nei quali arrivano), decide di dedicarsi a un’attività e apre una piccola ditta di giardinaggio e autonoleggio. È in quel periodo che comincia a sviluppare le sue idee migliori. La leggenda su di lui racconta che alla sua nascita una buona fatina gli avesse portato in regalo la possibilità di fare tre magici incontri nella sua vita. Questa leggenda non gli rende merito. Altro che fatina; è lui che è un genio. Del male probabilmente, ma sempre un genio.

Il primo magico incontro avviene ad Augusta. Conosce, fa innamorare e poi sposa la figlia di uno dei più grossi e ricchi imprenditori siracusani (la sua è davvero una vocazione).

E siamo agli albori del suo successo. Il suocero lo sponsorizza e lo inserisce nelle sue aziende. A questo punto Gianluca inizia a pensare di essere davvero un imprenditore.

Ed eccolo al secondo magico incontro. Il suocero gli presenta quello che diventerà il vero e unico amore della sua vita, Ivanhoe Lo Bello, il mitico capo degli industriali siracusani e poi siciliani, nonché Presidente della locale Camera di Commercio, nonché Presidente del Banco di Sicilia, nonché, nonché, nonché… Ivan decide di mettere il giovanotto sotto le sue ali e lo fa nominare Presidente dei giovani industriali della provincia di Siracusa e poi vicepresidente dei giovani di Confindustria nazionale, di cui è Presidente Federica Guidi.

Ed è qui che Gianluca arriva alla perfezione. E’ nel giro grosso ed è pronto per il terzo magico incontro della sua vita. Conosce, fa innamorare e mette incinta la Guidi, figlia di uno dei più grandi e ricchi imprenditori italiani. Qualche maligno arriva persino a sostenere che la vicenda ha un gossip del quale nessuno ha finora parlato sulla stampa. Secondo questa versione, quando Renzi decide (tanto per fare una cosa di sinistra) di affidare il ministero dello sviluppo economico a una donna di Confindustria e lo comunica ai capi del sindacato dei padroni, Gianluca va da Lo Bello e gli dice “Perché non Federica? Ormai fa quello che le dico e controlleremmo il Ministero”.

Comunque sia andata, il nostro G.G. è entrato nella leggenda. È vero, i giudici l’hanno fermato. Ma lui ormai è un mito del 21esimo secolo.