Aretusacque: 6 milioni per la rete di adduzione!? L’enigma della variante e la geografia dei fondi FESR e FSC

Nell’attesa che in un futuro incontro pubblico dopo quello di venerdì 6 novembre – che il portavoce del Comitato Ortigia Cittadinanza resistente, Davide Biondini, assicura prossimo -, nel vuoto comunicativo dei siti istituzionali tanto di Aretusacque quanto dell’Ati Siracusa, nella speranza di ottenere risposte alle nostre richieste, non resta che affidarsi alle supposizioni e ad una ricostruzione giornalistica, del tutto verosimile, per fare chiarezza sul finanziamento regionale di circa sei milioni (a seconda dei casi anche sette o otto, chissà) con i quali intervenire sulla rete idrica di Siracusa nei prossimi mesi (quanti?).

La prima volta ne ha parlato il presidente del Consiglio di sorveglianza di Aretusacque Giuseppe Assenza con Salvo Baio già nell’ottobre scorso https://www.lacivettapress.it/2026/10/19/siracusa-6-milioni-contro-blackout-e-colpi-dariete/

La cifra coincide orientativamente con quella riferita in vari articoli di cronaca relativi allo scontro politico tra Giuseppe Carta, e i consiglieri a lui fedeli, e i sindaci di Floridia e Solarino, Spada e Carianni, che sarebbe stata ottenuta “grazie all’impegno del deputato regionale Giuseppe Carta” e “destinata al collegamento delle acque reflue di Floridia e Solarino al collettore di Siracusa”. A tutt’altro quindi.

Probabilmente è proprio questa la variante progettuale che l’ATI dovrebbe “consentire” per il rifacimento di circa 6 chilometri di reti di adduzione di Siracusa nelle parti più soggette a rotture. Se già i sindaci dei comuni interessati a questa “spoliazione” (ma la coperta è corta, si sa) siano stati messi a conoscenza di questa intenzione, cosa ne pensino, al momento non è dato sapere.

Nel frattempo è interessante cercare di scoprire cosa bolle in pentola sul fronte degli investimenti e dei progetti possibili. L’analisi della graduatoria del PR FESR Sicilia 2021/2027 – il programma regionale cofinanziato dall’UE – presenta un quadro complesso e frammentato, in cui le risorse disponibili riescono a coprire solo una minima parte del fabbisogno reale del territorio provinciale.

Tra le opere che avrebbero superato positivamente tutte le verifiche e godrebbero della copertura finanziaria corrente figurano interventi strategici mirati a risolvere le criticità più urgenti dei centri urbani: è il caso del Comune di Noto, destinatario di uno stanziamento di 1.747.525 euro “per la sostituzione delle adduttrici vetuste e in cattivo stato”, e del Comune di Sortino, per il quale sono stati sbloccati 2.354.261 euro destinati alla “realizzazione della nuova rete idrica all’interno degli anelli C e D nella zona centro-nord del centro abitato”.

 

Subito sotto questa soglia si colloca la nutrita schiera dei progetti ammissibili ma non finanziabili per esaurimento della dotazione finanziaria iniziale. Si tratta di interventi che hanno ottenuto valutazioni tecniche positive, giudicate “sufficienti” o “buone” dai valutatori, ma che rimangono congelati in attesa di nuove disponibilità di bilancio o di eventuali scorrimenti. Tra questi spicca l’imponente richiesta avanzata dall’ATI di Siracusa per il Comune di Rosolini, pari a quasi 20 milioni di euro (19.930.000 euro) “per il rifacimento totale della rete idrica interna”, affiancata da altri interventi rilevanti nel territorio di Sortino – come i 4 milioni “per la manutenzione straordinaria dei serbatoi Monticelli e Panzotta e degli immobili della sorgente in contrada Canali”, i 3,49 milioni “per il completamento dell’acquedotto Grottavide” e i 2,46 milioni “per l’anello B della rete cittadina” – oltre ai 2 milioni di euro richiesti dal Comune di Buccheri “per l’ammodernamento delle condotte locali”.

 

Esito opposto, invece, per i progetti dichiarati non ammissibili, fermati da errori burocratici, duplicazioni o punteggi insufficienti. A pesare sono state soprattutto le carenze documentali: il Comune di Avola si è visto bloccare l’intervento da 2,7 milioni di euro per i contatori intelligenti e quello da 800 mila euro per la condotta Petrara per l’assenza degli allegati richiesti. Stessa sorte per la riqualificazione del pozzo Radoana a Sortino (230 mila euro), esclusa per difetti nei file. Infine, mentre la progettazione per la sorgente Miranda ad Avola (443 mila euro) è stata scartata per sovrapposizione con l’opera di Petrara, i progetti per la rete idrica di Lentini (1,38 milioni) e il pozzo di Augusta (450 mila euro) non hanno superato la soglia minima di idoneità tecnica.

 

Ma passando all’altra fonte di finanziamento possibile, il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC 2021-2027), risorse esclusivamente nazionali, per le quali Aretusacque avrebbe già avviato le verifiche tecniche per consentire alla Società, e quindi ad Acea Siracusa S.r.l., socio operativo, di realizzare le opere previste nel Piano degli Interventi a base di gara, c’è altro da notare, qualcosa che potrebbe far pensare a coincidenze astrali, e ad ormai forse lontane alleanze (almeno allo stato dei fatti).

Nel dicembre scorso – periodo tradizionalmente prolifico per decreti e delibere sotto l’albero – la Regione Siciliana ha stabilito infatti l’assegnazione di cospicue risorse a valere su questo fondo con un occhio di riguardo per il servizio idrico integrato dei territori di Melilli, Ferla e Solarino.

Melilli, con il sindaco e deputato regionale Giuseppe Carta, si è aggiudicata la fetta più grossa: ben 4,8 milioni di euro per rifare la rete idrica di Città Giardino. Ferla, con Michelangelo Giansiracusa, ha portato a casa circa 1,44 milioni di euro per il riefficientamento energetico e idrico del sistema di adduzione. Solarino, con il sindaco e deputato regionale Tiziano Spada, ha ottenuto intorno ai 4 milioni di euro destinati al rifacimento della rete idrica e agli interventi sui serbatoi comunali.

 

Cosa ha dettato la scelta proprio di questi tre Comuni? Ragioni squisitamente tecniche – come cantieri avviati o progettazioni esecutive già pronte -, situazioni di conclamata emergenza? O, forse, suggestioni politiche?

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