Se lasciamo morire, la colpa è degli altri

 

La Civetta di Minerva, 1 aprile 2016

Ultimamente siamo messi di fronte alla terribile realtà: immagini di ogni tipo continuano a dimostrarci che abbiamo perso anche l'ultimo briciolo di umanità, di senso del prossimo e forse anche di noi stessi. Nessun uomo che possa dirsi "essere umano" può tollerare immagini di bambini morti annegati, di uomini lasciati a patire fame freddo miseria e infamie di ogni tipo, restando indifferente. Nessuno.

Eppure questo accade. Di più: oltre le immagini dello scempio che stiamo facendo ai nostri simili, abbiamo anche altri e più incredibili filmati, ogni giorno, che esplodono dalle nostre televisioni. Sono le immagini di uomini armati di fucili che tengono lontani i profughi; sono i filmati di uomini che tirano su confini fatti di filo spinato; sono le fotografie di uomini che restano impassibili ed immobili davanti a bambini che chiedono aiuto. Ecco, queste immagini sono molto molto molto più impressionanti delle altre.

Nessuno può nascondere la propria miseria, la propria ignavia, la propria disumanità dietro la frase "eseguivo un ordine". Non serve rispolverare il processo di Norimberga per capire che nessuno può essere (né, tampoco, sentirsi) costretto ad ubbidire ad ordini illegittimi, illegali, disumani. E chi mai può pensare che affondare una barca piena di uomini, donne, bambini sia un ordine legittimo? Veramente c'è qualcuno che può sostenere che sparare sulla folla, intimidire persone in cerca di aiuto, rimandare in mare persone disperate - da ovunque vengano - siano ordini legittimi?

Solo per completezza di informazione, vi riporto una delle innumerevoli sentenze emessa dal Tribunale superiore militare di Roma l'11 dicembre 2013 e ripresa dalla nostra Corte di Cassazione Penale nel 2014 al riguardo: ‟L'ordine, proveniente dai massimi vertici delle Forze armate germaniche, secondo il quale i militari italiani presenti in Cefalonia andavano uccisi in quanto considerati traditori dell'alleanza tra Italia e Germania, era manifestamente illegittimo. Circa la consapevolezza che dell'illegittimità dell'ordine potevano avere i militari tedeschi, compresi quelli che, come l'imputato, rivestivano un grado non elevato, trattasi di "ordine manifestamente criminoso", in relazione al quale già l'art. 40 c.p.m.p. - nella formulazione all'epoca dei fatti vigente - stabiliva la corresponsabilità dell'esecutore unitamente a chi aveva impartito l'ordine. La determinazione della condotta come "manifestamente criminosa" rileva per escludere la sussistenza della scriminante dell'adempimento del dovere: ricevuto un ordine manifestamente illecito, costituente reato, il militare di grado inferiore aveva il dovere di non darvi esecuzioneˮ.

Anche nel caso Priebke, il Tribunale militare di Roma, 22/7/1997, ha ribadito, con sentenza confermata dalla Corte di Cassazione penale nel 1998, lo stesso concetto: ‟La consapevolezza del militare di commettere un reato in esecuzione dell'ordine del superiore esclude ogni rilevanza dell'adempimento del dovere e va ravvisata nella indifferenza alla criminosità intrinseca del fatto delittuoso (nella specie, l'eccidio di 335 persone alle Fosse Ardeatine) della quale sono indici sia le modalità esecutive, sia l'enorme sproporzione rispetto all'attentato subito ed al numero di (militari tedeschi) deceduti, sia l'esimersi dalla responsabilità di procedere alla esecuzione da parte di comandi militari e di militari singoli, sia la inclusione tra i condannati di persone, alcune addirittura di età minore, scelte solo per la circostanza di abitare in un quartiere di Roma o di appartenere alla comunità ebraica. Non sussiste la causa di giustificazione dello stato di necessità se è evidente la sproporzione tra il pericolo, in ipotesi, incombente sugli autori e il fatto delittuoso commesso, che si pretende scriminato dalla necessità”.

Allora: io non so se esiste veramente una persona così idiota da potersi nascondere dietro "l'esecuzione di un ordine" quando punta un mitra ad altezza d’uomo ma, se esiste, spero che legga "La Civetta" e questo articolo, perché veramente, dal profondo del cuore, voglio dirgli che è un emerito imbecille, che non è degno di essere chiamato persona e che se ci sono dei bastardi che comandano le guerre o le peggiori infamie è perché ci sono degli idioti come lui che eseguono ordini vergognosi.

Non serve, ancora, invocare la giustizia divina: chi ha ucciso, chi ha ignorato, chi ha denigrato poveri esseri umani, deve fare ogni giorni i conti con se stesso, con chi gli sta accanto, con chi lo conosce: avrà dei genitori da far sentire dei falliti, avrà dei figli che dovranno vergognarsi di lui, avrà dei fratelli che lo rinnegheranno e, infine, avrà degli specchi, che gli mostreranno ogni giorno, essi sì assolutamente indifferenti, l'immagine di un essere indegno.