Un anno fa La Civetta fece un articolo dopo aver fatto un giro per il quartiere Borgata (www.lacivettapress.it/2024/11/06/in-borgata-si-respira-unaria-nuova-di-partecipazione-aggregazione-e-solidarieta).
L’inchiesta rilevò un tessuto sociale ormai consolidatosi nel tempo. Con i suoi 11.000 residenti circa, questa zona, che rappresenta il secondo centro storico della città, possiede caratteristiche davvero uniche ma ha atmosfera del tutto diversa rispetto ad Ortigia, con il suo caos di odori di frittura, musiche e folle di turisti.
Il quartiere si distingue per un vivace tessuto socio-culturale, il più attivo della città per associazionismo e partecipazione, affiancato da un’economia di piccola scala e tipica.
Non ci sono grandi marchi della distribuzione o boutique: i negozi, sia quelli storici che le nuove aperture, sono per lo più a conduzione familiare, caratteristica che garantisce un accesso a prodotti genuini, dal fruttivendolo al macellaio fino alla pescheria.
Ma comporta un’altra potenzialità: la circolazione di denaro in un’economia di prossimità alimenta la vitalità del quartiere, a differenza della grande distribuzione che disperde il capitale altrove, lontano dalla città.
Uno dei punti di forza della Borgata è la significativa presenza di cittadini extracomunitari ormai ben integrati. Segno di questo sono le loro attività commerciali, l’iscrizione dei figli ai doposcuola del centro interculturale “Ciao” dei Maristi o a quello dell’associazione “Astrea in memoria di Stefano Biondi”, che fornisce supporto alle famiglie bisognose oltre a varie attività come l’organizzazione di feste per i più piccoli.
Importante è anche il ruolo del patronato di CGIL Borgata, dove ha sede anche l’Arci che offre assistenza agli immigrati. Inoltre la CGIL non si adopera solo in quanto padronato, ma svolge anche attività culturali e ludiche nel quartiere. Nella sede dei maristi (Ciao) sono ospitate varie realtà, da quella ministeriale per corsi di italiano a numerose altre per attività sociali (AccoglieRete, ex meta borgata, ecc.). Non possiamo dimenticare altre importanti associazioni (Natura Sicula, Pro loco, L&C ed altre minori) come un punto interessante d’interesse quale il mercato delle pulci (riusato e artigianato) e il presentarsi la domenica in piazza s. Lucia di occasioni genuine fra produttore e consumatore per vari alimenti (formaggi, salumi, olio, ecc.) che apportano altra qualità di vita al quartiere meno invaso da odori molesti e chiasso di Ortigia e prezzi al cliente più convenienti.
La presenza del CNA, che riunisce circa 2.000 artigiani, potrebbe favorire una pianificazione economica locale e compiere azioni d’incubatore di startup e in più, da tempo, sono in atto lavori di ristrutturazione di molti edifici per case vacanza (spesso vituperate ma certamente in grado di portare ricchezza e vivacità nel quartiere) ma per evitare risultati da “Ortigia 2” bisogna puntare a un turismo pianificato, non selvaggio e caotico, che porterebbe benessere per tutti (visite guidate per turisti e visitatori nel quartiere fonte di lavoro, incontri culturali multilingue per ulteriori attività lavorative, apertura di botteghe artigianali e del riuso in vie centrali come Piazza S. Lucia e Via Piave).
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C’è un urgente bisogno di contrastare la microcriminalità, spesso favorita dalla scarsa illuminazione frutto di uno sbagliato intervento di revamping, e non si può che accogliere con soddisfazione l’iniziativa dell’amministrazione comunale di affrontare finalmente il fenomeno con l’aiuto delle forze dell’ordine.
Occorre favorire i centri di aggregazione e per contrastare la solitudine degli anziani aprire luoghi di lettura e visioni cinematografiche, ciò darebbe senso a un quartiere che anche se invecchia rimane vivo. Alcune realtà sono già un segno di ripresa: associazioni come “Il Cerchio”, il Centro Dante, il CIAO, interventi di riqualificazione con fondi regionali come quelli voluti dal deputato Carlo Gilistro per realizzare un nuovo e vitale polo di aggregazione per i più piccoli.
L’amministrazione comunale dovrebbe intervenire non solo su sicurezza e illuminazione, ma anche con detassazioni e aiuti economici per attrarre iniziative imprenditoriali compatibili con il quartiere. La Borgata ha infatti tutte le potenzialità per essere un acceleratore economico e socio-culturale, a differenza di altri quartieri-dormitorio i cui unici punti di ritrovo sono i paninari.
Di fronte a tali esigenze, sta nascendo il comitato della Borgata, una “rete” tra le associazioni socio-culturali e le attività economiche per programmare eventi e fare pressione sull’amministrazione comunale. che ha tenuto un primo incontro il 16 ottobre per stilare un primo documento di intenti da presentare al sindaco e iniziare a pensare a un’assemblea pubblica per coinvolgere quanti più residenti sia possibile.

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