Esposto del Comitato Parchi a tutte le autorità competenti perché siano rispettate le prescrizioni dell’autorizzazione. Richiesta di accesso agli atti. L’avv. Corrado Giuliano: “Si teme un reato non solo urbanistico ma di crimine ambientale”
La Civetta di Minerva, 4 Luglio 2017
Il Comitato Parchi torna a chiedere la regolarità dei lavori a Terrauzza e denuncia a tutte le autorità competenti (procure anche quella della Corte dei Conti, sindaco, assessorato, demanio, soprintendenza, capitaneria) il perpetrarsi di attività di cementificazione della costa.
L’avvocato Corrado Giuliano segnala che i lavori al vecchio villaggio turistico di via del Galeone ad opera della società Yota srl continuano a proseguire spediti e senza freni, nonostante le indagini in corso. “Nel 2015 i Carabinieri avevano appurato la realizzazione di opere edilizie difformi dalla concessione avuta, eseguite nell’ambito dei lavori di ristrutturazione ed ammodernamento del complesso turistico. Difatti, nel corso dell’attività ispettiva, erano stati riscontrati ampliamenti non previsti di alcune unità ricettive e ricreative, configurazioni di sagome diverse da quelle rappresentate negli elaborati grafici, coperture parzialmente difformi ai progetti, nonché la realizzazione di una struttura abitativa non indicata nella dichiarazione di inizio attività”. Né si comprende come sia possibile autorizzare un pontile (con concessione stagionale per 263 mq di specchio acqueo) che, pur se “mobile” come da progetto, dovrebbe ancorarsi al fondale in un’area marina protetta, dove per l’attracco è imposto l’uso esclusivo di boe e la navigazione è inibita nei 300 metri dalla costa.
Eppure, nonostante le indagini in corso e il parere negativo della Soprintendenza su possibili varianti, nonostante le denunce dello scorso maggio da parte delle associazioni ambientaliste, SOS Siracusa in prima fila, “la Yota srl sta continuando a lavorare sui volumi dichiarati abusivi: sappiamo che è una battaglia contro il tempo, ci vogliono porre avanti il fatto compiuto, perché si sa bene che, nella migliore delle ipotesi, per rimuovere opere abusive ci vogliono anni”.
Il Comitato Parchi chiede quindi a tutte le autorità competenti un intervento “pronto, certo e radicale” per non devastare ulteriormente l’Area Marina del Plemmirio già gravata da numerosi abusi, per reprimere questa “gravissima incisione in un’area non soltanto protetta ma di grandissima attenzione da parte degli interessi della speculazione costiera che, nelle ultime aree rimaste della costa Sud del Comune, non esitano a minacciare interventi di irreversibile compromissione”.
Non sono più procrastinabili, secondo l’avvocato Giuliano, gli opportuni interventi atti ad evitare che l’opera sia ulteriormente definita, seguiti da provvedimenti che garantiscano, ai danni degli esecutori, progettisti e direzione lavori, la ridutio in pristino delle aree. La stessa Area Marina Protetta è sollecitata ad adottare “ogni misura sanzionatoria di Sua competenza, per impedire la compromissione dello spazio marino antistante l’edificazione deturpante in corso”.
In conclusione dell’esposto viene anche ribadita “la richiesta urgente di accesso a tutti gli atti, sia edificatori sia di vigilanza urbanistica adottati nel corso dei sopralluoghi effettuati” e si chiede alla Autorità Giudiziaria di volere considerare “sin da ora” le associazioni esponenti parti offese dal reato, a loro avviso non soltanto urbanistico ma di crimine ambientale”.

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