L’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei entra in una fase decisiva dopo un complesso percorso legale. La sentenza definitiva segna un traguardo storico per il territorio e mette in luce il ruolo dell’Ente Fauna, l’unica associazione ad aver resistito in giudizio fino all’ultimo grado per sostenere le ragioni della tutela ambientale. Forte di questo pronunciamento, che impone l’istituzione dell’area protetta entro il termine perentorio di 180 giorni dalla sua pubblicazione, l’associazione – tramite il proprio legale, l’avvocato Corrado V. Giuliano – ha notificato un formale atto di intervento e diffida al Presidente della Regione Siciliana, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Commissario ad acta. L’obiettivo è garantire il pieno rispetto del giudicato e la massima trasparenza delle procedure.
L’iniziativa punta a blindare l’osservanza dei tempi imposti, escludendo dilazioni o accordi che possano svuotare di significato il provvedimento. A tal fine, l’istanza esprime la volontà di esercitare un controllo puntuale sull’intero iter amministrativo, richiedendo la convocazione permanente dell’associazione a tutti i tavoli e agli incontri decisionali che vedranno il confronto tra la Regione Siciliana, i Comuni, le ex Province, le rappresentanze parlamentari e le dirigenze tecniche.
“L’Ente Fauna intende vigilare affinché il conteggio dei giorni residui per l’adempimento sia rispettato con assoluto rigore e senza alcuna proroga illegittima. Non permetteremo che il processo subisca deviazioni o svuotamenti di contenuto dovuti a negoziazioni opache” scrive l’avv. Giuliano.
Il documento avverte che qualsiasi determinazione assunta senza il coinvolgimento dell’associazione sarà immediatamente impugnata dinanzi alle autorità competenti: l’amministrazione regionale rischia infatti di rispondere di una gravissima elusione e violazione del giudicato.
Si conclude così la fase del contenzioso giudiziario e si apre quella della vigilanza attiva sul territorio grazie all’Ente Fauna, determinata a garantire la propria presenza e il proprio contributo tecnico in tutte le sedi in cui si definiranno i confini e il futuro dell’area protetta.

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