La sinistra soprammobile e il centro “à la carte”

Che tenerezza la Sinistra Italiana di Siracusa. Fa tanto l’effetto soprammobile: inutile, ma tanto, tanto carino. Si sono riuniti per ritrovare tutti insieme la passione tradizionale della sinistra e guardandosi negli occhi sono caduti in depressione. Un’associazione di combattenti e reduci in piena regola nella quale sono posteggiati gli sconfitti di tutte le fasi della sinistra dagli anni 70 a oggi. Una sinistra un po’ salottiera, un po’ operaista, per uomini che non devono vincere mai.

E’ il terrore dei renziani nostrani. Dicono che Garozzo si aggiri preoccupato per i corridoi del Comune (per tante ragioni, ma mai per la Sinistra Italiana). Il prototipo perfetto di questo gruppo è Roberto Fai, professore e filosofo. Filosofo proprio come intendeva vostra nonna: “Chi perdi tempu cu chiddu? Nun lu sai ca è tuttu filosofu.” Il buon Roberto si fa le domande e si dà le risposte, ma tra le due non c’è mai connessione logica. Persona onesta, intellettuale fine, professore stimato, politico inutile.

Altro personaggio di rilievo del similpartito è il mitico Ermanno Adorno. Per la verità ha aderito solo all’ultimo momento vincendo la sua naturale ritrosia per i gruppi superiori a cinque persone. Dicono che una volta abbia sognato che il suo partito vinceva le elezioni e si è svegliato tutto sudato e tremante. Non c’è persona che lo conosca, che non gli voglia bene. Ma non c’è persona che lo conosca disposta ad affidargli un voto. Potrebbe essere usato come test. Se aderisce a un partito, questo non può vincere mai.

Altro neo dirigente del neo partitino è Franzo Bruno, il comico del gruppo. Dicono che riesca a stare anche un mese intero senza ridere. Da ragazzino al gioco “chi ride per primo perde”, era un vero campione. Un bravo ragazzo di quelli ai quali affideresti il tuo portafogli, ma non gli faresti mai sposare tua figlia.

Se non fosse per quel particolare fastidioso che bisogna prendere tanti voti, sarebbero davvero splendidi amministratori. Ancora, per la verità, non possono definirsi Sinistra Italiana. Devono aspettare Sel per farlo. Per adesso sono solo “Verso la Sinistra Italiana”.

Speriamo per loro che questa fase duri poco, perché un partito il cui nome inizia per Verso non pare destinato a grandi fortune.

Quando Sel arriverà, entrerà nel gruppone il suo segretario provinciale, Raffaele Gentile, un giovane inesperto ma volenteroso, alle sue prime esperienze politiche. E tutti insieme appassionatamente canteranno l’Internazionale, chi fingendo di ricordarla, chi fingendo e basta.

Che tristezza invece l’UDC di Siracusa. Fa tanto l’effetto Dolce Euchessina. Renziani di complemento e lanzichenecchi come complimento. Ideali proclamati e assolutamente ignorati.

Il loro capo è Gianluca Scrofani, un cognome onomatopeico, una carriera fulminante. Fondatore del movimento Siracusa Democratica, lo scioglie per andare nel primo partito che gli dà un  po’ di spazio.

Accanto a lui, l’on. Sorbello, uno splendido esemplare di nomade della politica che ha fatto della coerenza la virtù per eccellenza da dimenticare. Riesce a cambiare idea nell’arco di pochissimi minuti, esprimendo comunque sempre il medesimo concetto. Il suo record assoluto è la mozione di sfiducia contro il sindaco di Melilli presentata dai consiglieri suoi amici. Sorbello entra determinatissimo al grido di “cacciamo via il sindaco” ed esce poco dopo suo alleato con assessori in giunta.

La spartizione dei compiti con il PD è chiarissima. I peggiori esponenti della vecchia politica li assume tutti il PD. Quelli che neanche il PD riesce a digerire, li prendono all’UDC Sorbello e Scrofani.

Nei giorni scorsi hanno fatto una grande assemblea pubblica alla presenza dell’assessore Miccichè e dell’on. D’Alia. I presenti hanno cantato l’inno tenendo una mano sul cuore e l’altra sul portafogli non fidandosi nemmeno del vicino di sedia. Lo slogan a tutto campo dietro il palco riportava la frase simbolo “Lu lupu di la mala cuscienza, comu opira pensa.” Al tavolo della Presidenza, tra gli altri, era presente anche il sindaco Garozzo che ha tenuto un intervento sul riciclo dei rifiuti, argomento che ha coinvolto personalmente tantissimi degli astanti.

Tutti hanno compreso che il partito ha un grande futuro e i suoi componenti un’occupazione stabile: camerieri al ristorante PD. Mai menù fisso. Sempre “à la carte”.