Miasmi, più dati ma poche certezze. Il nuovo report ARPA non scioglie i nodi

A pochi giorni dalla pubblicazione del report ARPA relativo al periodo 1-13 giugno, l’Agenzia ha pubblicato sul suo sito istituzionale un nuovo aggiornamento che estende il monitoraggio fino al 18 giugno. I nuovi dati ovviamente confermano che il fenomeno odorigeno che da settimane interessa l’area industriale siracusana non si è esaurito.

Le segnalazioni dei cittadini continuano ad arrivare attraverso il sistema NOSE e nei giorni compresi tra il 14 e il 18 giugno si sono registrati ulteriori episodi che hanno richiesto l’intervento dei tecnici ARPA, della Protezione Civile e delle amministrazioni locali.

Più che fornire risposte, tuttavia, il nuovo report sembra aggiungere ulteriori tasselli ad un quadro che resta complesso. Cresce la mole di dati disponibili, aumentano le segnalazioni e gli episodi oggetto di approfondimento, ma non emerge ancora una spiegazione univoca capace di ricondurre gli eventi odorigeni ad una sorgente chiaramente identificata. Non vengono formulate indicazioni sull’eventuale origine del fenomeno.

Nel precedente articolo avevamo evidenziato come i dati strumentali e la geografia delle segnalazioni sembrassero seguire percorsi differenti. Da un lato i maggiori picchi di idrocarburi non metanici erano stati registrati dalla centralina Augusta-Marcellino; dall’altro gli alert e gran parte delle segnalazioni dei cittadini risultavano concentrati soprattutto tra Priolo e Melilli.

Il nuovo report segnala tre alert (scheda 1) ad Augusta, che fino al 13 giugno non ne aveva registrato alcuno. Nel medesimo periodo si registrano inoltre un alert a Melilli e quattro a Priolo. Complessivamente, dal 1° giugno, Priolo risulta il comune con il maggior numero di alert (7), seguito da Augusta (3) e Melilli (2). Priolo registra anche il maggior numero di singole segnalazioni per un totale di 483.

Si impennano le segnalazioni, che raggiungono quota 1.435 con un incremento di 721 rispetto alle 714 registrate nei precedenti tredici giorni. Gli utenti del NOSE continuano a percepire gli odori come provenienti principalmente da idrocarburi e zolfo. Colpisce l’incremento di Augusta che passa in sei giorni da 61 segnalazioni a 283, anche se non si può escludere che questo salto sia legato magari ad una crescita di confidenza dei cittadini nell’utilizzo dello strumento NOSE.

Vale la pena osservare che le centraline nell’Augustano mantengono valori alti di idrocarburi non metanici; il giorno 15 giugno nella stazione sita entro la citta di Augusta alle ore 02:00, il giorno 16 giugno alle ore 18:00 e il giorno 17 giugno alle ore 16:00, si sono registrati rispettivamente valori pari e 624,64 microgrammi/m3, 944,77 microgrammi/m3, 1590,07 microgrammi/m3. Questa stazione, diversa da Augusta Marcellno, è sita a nord dell’area industriale e risulta alla stessa altezza di Augusta Marcellino, ma posizionata più ad Est; ricordiamo che Augusta Marcellino è la stazione che i giorni precedenti aveva registrato alti valori di idrocarburi.

Peraltro nella stazione di SR-Belvedere sita in direzione opposta a sud della zona industriale il giorno 15 giugno alle ore 12:00 e il giorno 16 giugno alle ore 04:00 si sono registrati valori di idrocarburi non metanici rispettivamente pari a 456,9 microgrammi/m3 e 723,5 microgrammi/m3

Come si può constatare il nuovo aggiornamento non sembra sciogliere i precedenti nodi. Al contrario, il fenomeno continua a manifestarsi in aree differenti e con caratteristiche che sembrano non consentire, almeno allo stato delle informazioni pubblicate, l’individuazione di una correlazione evidente e costante tra i diversi elementi raccolti.

Già nei precedenti documenti ARPA Sicilia aveva dato conto di un’intensa attività di controllo sul territorio, con sopralluoghi negli impianti industriali, campionamenti e acquisizione di documentazione tecnica. Il nuovo aggiornamento conferma che l’attività istruttoria prosegue e che l’analisi delle informazioni raccolte è tuttora in corso.

Lo stesso documento precisa infatti che le verifiche sui dati acquisiti continuano e che restano attesi gli esiti delle analisi chimiche sui campioni d’aria prelevati durante gli episodi odorigeni con canister e sacche in Nalophan; le analisi olfattometriche finora disponibili restituiscono valori dell’ordine di 87 ouE/m³, ampiamente inferiori al valore di riferimento di 300 ouE/m³ richiamato nei documenti tecnici.

Un elemento emerge infine dalla lettura dei documenti pubblicati dall’Agenzia. Nei report vengono descritti numerosi sopralluoghi con accesso agli impianti. Vengono richiamate richieste di dati ai gestori, controlli su torce, serbatoi, aree di stoccaggio, pontili e altre infrastrutture industriali. Tuttavia i nomi degli stabilimenti interessati dai controlli non vengono mai indicati.

Per il resto, l’attenzione resta concentrata sugli esiti delle analisi ancora in corso, dalle quali potrebbero arrivare gli elementi più utili per comprendere la natura e l’origine dei fenomeni odorigeni segnalati nel territorio.

SCHEDA 1

L’Alert è una condizione che si attiva automaticamente quando, in una determinata area e in un intervallo di tempo prestabilito, il sistema NOSE registra un numero di segnalazioni di molestie olfattive superiore a una soglia prefissata. L’attivazione dell’Alert fa scattare le procedure previste dal protocollo operativo, che possono comprendere l’avvio dei campionatori automatici (Odorprep), l’attivazione dei tecnici ARPA Sicilia, sopralluoghi sul territorio e ulteriori attività di monitoraggio e verifica finalizzate all’individuazione delle possibili sorgenti delle emissioni odorose.

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