Crocetta sulla legge regionale di riordino del servizio idrico ha scelto di non opporsi all’impugnativa di Renzi, difendendo l’Autonomia derivante dallo Statuto. Calpestata in questo modo la volontà popolare. Malumori in tutte le forze politiche

 

Incredibile! L’assessore Vania Contrafatto ha annunciato in Commissione Ambiente che la Regione non si è costituita davanti alla Corte Costituzionale per difendere la legge varata dall’ARS (L.R. 19/2015) sull’acqua pubblica dall’impugnativa proditoriamente esercitata dal governo nazionale.

«È il funerale dei referendum; il tradimento ufficiale della democrazia partecipativa», ha commentato efficacemente il direttore della Civetta, apprendendo la notizia che un componente della redazione gli aveva segnalato «con la morte nel cuore».

Prima di chiudere questo numero del giornale apprendiamo che il malumore sta per esplodere anche in buona parte del PD, in quella parte di esso che ancora riesce ad indignarsi. Il deputato regionale Giovanni Panepinto non intende ingoiare il rospo. E neanche il sindaco di Floridia, Orazio Scalorino, che ha preannunciato una iniziativa forte. Ci auguriamo una decisa levata di scudi da parte di tutte le forze politiche. Di settori della maggioranza come dell’opposizione.

Giampiero Trizzino (del M5S), ex presidente della commissione Ambiente, ha commentato senza mezzi termini l’inqualificabile comportamento della Regione che «ancora una volta calpesta le aspirazioni dei siciliani». «In seguito a questa affermazione [della Contrafatto] – ha dichiarato – in commissione è scoppiato il finimondo e ce n’erano tutte le ragioni. Anni di lavoro buttati a mare a causa di una decisione onestamente incomprensibile».

Ma noi riteniamo che non sia ancora tutto perduto. Chiamiamo tutti i sindaci a una azione comune decisa e senza precedenti. Dichiariamo insieme (sindaci, deputati con spina dorsale e cittadini) che siamo disposti a un nuovo «Vespro siciliano» incruento ma irriducibile.

Rifiutiamo di piegarci a qualsiasi legge nazionale o a qualsiasi “combinato disposto” che ci imponga di consegnare gli impianti gestiti dai Comuni o riacquisiti dagli stessi dopo il fallimento di qualche azienda privata che nessuno rimpiange. Rivendichiamo con forza la piena autonomia legislativa in merito alla gestione delle acque, riconosciuta dal nostro Statuto, avente rango di legge costituzionale.

Chiediamo al Presidente Mattarella di mettere da parte la sua mitezza e di ribadire, senza equivoci e senza tentennamenti, la piena legittimità della Legge Regionale, derivante dallo Statuto dell’Autonomia, che assegna in modo esclusivo alla Regione la competenza legislativa sull’acqua. Chiediamogli di richiamare la Corte al rispetto pieno ed assoluto della parità di rango costituzionale del nostro Statuto rispetto alla Costituzione.

Invitiamo i Sindaci e i Consigli dei Comuni resistenti della zona montana iblea a emanare Mozioni e Delibere che annuncino un rifiuto globale di ogni disposizione contrastante col dettato della Legge Regionale impugnata da Renzi.

Nessuno si permetta di costringerci ad essere fuorilegge. Lo saremo, assumendocene tutte le responsabilità e i meriti, se politici senza pudore e governi senza spina dorsale si piegheranno al potere delle lobby e pretenderanno di piegare noi al rispetto di leggi ingiuste ed impopolari che avranno varato nel più assoluto disprezzo della volontà popolare, che è l’origine della legittimazione degli organismi attraverso i quali si esercita la democrazia.

Lo spappolamento definitivo di vecchi contenitori politici alla deriva forse si concretizzerà a partire da una nobile sollevazione dell’orgoglio civico contro l’acquiescente e suddito scodinzolamento dei poteri esistenti di fronte alle imposizione di una troika beffarda, di euro-burocrati senza anima e senza legittimazione popolare, di burattini che si contendono meriti su margini esigui di flessibilità, mentre si inchinano agli interessi di una classe predona di profittatori privati e di bancarottieri.

Crocetta e la Contrafatto si dimettano o impugnino la bandiera della libertà contro ogni tentativo di sottomissione del nostro Statuto. Non hanno esercitato alcuna difesa dall’impugnativa renziana. Passino al contrattacco senza esitazione. O spariscano per sempre dal cospetto dei cittadini.